Ultra 65enni, sono 80mila ad Arezzo. Koinè: "Proposte e soluzioni per la popolazione che invecchia"

 “I processi di invecchiamento della popolazione determinano domande forti e nuove alle istituzioni, alle organizzazioni di Terzo Settore e alle comunità locali – commenta il Direttore della cooperativa sociale Koinè, Paolo Peruzzi. Noi metteremo...

anziani Camucia - RSA - ballo

“I processi di invecchiamento della popolazione determinano domande forti e nuove alle istituzioni, alle organizzazioni di Terzo Settore e alle comunità locali – commenta il Direttore della cooperativa sociale Koinè, Paolo Peruzzi. Noi metteremo a disposizione le nostre analisi e soluzioni nel corso del convegno del 21 e 22 giugno con l’intento di promuovere confronto aperto con tutti i portatori di interesse e sostenere nuove azioni condivise tra enti locali, Ausl, terzo settore, organizzazioni sociali e delle famiglie ”.

Di tutto questo si parlerà nel convegno che si terrà all'auditorium Pieraccioni dell’ospedale San Donato di Arezzo.

I dati

2030: le persone con oltre 65 anni d’età saranno oltre un terzo della popolazione.

Oggi, nella provincia di Arezzo, sono già 80.000 e le loro condizioni non sono certamente ottimali. 6.000 non sono autosufficienti e due terzi di esse sono gravemente non autosufficienti. 8.000 vengono definite in situazione di fragilità geriatrica e oltre 40,000 sono vulnerabili.

Cosa vuol dire? Il 25% vive da solo, il 40% in una coppia di soli anziani e dispone di un reddito modesto. E questo aggettivo si traduce in una pensione mensile lorda di 850 euro. Chi vive in affitto ne spende almeno la metà per la casa: con il resto dovrebbe vivere.

Il programma dei lavori

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Tre sessioni di lavoro. Due giovedì. La prima sarà aperta dallo stesso Peruzzi, dopo i saluti del Sindaco Ghinelli e del Direttore generale Usl, Enrico Desideri. Il tema sarà quello delle risposte agli anziani con un confronto sviluppato insieme a Usl, associazioni e sindacati. La seconda, nel pomeriggio, vedrà la relazione della Presidente di Koinè, Grazia Faltoni, sulla rilettura delle esperienze fin qui realizzate nelle Rsa a titolarità pubblica ma gestite dalla cooperativa. Confronto tra operatori Koinè e Usl, amministratori pubblici, rappresentanti degli utenti e degli organismi sociali di territorio che agiscono attivamente nelle strutture Interverrà anche l’assessore regionale Stefania Saccardi. La mattina di venerdì sarà dedicata a nuovi approcci e metodi che si stanno sviluppando a livello nazionale. Tra gli altri interventi quelli di Franco Floris, Direttore di Animazione sociale; Laura Belloni, Centro regionale criticità relazionali; Manilo Matera, Presidente Associazione malattia Alzheimer e Pasquale Falasca che illustrerà l’approccio Montessori per gli anziani fragili. “Dobbiamo immaginare soluzioni nuove – annuncia la Presidente di Koinè, Grazia Faltoni. Gli sforzi di tutti hanno prodotto, in questi anni, risultati importanti ma non conclusivi. Abbiamo di fronte una serie di criticità: la carenza di risorse, la difficoltà a concretizzare l’integrazione socio sanitaria, la modestia e la lentezza dei processi di innovazione dei modelli di servizio, l’impraticabilità della via mercatista e, per concludere, l’insufficienza dei processi di capacitazione-attivazione comunitaria” . Questi elementi – nella valutazione di Koinè - hanno prodotto un deciso allargamento della forbice che separa domanda ed offerta facendo crescere le aree di bisogno insoddisfatte, costituendo la ragione sottostante alla diffusione di forme più o meno non qualificate ed irregolari di servizi e di “auto aggiustamento”, producendo senso di solitudine e generando l’aumento della critica e della protesta sociale. Nel corso del convegno del 21 e del 22 giugno, Koinè proporrà quattro elementi che giudica centrali. “Il primo – annuncia Paolo Peruzzi - è il coinvolgimento attivo delle comunità locali, delle famiglie e dei gruppi sociali in percorsi locali di innovazione e di co-produzione dei servizi e delle attività per arginare i processi di mercificazione della cura e dare concretezza all’idea di azione diretta dei cittadini funzionale alla estensione del bene comune. Tra le formule possibili i co-housing per anziani fragili e le residenze protette per persone non autosufficienti. Il secondo è la sperimentazione di piccole Rsa con massimo 12 posti esclusivamente dedicate alla gestione delle fasi post acute, delle “dimissioni complesse” e del sollievo ai familiari, sul modello della casa di Michele, che ha prodotto risultati eccellenti”.

Terza proposta di Koinè: “una specifica tipologia di RSA – annuncia Grazia Faltoni - che realizzi Centri polivalente di servizi socio sanitari in cui vengano concentrati per territorio posti letti, punti prelievo, spazi da dedicare a fisioterapia e attività fisica adattata, sportelli del servizio sociale per la cittadinanza. Centro che, per queste caratteristiche, conservino la titolarità pubblica, fungano da punti di riferimento per le famiglie e le persone e continuino ad agire attivamente anche come “agenti di calmierazione” del mercato. La nostra quarta proposta concerne il miglioramento della cultura dei servizi e delle pratiche, affrontando in modo concreto i temi della prevenzione e della promozione della salute, della sicurezza degli utenti e della prevenzione di comportamenti scorretti ed illeciti, dell’ambiente come strumento abilitante e per la difesa delle autonomie residue. Riteniamo fondamentale prendersi cura di chi si prende cura, lo sviluppo di modelli di gestione dei servizi capaci di coinvolgere e attivare le comunità locali nonché di forme diversificate e nuove di presa in carico – anche precoce – delle persone affette da patologie cronico degenerative della sfera cognitiva e, in particolare, da demenze e Alzheimer”.

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