Disagio, alcol, povertà: il lavoro dell'Unità di strada a Indicatore, centro storico e Saione

Gli interventi sono già attivi e fanno parte del programma di Arezzo città sicura e coesa varato dalla giunta

Unità di strada al lavoro anche ad Arezzo. Gli interventi sono portati avanti sotto varie forme e sono già attivi da parte degli operatori dell'associazione Dog. Le attività sono rivolte ai senza fissa dimora, alla prevenzione e al monitoraggio del disagio nei giovani, anche legato al consumo di alcol.

Il programma fa parte del progetto Arezzo città sicura e coesa varato nel 2016 dalla giunta.

Gli operatori indicano i servizi sul territorio ai quali è possibile rivolgersi, ma misurano anche l’entità del fenomeno e la percezione che ne hanno i cittadini. Nei confronti del disagio giovanile, gli operatori si preoccupano di sensibilizzarli su quanto è possibile fare in termini di prevenzione. Attività che la Dog porta avanti da molti anni nel territorio aretino e non solo.

I primi interventi

"Gli operatori di strada della Dog operano già a Indicatore, da dove sono provenute sollecitazioni a causa della presenza di persone poco raccomandabili, nel centro storico, mentre a Saione un comitato ne ha richiesto la presenza per contribuire, accanto alla polizia locale e alle forze dell'ordine, al presidio e al monitoraggio del quartiere. Si tratta di zone che non abbiamo scelto a caso - spiega l'assessore Tanti Tanti - ma individuato a seguito di puntuali segnalazioni. Al target tradizionale dei senza dimora, si stanno dunque aggiungendo i giovani e certe loro abitudini che vogliamo combattere, confidando nella collaborazione delle famiglie e, ove presenti, dei centri di aggregazione ”.

Come operano concretamente?

Gli operatori di strada frequentano i luoghi dove sono presenti le persone senza dimora o che manifestano forme di disagio, ne rilevano il numero, prendono contatto con gli esercizi commerciali e le altre attività presenti per capire quanto il fenomeno sia percepito, quali caratteristiche e impatto abbia e a quali cause sia legato, distribuiscono materiale informativo, generi di conforto e sanitari, provvedono a instaurare relazioni di fiducia, praticano l’ascolto attivo al fine di far emergere i bisogni e sostenere le persone nella elaborazione di scelte migliorative, partecipano a incontri con i servizi sociali, le forze dell’ordine, la prefettura, la questura e la polizia locale. Quindi segnalano la persona a servizi sociali che svolgeranno attività di accoglienza e prima analisi dell’utenza, in vista di una presa in carico e di una sistemazione dignitosa in termini di alloggio o di un percorso di reinserimento. Le uscite settimanali sono almeno tre, per ciascuna sono coinvolti come minino due operatori.

Roberto e Luca Norelli dell'associazione DOG“parliamo di operatori di strada ma siamo operatori-psicologi, operatori-esperti del mondo del lavoro e della formazione e queste competenze ci consentono di individuare le persone che rischiano di andare verso una condizione di disagio forte e reindirizzarle nei binari giusti. Creare gruppi di coesione sociale contribuisce alla cittadinanza di riappropriarsi del territorio. Abbiamo ampia libertà di movimento che coinvolge anche le scuole”.

“Parliamo di azioni - ha sottolineato l’assessore Lucia Tanti - mirate al rafforzamento delle attività esistenti nel territorio per passare dalla gestione dell’emergenza, in particolare nei mesi invernali, verso azioni maggiormente strutturate che lavorano sulla presa in carico e sul potenziamento delle capacità della persona, fino alla residenza stabile per i senza dimora. Le unità di strada implementano il progetto ‘Arezzo città sicura e coesa’, con un pronto intervento nelle piazze e nei luoghi di aggregazione, in stretto collegamento con altre realtà come il dormitorio e i servizi sociali del Comune. Si tratta di un impegno complesso - ha concluso Lucia Tanti - ma che è una delle sfide da vincere nell’anno in corso”.

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