Tribunale colabrodo, poche gocce di pioggia e la Vela si riempie d'acqua

Poche gocce di pioggia e il Palazzo di Giustizia si trasforma in un colabrodo. In particolare nella moderna struttura della Vela. Questa mattina, come testimoniano le foto inviate da un lettore, pozze d'acqua erano presenti di fronte all'aula...

pioggia vela

Poche gocce di pioggia e il Palazzo di Giustizia si trasforma in un colabrodo. In particolare nella moderna struttura della Vela. Questa mattina, come testimoniano le foto inviate da un lettore, pozze d'acqua erano presenti di fronte all'aula Graverini, dove si stavano svolgendo le udienze collegiali.

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Il problema si verifica ormai da anni. Già nel 2012 con una nostra inchiesta lo raccontammo. A distanza di un lustro però le cose non sembrano cambiate. Eppure nell'agosto 2013 l'allora Giunta Fanfani aveva approvato un progetto preliminare di manutenzione straordinaria per correre ai ripari. All'epoca fu lo stesso presidente del Tribunale a segnalare i disagi, notati da avvocati, personale amministrativo, utenti del Palazzo di Giustizia aretino. Da lì furono fatti i lavori previsti. "E furono fatti a più riprese", sottolinea oggi l'ex assessore Franco Dringoli. Ma le infiltrazioni non si sono fermate. Stando agli esperti, il problema in questo caso sarebbe da addebitare ai lavori di progettazione. Le enormi vetrate, sono tanto belle e suggestive quando delicate. Con il caldo le guaine si dilatano, d'inverno lasciano filtrare l'acqua.

Il risultato è una storia infinita di opere di manutenzione e soluzioni tampone. Come i giornali di carta stesi a terra: per asciugare i pavimenti, ma anche per mettere in allerta i cittadini che calpestano l'elegante, ma ingannevole, gres nero. E sono gli stessi avvocati che frequentano quotidianamente la struttura a raccontare anche episodi di cadute e scivoloni. Con il rischio di finire a terra che aumenta ad ogni perturbazione.

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