Unione dei Comuni, nuova organizzazione per gli operatori forestali

Mentre la questione degli operai forestali è ancora aperta sul tavolo regionale, l’Unione dei Comuni Montani del Casentino annuncia una ristrutturazione del settore che ad oggi impiega oltre 50 dipendenti, svolgendo su delega regionale un servizio...

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Mentre la questione degli operai forestali è ancora aperta sul tavolo regionale, l’Unione dei Comuni Montani del Casentino annuncia una ristrutturazione del settore che ad oggi impiega oltre 50 dipendenti, svolgendo su delega regionale un servizio fondamentale per il territorio, integrato e arricchito di altre funzioni particolarmente delicate come la difesa del suolo, la bonifica, la protezione civile.

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Il piano di riordino di questo settore, approvato nell’ultima seduta della Giunta dell’Ente montano, prende le mosse dalla cima, ovvero dal collocamento in pensione del dirigente Arch. Roberto Brami, che ha cessato il suo servizio con la fine del mese di giugno. “Dopo una serie di consultazioni e confronti – spiega Giampaolo Tellini, vicepresidente dell’Unione dei Comuni con delega alla forestazione – abbiamo concordato con la struttura la redistribuzione delle funzioni, responsabilità e del mansionario del’Arch. Brami, che innanzitutto voglio ringraziare per i suoi anni di servizio reso con competenza e dedizione. La struttura esistente è in grado di assorbire questo passaggio, e saranno l’ing. Mauro Casasole, il dott. Paolo Grifagni ed il geom, Leonardo Mazzanti a dividersi funzioni e responsabilità dell’ufficio tecnico. In tempi difficili per i bilanci di tutti gli Enti, noi scegliamo di razionalizzare anche la spesa per il personale, consapevoli che non si tratta solo di un gravame per il bilancio ma soprattutto di un valore effettivo per un Ente che non ha il compito di sviluppare guadagni ma di garantire i servizi”. E a proposito di servizi, la questione della copertura finanziaria per gli stipendi proprio degli operatori forestali è tuttora aperta. “L’Assessore Regionale Remaschi – conclude Tellini – ha recentemente annunciato per i primi di settembre la convocazione degli stati generali delle foreste toscane. Voglio interpretarlo come un segnale positivo, ma ora dalle nostre foreste chiediamo che anche Firenze faccia la sua parte. Sarebbe quantomeno grottesco che si arrivasse ad un incontro plenario di tutti i soggetti che hanno competenze nella forestazione in Toscana senza nemmeno avere la certezza della disponibilità dei fondi per pagare i lavoratori fino a fine anno. Con questa riorganizzazione noi creiamo risparmi, la Regione non deve lasciarci soli”.

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