Lunedì, 21 Giugno 2021
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Un ulivo in memoria di Giovanni Palatucci. Il dono della questura a Rondine

Alla cerimonia hanno preso parte il questore, l’arcivescovo di Arezzo –Cortona –Sansepolcro e il  presidente della comunità ebraica di Firenze, oltre alle autorità cittadine

Una giornata per continuare a coltivare la memoria come un patrimonio culturale condiviso da cui attingere, per costruire un futuro capace di accogliere e custodire l’umano trasformando le tragedie del passato in un monito generativo per il futuro. Questo il senso della cerimonia che si è tenuta oggi alla Cittadella della Pace, promossa dalla questura della di Arezzo, che ha voluto far dono al borgo di Rondine di un ulivo in memoria della figura di Giovanni Palatucci, ultimo questore di Fiume, morto nel campo di sterminio di Dachau, il 10 febbraio 1945. In virtù del suo impegno speso per la salvaguardia dell’umanità che ha permesso a numerosi ebrei di essere salvati dall’Olocausto, Giovanni Palatucci è stato riconosciuto “Giusto tra le Nazioni” e proclamato “Servo di Dio”. Inoltre nel 1995 lo Stato italiano gli attribuisce la Medaglia d'Oro al Merito Civile.

L’ulivo è stato piantato oggi proprio nellArena di Janine, il luogo della memoria  inaugurato il 9 ottobre in occasione dell’ultima testimonianza pubblica di Liliana Segre, affinché i giovani provenienti da luoghi di guerra di tutto il mondo e gli studenti del Quarto Anno Rondine provenienti da tutta Italia, che qui si formano per diventare leader,  possano attingere da quella testimonianza per costruire un futuro di pace. Alla cerimonia hanno preso parte il questore Dario Sallustio, il presidente di Rondine Cittadella della Pace, Franco Vaccari, il presidente della comunità ebraica di Firenze, Enrico Fink, l’arcivescovo della Diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro,Riccardo Fontana e una rappresentanza degli studenti italiani e internazionali della Cittadella della Pace, alla presenza delle massime autorità cittadine.

"Il Vice Questore Giovanni Palatucci, che si trovò dopo l'8 settembre 1943 a reggere la Questura di Fiume, non esitò a sacrificare la propria vita pur di salvaguardare l'incolumità, e prima ancora la dignità, di numerosissimi Ebrei  ha dichiarato Sallustio – Fu uomo tra gli uomini, divenendo l'ultimo e strenuo difensore di un'altra Italia che rifiutava di farsi complice della barbarie nazista.A lui la Polizia di Stato, in un luogo simbolo dell'integrazione e del dialogo, qual è Rondine, ha voluto dedicare la piantumazione di un albero di ulivo, testimone meraviglioso di pace e di onore".

Un gesto simbolico di cui siamo grati al Questore, perché arricchisce la memoria dell’Arena di Janine, spazio che sarà dedicato ai giovani proprio perché sappiano custodire il passato e trarre ispirazione dell’impegno civico di grandi donne e uomini,  che si sono spese per l’umanità– afferma il Presidente Vaccari –Rondine è un luogo di rigenerazione dell’umano proprio perché mette al centro la cura della ferite, del dolore, accogliendo la tragedia dell’altro, in una prospettiva generativa che guarda al futuro. La memoria è un patrimonio che qui può trasformarsi in azioni concrete a beneficio della comunità da quella locale a quella globale

“Il titolo di Giusto tra le Nazioni è un riconoscimento che si basa sulle testimonianze -  ha ricordato Fink – Non è richiesto di dimostrare di aver salvato milioni di persone ma basta una persona: come ci ricorda l’antico detto talmudico chi salva una vita sola è come se avesse salvato l'intero universo. Non dobbiamo pensare ai supereroi ma persone comuni che con una scelta di coraggio danno significato all'umano e ci ricordano che in ogni situazione è richiesto a tutti noi di operare delle scelte. Il coraggio spetta a tutti, è una scelta che possiamo e dobbiamo fare anche nel quotidiano”

“Sono molto grato al Questore che ha preso l'iniziativa di render concreto questo ricordo – Ha dichiarato l’arcivescovo Fontana –  Nel mondo ebraico, come sappiamo, la memoria è la cosa più sacra che esista. È elemento fortissimo di identità. Abbiamo ancora davanti agli occhi la testimonianza di Liliana Segre qui a Rondine.  La qualità della persona è elemento fondamentale per la nostra storia comune. Essere riconosciuto Giusto tra le Nazioni oltre che Servo Di Dio, dice che esiste un popolo di giusti possibile. Non è solo un ricordo del passato ma una proiezione di futuro”.

In chiusura Vesna, studentessa serba della World House a nome di tutti i giovani della cittadella ha donato agli ospiti una rondinella d’argento, stemma degli ambassador simbolo dell’impegno profuso per la diffusione del messaggio pace di Rondine.

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