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Tragedia di Pioltello, dai pendolari aretini solidarietà ai lombardi. "Manutenzione e sicurezza per il trasporto"

Di seguito l'intervento di Guido Pasquetti, storico portavoce dei pendolari aretini e della Valdichiana e candidato per Liberi e Uguali. Per alcuni anni ho avuto il piacere e l’onore di rappresentare il Comitato dei Pendolari di Arezzo e, non...

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Di seguito l'intervento di Guido Pasquetti, storico portavoce dei pendolari aretini e della Valdichiana e candidato per Liberi e Uguali.

Per alcuni anni ho avuto il piacere e l'onore di rappresentare il Comitato dei Pendolari di Arezzo e, non solo come pendolare, sarà per me difficile togliere dalla memoria l'immagine del treno regionale 10452, l'immagine di una carrozza piegata su una rotaia, i volti insanguinati dei passeggeri, le vite rimaste chiuse in un vagone.

Come Comitato aretino abbiamo sempre posto ai nostri interlocutori, cioè la Regione, Trenitalia e Rfi, il tema della sicurezza perché anche sulla linea Arezzo-Firenze, nel passato, si sono verificati episodi che per mero caso non si sono tradotti in tragedia: tra gli altri ho il ricordo di un finestrino di un regionale divelto per lo spostamento d'aria all'interno della galleria del San Donato, una porta rimasta aperta in un Intercity in marcia. Oppure il traffico ferroviario bloccato per ore perché una preannunciata gelata bloccò gli scambi tra Arezzo e Orvieto.

Alle rimostranze dei pendolari viene spesso risposto con delle statistiche, come accaduto anche per l'incidente di Pioltello, che assicurano come l'Italia sia tra i primi posti in Europa per la sicurezza ferroviaria eppure, prima del deragliamento a Pioltello, tra i peggiori incidenti ferroviari degli ultimi anni 10 in Europa ne spiccano tre italiani: le 23 vittime del frontale di due treni ad Andria su un'altra linea di pendolari nel 2016 e i 29 morti del 2009 a Viareggio per l'esplosione di un treno cisterna.

Le statistiche possono gratificare i manager delle aziende interessate al trasporto dei pendolari, ma non i pendolari la cui vita è fatta di sveglie la mattina presto, di attese lungo i binari, di fatiche, di arrabbiature e di qualche frettoloso caffè e che chiedono sicurezza per tutti i viaggiatori, nessuno escluso.

La manutenzione, la spesa per la sicurezza e per il rinnovamento del parco vetture va al primo posto, prima ancora della puntualità. Questo è bene ribadirlo sempre, anche come pendolari, in ogni sede così come è bene esternare la solidarietà agli amici pendolari lombardi.

Guido Pasquetti - pendolare.

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