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Turismo, export, lavoro e parco uso degli antibiotici: ecco in cosa eccelle la Toscana

Tutti i dati dagli studi Irpet e Ars

In cosa eccelle la Toscana? E’ la domanda alla quale risponde Irpet nella sua ricerca volta a individuare gli elementi di un’identità toscana. Iniziamo dagli aspetti economici. 
In estrema sintesi, la Toscana esprime un suo punto di forza nella relazione con l’esterno: è una regione aperta sul mondo e che trae da questo rapporto la linfa vitale per il proprio benessere. Potremmo sostenere che è un tratto tipico/storico della regione e che si racchiude in due atteggiamenti: da un lato, il saper “andare verso” gli altri; dall’altro, il saper “attrarre” gli altri. 

“Attrarre gli altri”

Turismo – E’ senza dubbio il primo elemento. La Toscana “ovunque bella”, come recita un fortunato slogan, fa dell’eterogeneità e della prossimità delle proprie attrattive, naturali, paesaggistiche e derivanti dal patrimonio storico artistico, il principale punto di forza del proprio modello di sviluppo turistico.

Il tratto multidimensionale della capacità attrattiva della Toscana si riflette nella forza e nella continuità della crescita del fenomeno turistico nel complesso della regione e nelle principali tipologie di destinazione. Fatto 100 il livello delle presenze del 1985 tra le regioni turisticamente sviluppate, la Toscana è seconda in Italia solo alla Lombardia per ritmo di crescita e mostra una particolare capacità competitiva nel segmento del turismo internazionale. 

Il territorio toscano: un’eccellenza globale - In una prospettiva ecologica e di sviluppo sostenibile, la qualità del paesaggio è un elemento chiave per il benessere sociale ed individuale.

Da questo punto di vista la Toscana esprime valori di eccellenza frutto di una storia profonda, che intreccia le qualità naturali e geomorfologiche del territorio, con l’evoluzione delle strutture sociali e produttive e con l’operato delle istituzioni di governo. 

In tutto questo, la complessiva qualità del paesaggio trova riscontro nella porzione di suolo “consumato” registrando i valori più bassi tra le aree più sviluppate del paese. Così come in una capacità di pianificazione e tutela. Un ulteriore elemento di eccellenza che emerge dalla storia istituzionale della regione in termini comparativi è la capacità pianificatoria e di salvaguardia paesaggistica del territorio.

Parlando del patrimonio culturale, c’è un’eccellenza dell’offerta museale. Nel 2019, ultimo anno prima della pandemia, la Toscana è risultata seconda solo al Lazio per numero di visitatori nei musei e nelle strutture assimilabili, con 24 milioni di visitatori contro 33, dei quali quasi la metà concentrati nella sola città di Firenze (11,7 milioni) e due quote di circa il 15% ciascuna in quelle di Pisa (3,8 milioni) e Siena (3,4 milioni).

Tra tutte le attività culturali, quelle che più caratterizzano la regione sono quelle connesse al patrimonio (musei e biblioteche), che possono contare sulla presenza, oltre che di campioni internazionali, di un diffusissimo patrimonio comunale. Si tratta di un patrimonio di oltre 500 musei aperti al pubblico, 1000 biblioteche, 300 luoghi dello spettacolo dal vivo, 160 cinema. 

Calcolando un indice di copertura territoriale regionale, che tiene conto della quota percentuale di Comuni dotati di biblioteche, teatri, cinema e altri luoghi dello spettacolo, la Toscana ottiene il risultato migliore a scala nazionale, con un valore dell’indice pari a 130 contro la media italiana pari a 98. 

“Andare verso gli altri”

Oltre a saper attrarre, persone e non solo, la Toscana ha tra i propri tratti distintivi anche la capacità di “andare verso” gli altri, la capacità di proiettarsi oltre i confini regionali e nazionali.

La rilevanza delle esportazioni - La Toscana ha mostrato negli anni tassi di crescita superiori rispetto alla media nazionale e alle principali regioni del centro nord (Tabella 3). Tra 2010 e 2021, infatti, l’export regionale è cresciuto del 77%, contro una media italiana che si è attestata attorno al 54%. Le performance migliori le fanno la Farmaceutica, la Moda e la Camperistica, insieme ai prodotti agricoli. Altre eccellenze toscane sono la Gomma e la plastica e la produzione di macchinari con i loro componenti. 

Nicchie eccellenti, gli yacht di lusso per cui la Toscana è ai primi posti nella produzione ed esportazione. Buona la performance sui mercati esteri anche delle produzioni ferro-tramviarie (50%), e positivo nell’ambito dei prodotti dell’industria alimentare è il tasso di crescita delle 9 esportazioni di olio (68%), nei quali la Toscana rimane la regione leader per esportazioni a livello nazionale. Infine, tra i minerali non metalliferi, considerando anche la componente estrattiva, la filiera del marmo.

La Toscana è leader indiscusso in Italia nel settore della pelletteria. Il fatturato della pelletteria toscana è di 11,3 miliardi di euro, il 36% del quale è costituito da esportazioni. 
La produzione di accessori in pelle è il vero pilastro della pelletteria regionale. Per questo, c’è una ricca offerta formativa rivolta alle figure del sistema moda. 

