Una casa famiglia a Farneta e nessun evento per il centenario della morte di Emma Perodi. La Pro Loco: "L'amministrazione non parla con noi"

Farneta esclusa dal calendario per le celebrazioni del centenario della scomparsa di Emma Perodi. La denuncia arriva direttamente dalla Pro Loco della piccola frazione del comune di Bibbiena che ha deciso di rendere nota la vicenda non solo...

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Farneta esclusa dal calendario per le celebrazioni del centenario della scomparsa di Emma Perodi.

La denuncia arriva direttamente dalla Pro Loco della piccola frazione del comune di Bibbiena che ha deciso di rendere nota la vicenda non solo all'opinione pubblica ma anche alle autorità competenti.

"Siamo stati dimenticati" sostengono dall'associazione casentinese che, in aggiunta, sottolinea anche che presto "nei locali parrocchiali appena ricordati, sorgerà una casa famiglia dedicata ad Emma Perodi. Informazioni che abbiamo trovato altrove. Sì, perché questo progetto è stato letteralmente paracadutato a Farneta".

Una scelta, quest'ultima, che sempre secondo quanto riportano i portavoce della Pro Loco è stata presa senza alcuna consultazione con la popolazione. Di seguito l'intervento della Pro Loco di Farneta.

“Tutte le campane di Poppi e della valle suonavano a festa in quella notte chiamando i fedeli alla messa di Natale, e pareva che a quell’invito rispondessero le campane di Soci, di Bibbiena, di Maggiona e di tutti i paesi e i castelli eretti sui monti brulli, che s’inalzavano fino all’Eremo di Camaldoli e al Picco della Verna, tanto era lo scampanìo che si udiva da ogni lato. In una casa di Farneta, piccolo borgo sulla via di Camaldoli, la famiglia del contadino Marcucci era tutta riunita sotto l’ampia cappa del camino basso, che sporgeva fin quasi a metà della stanza”.

Questo, molti lo conosceranno, è l’incipit delle Novelle della Nonna, uno dei testi per l’infanzia (e non solo) più letti e conosciuti in Italia, scritto da Emma Perodi, scrittrice e illuminata giornalista di fine Ottocento.

In Casentino, in questo periodo e fino a dicembre, si organizzano degli eventi per commemorare il centenario della sua scomparsa. Ogni amministrazione comunale ci ha messo del suo per realizzare un calendario folto di iniziative, come era giusto che fosse. Le novelle sono ambientate in tutto il Casentino. Ma… c’è un “ma” … le novelle iniziano da qui, da Farneta, il piccolo borgo di case sulla vecchia carrabile per Camaldoli, inserito nel territorio comunale di Bibbiena.

L’amministrazione di Bibbiena ha dimenticato i cittadini di questo paesino, reso famoso da questo testo celeberrimo, ne ha dimenticato le origini e soprattutto ha disatteso le promesse fatte. Risultato: Farneta non c’è nel calendario. Emma Perodi, una donna che ha segnato il suo tempo e non solo, ha menzionato all’inizio del suo libro più celebre il nostro paese. Il nostro sindaco (almeno così si definisce “Sindaco di tutti”) ci ha letteralmente abbandonato.

Delusione, amarezza sono i sentimenti che emergono di più. Poi c’è rabbia, tanta, perché questa Pro-loco non ha mai fatto mancare la sua presenza, la sua collaborazione e la sua operatività e voglia di esserci.

La domanda che abbiamo tentato di fare agli amministratori in altre sedi è banale: “Perché?”. Abbiamo ricevuto solo risposte cadute dall’alto, atteggiamenti di chiusura e pregiudiziali. Ma noi siamo cittadini di Bibbiena e meritiamo qualcosa di più ragionevole che risposte assurde.

Nei locali dell’antica chiesa dedicata a Santo Stefano, dove si narra, sia almeno sostata per qualche tempo Emma Perodi e dove sono ambientate le novelle, in questo anniversario così importante non verrà fatto nulla.

Così, abbandonati, abbiamo deciso che promuoveremo qualcosa autonomamente. Sarà nostra cura comunicare le date e le iniziative.

Per onorare la cronaca e non venire accusati di chissà quale nefandezza, vorremmo far notare che presto, nei locali parrocchiali appena ricordati, sorgerà una casa famiglia dedicata ad Emma Perodi. Informazioni che abbiamo trovato altrove. Sì, perché questo progetto è stato letteralmente paracadutato a Farneta.

Lo abbiamo detto, lo scriviamo… scripta manent: siamo felici perché crediamo nella solidarietà sociale.

Ma la questione è ben altra per la nostra comunità: perché i “nostri” amministratori non parlano con noi? Perché ci escludono? Avere idee diverse in un paese libero è concesso. Mentre loro hanno il dovere di prendersi cura delle proprie realtà. Tutte ed ognuna. Indistintamente.

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Detto questo annunciamo anche alcune missive: una al presidente dell’associazione dei Parchi Letterari, una al presidente del Parco e infine, ma non per ultima ovviamente, al governatore Rossi. Crediamo che tutto questo debba almeno essere reso noto perché sono stati lesi i diritti di una intera comunità e la sua storia.

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