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Bus, la gara Tpl toscana diventa caso nazionale, FdI: "Francesi agevolati". Ceccarelli: "Parole gravissime"

Interrogazione del senatore La Pietra: "Salvaguardare l'interesse nazionale". La Toscana risponde: "Non possiamo violare il principio di legalità"

Botta e risposta sulla gara unica della Regione Toscana per il Tpl, il trasporto pubblico locale su gomma (ovvero i bus), con il senatore di Fratelli di Italia Patrizio La Pietra che ha chiesto al governo Conte di intervenire a tutela degli "interessi nazionali". E l'assessore alle Infrastrutture e Trasporti Vincenzo Ceccarelli che gli ha risposto: "Non possiamo andare contro il principio di legalità".

La prospettiva è che il servizio possa finire in mano ad Autolinee toscane, società che fa parte del gruppo francese Ratp.

La decisione in mano al Consiglio di Stato

Autolinee Toscane ha vinto la gara d'appalto

Autolinee ha infatti vinto la maxi gara d'appalto per tutti i bus pubblici della regione indetto dalla Toscana, il cui esito - a seguito di ricorsi - è però ancora in bilico, in attesa del prossimo parere del Consiglio di Stato. La Regione ha deciso di accelerare i tempi per l'assegnazione. Per la cronaca: i contendenti di Autolinee Toscane sono le aziende di trasporto pubblico locale che detengono attualmente la gestione del servizio, tra cui Tiemme, che per partecipare alla gara si sono consorziate in Mobit.

L'assegnazione in attesa del Consiglio di Stato

Contro l'assegnazione, ovviamente, si schiera proprio il consorzio dei gestori uscenti Mobit, che si è opposto chiedendo la sospensiva al Tar, il tribunale amministrativo regionale. La richiesta è quella di aspettare la pronuncia nelle prossime settimane del Consiglio di Stato.

È lecito domandarsi - scrive La Pietra nell'interrogazione - per quale ragione oggi si vuole firmare un'aggiudicazione definitiva senza aspettare qualche settimana.

Il senatore di Fdi chiede al ministro delle Infrastrutture, Paola De Micheli

quali azioni voglia intraprendere a tutela del trasporto pubblico locale e degli interessi nazionali rispetto ad una gara che agevola una azienda di Stato francese, in contrapposizione alle norme europee sugli appalti, a scapito delle aziende italiane.  Fratelli d'Italia si batterà sempre e comunque per gli interessi nazionali e contro il percorso intrapreso in maniera frettolosa dal governatore Rossi e dalla sua giunta, che ormai si trova alla fine della sua vita istituzionale e, forse, non è più rappresentativa del popolo toscano.

Ceccarelli: "FdI chiede alla Toscana di violare il principio di legalità"

A stretto giro di posta è arrivata la risposta di Ceccarelli:

Leggo la dichiarazione di un senatore della Repubblica, di Fratelli d'Italia, che a proposito della gara per il servizio di trasporto pubblico su gomma in Toscana chiede al Governo, né più né meno, di violare il principio di legalità. E' una cosa sorprendente e molto grave. Invocare un presunto ‘interesse' nazionale di fronte ai procedimenti previsti dalle norme italiane ed europee per l'espletamento di una gara è un vero e proprio attentato allo stato di diritto. Se questa è la cultura giuridica della destra, è bene che i cittadini toscani e italiani ne siano consapevoli. Oltre che incaute e preoccupanti – sottolinea Ceccarelli – le affermazioni del senatore La Pietra sono anche infondate, come laddove ricorda la questione della legittimità della partecipazione di Ratp alla gara: una questione che è stata chiarita e sciolta dalla Corte di giustizia europea, si informi. Il diritto dei cittadini toscani ad avere un servizio pubblico di trasporto moderno ed efficiente è ormai evidente che a molti non vada giù. Ma nessuno si illuda che la Regione Toscana possa rinunciare a tutelare questo diritto e a difendere il principio di legalità, quali che siano i risultati che ne scaturiscono.

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