Sono i dati a dirci che la Toscana del Made in Italy ha in realtà una seconda anima piuttosto solida nelle Scienze della Vita. In un’accezione industriale, ricadono nelle Scienze della Vita la R&S in campo biotecnologico, la farmaceutica, la produzione di apparecchi elettromedicali, di mobili per uso medico, di macchine per la dosatura o imballaggio, di fitofarmaci e il commercio all’ingrosso di prodotti farmaceutici. In questo complesso di settori, la Toscana è la quarta regione in Italia per addetti, fatturato e valore aggiunto. 

Nel 2021 l’industria farmaceutica in Italia ha fatto investimenti nella R&S per 1,7 miliardi di euro, pari al 6,3% di quelli fatti a livello nazionale dai settori a più alta intensità di R&S del paese. La Toscana è il terzo polo per R&S farmaceutica in Italia. Anche nel campo della R&S farmaceutica la Toscana ha un posizionamento tutt’altro che irrilevante, rappresentando il 17% dell’investimento e il 14% degli addetti della ricerca e sviluppo farmaceutica complessivamente condotta nel paese. 

Un ecosistema di imprese ricco ed eterogeneo dal punto di vista settoriale - In Toscana una quota rilevante delle unità locali (7,1%) e degli addetti (45,5%) alle Scienze della Vita si concentra nel settore farmaceutico. 

Per questo esistono gli adeguati presupposti per strategie pubbliche finalizzate al consolidamento e all’ulteriore rinforzo del comparto delle Scienze della Vita. In quest’ottica, il governo regionale ha lanciato da tempo un distretto tecnologico per le Scienze della Vita, gestito dalla Fondazione Toscana Life Sciences, che vede la partecipazione di oltre 200 imprese e ha lo scopo di favorire l'integrazione e le collaborazioni tra queste e la rete delle eccellenze presenti nel sistema della ricerca valorizzando il “sistema di raccordo” già presente sul territorio (parchi scientifici-tecnologici, incubatori di impresa, ecc.). 

Il florovivaismo - E’ una delle principali produzioni dell’agricoltura toscana. Si tratta di un settore fortemente esposto sui mercati esteri. La Toscana presenta il primato nazionale nella produzione vivaistica: nel triennio 2017-2019 la produzione è stata, in media, di circa 770 Milioni di euro, ovvero il 54,7% della produzione nazionale. 

Il 40% dell’export italiano di piante proviene dalla Toscana, che si posiziona prima tra le regioni italiane. Nel tempo, il valore dell’export è stato sempre crescente e nel 2021 ha raggiunto i 390 Milioni di Euro, ovvero l’80% di vendite all’estero di prodotti agricoli. 

Gli ultimi anni sono stati particolarmente difficili per il florovivaismo toscano. L’impatto sulla produzione dell’alluvione che ha colpito la Toscana nel novembre 2023, compresa l’area del distretto pistoiese, deve ancora essere valutato. Nonostante ciò, il florovivaismo ha sempre mostrato un elevato grado di resilienza. Il settore della nautica - Nel suo complesso contava in Toscana poco meno di 4mila addetti prima della crisi del COVID-19, poco meno del 50% dei quali impiegati nel SLL di Viareggio. 

Un settore a forte vocazione internazionale. A dimostrazione di come il prodotto toscano in questione raggiunga particolari nicchie di mercato, la platea degli acquirenti non si limita alla domanda locale ma si estende alla domanda internazionale.

La filiera agroalimentare - Un esempio virtuoso nel quale è possibile rintracciare un legame molto forte tra ciò che determina attrazione e ciò che contribuisce alla proiezione è rappresentato dalla filiera agroalimentare. In totale i settori che compongono la filiera agro-alimentare toscana, se consideriamo anche la ristorazione, producono un valore aggiunto di 20 miliardi di euro l’anno, ovvero circa il 20% del totale regionale. 

Con oltre 20.000 addetti l’industria degli alimentari e delle bevande è tra i comparti più rilevanti in termini quantitativi della filiera, ma assume ancora maggiore importanza in termini qualitativi. La Toscana è, in effetti, una delle regioni italiane con il più elevato numero di denominazioni di qualità, sia nel comparto cibo (31 prodotti tra DOP e IGP), sia e soprattutto nel comparto vino (58 prodotti tra DOP e IGP). 

Il settore vitivinicolo al top in Italia - Con 500 milioni di euro di valore aggiunto nel settore vitivinicolo la Toscana si posiziona seconda in Italia insieme al Piemonte, dopo il maggiore produttore di vino nazionale, il Veneto (Figura 10). La Toscana si posiziona al secondo posto in Italia anche per numero di vini certificati (ISMEA – Qualivita, 2022), con un totale di 52 DOP e 6 IGP registrate. I vini certificati toscani nel 2019 hanno prodotto un valore stimato di 371,5 milioni di euro, ovvero il 10,8% del valore della produzione nazionale complessiva.

