Martedì, 21 Settembre 2021
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Tribunale, acqua dal tetto e manutenzione. Ghinelli: "Impossibili nuovi interventi. E il Ministero ci deve oltre un milione e mezzo di euro"

Ogni temporale nuove infiltrazioni e nuove pozze d'acqua. La Vela - struttura realizzata non molti anni fa in piazza Falcone e Borsellino, che ospita le aule giudiziarie e che è collegata con una passerella al complesso del Garbasso - soffre e...

Tribunale - Vela-3

Ogni temporale nuove infiltrazioni e nuove pozze d'acqua. La Vela - struttura realizzata non molti anni fa in piazza Falcone e Borsellino, che ospita le aule giudiziarie e che è collegata con una passerella al complesso del Garbasso - soffre e senza provvedimenti rischia di diventare fatiscente. A lanciare l'allarme è lo stesso sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli, che racconta una situazione paradossale.

"La struttura - spiega - è di proprietà del Comune, ma dal settembre 2016 le competenze per la manutenzione, compresa quella straordinaria, sono passate al Ministero della Giustizia. Perciò, pur essendone i proprietari, non abbiamo possibilità di intervenire".

L'edificio progettato cercando di rispettare i principi della bioclimatica, ovvero in modo tale da permettere il raffrescamento e il riscaldamento passivo, oggi mostra tutti i suoi lati deboli. Le enormi vetrate, tanto belle e quando delicate, lasciano entrare l'acqua. Il risultato è che le infiltrazioni si notano su muri, e sui pavimenti (in particolare quello di fronte all'aula Graverini) si formano pozze che mettono a rischio la sicurezza di chi vi cammina rischiando di scivolare.

"In passato il Comune ha svolto dei lavori di manutenzione - spiega Ghinelli - e ha anticipato le spese necessarie per il funzionamento delle strutture investendo anche cifre molto importanti che il Ministero dovrebbe rimborsare. Si tratta di circa un milione e mezzo di euro complessivi (relativi ad un periodo di tempo di circa 3 anni ndr). Ma al momento ci è stato proposto un rimborso di 400mila euro da ricevere spalmati in 30 anni e credo che un accordo sia ancora lontano".

Altri Comuni italiani si sono trovati nella nella stessa situazione e hanno fatto ricorso al Tar del Lazio: tra questi anche Ascoli Piceno, Bologna e Torino. In pratica, in virtù di una legge del 1941, rimasta in vigore fino al 2015, i Comuni che ospitavano tribunali dovevano anticipare le spese necessarie al loro funzionamento. Nel 2015 ci fu una modifica della norma e tali spese - relative come nel caso di Arezzo a manutenzione, spese telefoniche e di personale - dovevano essere poi rimborsate dal ministero di Grazia e Giustizia. In totale si parla di una spesa di 700 milioni. Ma la legge di bilancio del 2017 ha poi previsto che di questi 700 milioni solo 300 sarebbero arrivati ai Comuni, rateizzati in 30 anni. Da qui il ricorso al Tar del Lazio che si è pronunciato proprio lo scorso 15 settembre accogliendo il ricorso.

Nell'impasse burocratica, la Vela continua a "imbarcare" acqua.

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