Le piante irraggiungibili: tagliate grazie agli "arrampicatori degli alberi". I suggestivi interventi a Badia Tedalda

Terminati entro la scadenza prefissata gli interventi sui corsi d’acqua che ricadono nell’area Marecchia-Foglia. L’operazione di rimozione della vegetazione invadente eseguita a “impatto zero” ha contribuito a valorizzare l’ambiente e a migliorare gli ecosistemi fluviali

Resa scenografica dall’intervento di acrobatici tree climber e dall’impiego di suggestive piattaforme aeree, indispensabili per raggiungere le piante meno accessibili, si è conclusa, nei tempi scanditi dal cronoprogramma del piano delle attività 2019, la manutenzione ordinaria dei corsi d’acqua nei pressi di Badia Tedalda e Sestino.
L’operazione,  complicata in qualche caso dalla giacitura dei terreni e dalla posizione di alcuni esemplari cresciuti fuori dalla portata dell’uomo, ha consegnato ai cittadini un territorio più sicuro sul piano idraulico e, insieme ad esso, un “ambiente da cartolina”.
In campo il Consorzio 2 Alto Valdarno che, con uomini e mezzi, si è adoperato per ripristinare la funzionalità delle aste fluviali, rimuovendo le specie arboree e arbustive che invadevano gli alvei del Seminico, del Foglia e del Marecchia.
In particolare, su quest’ultimo, l’intervento si è concentrato per oltre 500 mt in località  Tramarecchia  e per più di 700 mt in località Pozzale e Caprile.
Per il Foglia l’attenzione è andata soprattutto alla zona adiacente all’abitato di Sestino dove è stata “sottoposta a trattamento” un’area di circa 600 mt e ai tratti che attraversano Monteromano e Pian di Campo per una lunghezza complessiva di 1000 metri.
Sempre in prossimità del cuore di Sestino, si è lavorato sul Seminico per circa 350 metri.
La manutenzione ordinaria eseguita dal Consorzio ha permesso di eliminare le specie arboree e arbustive “invadenti”,  presenti in alveo, e, con questo,  di migliorare la funzionalità idraulica dei corsi d’acqua, ma non solo.
La bellezza indiscutibile dei luoghi, infatti, è stata valorizzata e potenziata dall’azione svolta dal CB2 che ha agito con estrema attenzione, rispettando la naturalità dell’ambiente e le popolazioni di salmonidi e ciprinidi che ancora affollano le acque dei torrenti sottoposti a manutenzione.

“Gli interventi meccanizzati sono stati ridotti al minimo – spiega l’ing. Chiara Nanni, responsabile di area -. Dove possibile sono state privilegiate operazioni manuali e poco invasive. In questo modo siamo riusciti a conciliare perfettamente la mitigazione e riduzione del rischio idraulico con la riqualificazione dell’habitat fluviale, la tutela  delle fasce tampone boscate e il mantenimento e l’evoluzione degli ecosistemi presenti”.
“L’attenzione alla sostenibilità ambientale degli interventi – aggiunge Serena Stefani Presidente del CB2 – è, insieme all’impegno ad anticipare la progettazione e realizzazione dei lavori, uno degli obiettivi strategici che si è posto il Consorzio per il 2020. Per questo, riteniamo importante sperimentare nuove forme di manutenzione a basso impatto ambientale anche con la consulenza e la collaborazione del Centro Italiano per la Riqualificazione Fluviale, perché un fiume curato non è solo un fiume più sicuro ma anche più bello, fruibile e apprezzato e può trasformarsi in un importante volano   per lo sviluppo economico e turistico di un territorio”.

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