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Trasferiti da una scuola all'altra: genitori scrivono al provveditore e al dirigente scolastico

Di seguito la lettera scritta da alcuni genitori di studenti iscritti alla classe 5° della scuola primaria Antonio Curina. Siamo un gruppo di genitori i cui figli frequentano una classe 5a dell’Istituto Comprensivo Francesco Severi di Arezzo e...

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Di seguito la lettera scritta da alcuni genitori di studenti iscritti alla classe 5° della scuola primaria Antonio Curina.

Siamo un gruppo di genitori i cui figli frequentano una classe 5a dell'Istituto Comprensivo Francesco Severi di Arezzo e vogliamo portare il nostro caso all'attenzione delle istituzioni e della cittadinanza. I nostri bambini sono, formalmente, alunni della scuola primaria Antonio Curina. In data 5 settembre la D.S. ci ha comunicato che i nostri figli sarebbero stati spostati dalla loro scuola all'adiacente plesso, sede della scuola media Severi, all'interno di locali che originariamente, ed evidentemente, erano destinati ad altri scopi. Riunitici abbiamo prontamente esternato, tramite l'invio di formale lettera via pec, le nostre perplessità, i nostri dubbi e le molteplici richieste di chiarimento; volevamo che le parole, le rassicurazioni e le garanzie che ci erano state date nei fugaci incontri concessici nel frattempo, fossero messe nero su bianco e queste risposte le attendevamo, come ci sembrava naturale, prima dell'inizio dell'anno scolastico. Ad oggi 22 settembre non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Ci sono stati lasciati solo 10 giorni per rivedere i programmi e le varie esigenze di ciascuna famiglia, noi gliene abbiamo concessi molti di più per rispondere alle nostre domande; domande alle quali la D.S. doveva avere già la risposta nel momento stesso in cui ha deciso far traslocare i nostri ragazzi. La fortuna, se così si può dire, è che quando mancano le parole spesso parlano i fatti; alcune risposte le abbiamo già ricevute e possiamo dire che a livello di sicurezza, di interazione tra i due cicli scolastici elementari/medie, di utilizzo di servizi igienici "dedicati" ai nostri bambini e di area ludica esterna, i fatti non corrispondono assolutamente alla realtà prospettataci verbalmente. Concretamente si sono manifestati una serie di disagi che sono costretti a subire genitori e figli, che non staremo qui ad elencare perché il punto vero è che tali disagi non dovevano verificarsi poiché NESSUNA EMERGENZA ha costretto la D.S. a "stipare", anno dopo anno, bambini su bambini in ulteriori classi a discapito degli spazi e dei laboratori; la scuola che andammo a visitare e che scegliemmo nel 2013, all'inizio del ciclo scolastico, non era così. Ogni anno si è presentata l'esigenza di ridurre, dividere, eliminare spazi ed esperienze, fino a che quest'anno è stato raggiunto l'apice. E' finito lo spazio per i nostri bambini ed è finito il loro tempo all'interno della loro scuola. Allora ci domandiamo, in primis: ci sarà pure un criterio per cui dire "stop! non possiamo più accogliere iscrizioni"? Ad Arezzo ci sono scuole che hanno faticato, e faticano tutt'ora, a comporne una di classe prima mentre la sola Curina ne ha formate ben 5; ci sembra che questo dato, alla luce dei fatti, dovrebbe far riflettere chi di dovere. La D.S. sostiene che la nostra sia solo una sistemazione provvisoria, ma provvisoria per chi? Forse nei programmi stabiliti per il suo istituto, non certo per noi. Per i nostri figli questo è il loro ultimo anno di scuola elementare e non sarà provvisorio, ma sarà la quotidianità, inseriti in una realtà ben diversa da quella che avevano avuto sino a giugno e, ci auguriamo, a quella che avranno in futuro, ovunque le loro famiglie decideranno di farli studiare.
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