La geotermia - L'energia geotermica, quella cioè generata utilizzando il calore delle fonti geologiche presenti nel sottosuolo, è una forma di energia che viene sfruttata in Toscana fin dall’800. A testimonianza della rilevanza della geotermia vale la pena ricordare che essa già oggi rappresenta una quota importante della produzione dell’energia elettrica regionale. Infatti, al lordo delle perdite, la geotermia contribuisce al 70% della produzione realizzata con le sole fonti rinnovabili e al 20% della produzione elettrica complessiva. Al netto delle perdite, le precedenti proporzioni sulla produzione salgono rispettivamente al 76% e 35%. 

La resilienza della Toscana fra benessere economico e sociale

La Toscana, come il resto d’Italia, è stata toccata nell’ultimo quindicennio da tre pesanti recessioni. Una misura indiretta del benessere sociale che tiene insieme crescita e disuguaglianza, correggendo il Pil con un indice di dispersione dei redditi nella popolazione, mostra una traiettoria non troppo dissimile da quanto osservato in precedenza, ma caratterizzata nel confronto con le altre regioni da un comportamento più virtuoso rispetto alla media nazionale.

Se guardiamo poi agli ultimi anni, facendo 100 il dato relativo al 2020, la Toscana è tra le regioni che stanno riemergendo meglio dal Covid19. Se da un lato il sistema produttivo ha quindi sofferto quanto il resto del Paese, è altrettanto vero che la struttura sociale della regione ha consentito di distribuire meglio che negli altri contesti il carico di danni prodotto da questa lunga fase storica.

La resilienza regionale non va però considerata solo ed esclusivamente rispetto ad un parametro strettamente economico, qual è la generazione di reddito e la sua distribuzione, ma va analizzata anche con riferimento alle dimensioni non strettamente economiche e che assumono un ruolo fondamentale nel definire il benessere delle persone.

Il profilo della Toscana, nell’indice di sviluppo umano, indica una costante posizione al di sopra della media nazionale collocando la regione a ridosso delle realtà a maggior livello di benessere del nostro Paese: Lombardia, Trentino-Alto Adige, Emilia Romagna e Lazio. La Toscana appartiene al gruppo delle regioni più performanti. 

Inoltre, la Toscana mostra una elevata capacità di recupero dopo le fasi recessive. 

Una dimensione ulteriore, rispetto alle precedenti, che conferma la tenuta della nostra regione rispetto alle altalenanti dinamiche del ciclo economico, riguarda il lavoro. La Toscana (+9,3%) è nel panorama nazionale la regione che, assieme alla Emilia R. (+8,8%), ha mostrato dal 2004 ad oggi la maggiore crescita di occupati, sopravanzata solo da Trentino Alto Adige (+16,3%) e Lazio (+11,3%).

Analisi dell'Ars

In Toscana si vive più a lungo che nel resto d’Italia e la speranza, a sessantacinque anni, di vivere in buona salute è migliore, come anche la percentuale di anziani che ritengono di stare bene e sono autosufficienti. Un’eccellenza toscana che ha a che fare, oltre che con salutari stili di vita, anche con la prevenzione e i servizi offerti dal servizio sanitario: primo fra tutti gli ospedali. 

Lo racconta l’Ars, l’agenzia regionale per la sanità, sintetizzando i punti di forza del servizio sanitario regionale.

Gli ospedali toscani, lo attesta lo stesso ministero nei suoi rapporti periodici, attraggono pazienti anche dal resto d’Italia. Mediamente (i dati si riferiscono al 2022) ogni mille abitanti si registrano 108 ricoveri e le degenze, soprattutto in rapporto ad un maggiore indice di complessità degli interventi, è inferiore rispetto ad altre regioni. Un dato dunque virtuoso, rilevato ancora una volta il Ministero della salute.

Ciascuna delle tre aree vaste in cui si divide la Toscana effettua il 95 per cento dei ricoveri per i propri residenti, numeri che attestano una bilanciata e diffusa offerta di servizi. Se poi la lente di ingrandimento si ferma su alcune singole patologie, la Toscana emerge ad esempio per la flessione significativa, dal 2010 al 2022, della mortalità a trenta giorni per infarto (solo il 6,4 per cento), indice di una presa in carico rapida dei pazienti. In dodici anni si è ridotta di un terzo: viaggiava tra il 9 e il 10 per cento. In flessione, con un andamento più altalenante, appare anche la mortalità a trenta giorni per ictus ischemico: l’8,7 per cento nel 2022.

In crescita si rivelano poi i volumi della chirurgia oncologia, che nel 2022 hanno superato anche i livelli pre-pandemici del 2019: i tempi di attesa del primo semestre 2023 risultano inferiori (o simili) a quelli prima della pandemia.

Ultimo capitolo, gli antibiotici. La Toscana emerge in Italia per un consumo parco e appropriato. Un eccesso di uso di antibiotici è la causa della crescita di batteri resistenti, uno dei maggiori problemi dell’assistenza ospedaliera. In Italia si consumano in media venti dosi di antibiotico al giorno per mille abitanti, in Europa poco meno di diciotto: in Toscana tredici.

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