Unione, Agostini convoca la giunta: "Sono io il presidente, oggi sul tavolo i cinque licenziamenti"

Continua la bufera politica all'Unione dei Comuni dopo i fatti del 31 luglio che, dopo una notte burrascosa e con molte tensioni videro subentrare alla presidenza Gianpaolo Tellini a Paolo Agostini. E' proprio quest'ultimo, sindaco di Castel...

Continua la bufera politica all'Unione dei Comuni dopo i fatti del 31 luglio che, dopo una notte burrascosa e con molte tensioni videro subentrare alla presidenza Gianpaolo Tellini a Paolo Agostini.

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E' proprio quest'ultimo, sindaco di Castel San Niccolò, che ha continuato la battaglia affermando convintamente che la procedura non è corretta e che di fatto è ancora lui il presidente dell'Unione dei Comuni Montani del Casentino. L'ultimo sfogo lo ha affidato a Facebook e per oggi pomeriggio ha convocato la giunta esecutiva dell'Unione alle 16:30 portando all'ordine del giorno i cinque licenziamenti dei dirigenti che aveva preparato la notte tra il 30 ed il 31 luglio.

"Chi è il presidente?" continua a chiedere Agostini che scrive - le varie autorità non sanno rispondere, bloccando di fatto l'Ente in una situazione ridicola e vergognosa, nello Statuto dell'Ente approvato il 23 aprile 2014 anche un bambino dell'asilo capirebbe che il Sig. Tellini Giampaolo non può essere il Presidente per due semplicissimi motivi: primo, io non ho mai firmato di mio pugno le dimissioni come previsto dallo Statuto approvato non da me, ma da loro e secondo, la procedura di sfiducia, prevista sempre dallo Statuto, non è mai stata adottata. Quindi al di là di quello che scrivono e inventano da due mesi il Presidente dell'Unione dei Comuni Montani del Casentino sono io e chi di dovere pagherà tutti i danni morali e materiali fatti al sottoscritto e all'Ente che io e solo io rappresento. Quindi sono a convocare la Giunta esecutiva dell'Unione per il giorno giovedì 01 ottobre 2015 alle ore 16:30 presso la sede della stessa dove porterò all'ordine del giorno i cinque licenziamenti riguardanti i funzionari ormai noti. Se tale decisione, come hanno ribadito più volte, non è condivisa dagli altri sette Sindaci gli stessi, invece che rimettere le posizioni organizzative. nei propri Comuni, coraggiosamente, vengano e avviino la procedura necessaria per sfiduciarmi, senza aspettare i “giochini” che la Regione o chi per essa vuole fare, commissariando il tutto in modo da togliere le deleghe all'Unione, continuando a pagare gli stipendi ai soliti noti e mandando a casa decine di lavoratori precari come se fossero il niente, ed eleggendo un nuovo presidente."

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