Martedì, 28 Settembre 2021
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Lo spettro della zona gialla tra incognite e variante Delta. La Toscana spinge sui vaccini: "200mila dosi in arrivo"

Quest'oggi, 20 agosto, dalla cabina di regia dell'Iss dovrebbero essere prese decisioni sul futuro delle regioni italiane, attualmente tutte in zona bianca

Da un lato ci sono gli sforzi che ogni giorno vengono fatti per portare avanti una campagna vaccinale partita in salita, dall’altro la morsa sempre più stringente della variante Delta rende il percorso accidentato, pieno di ostacoli. Sono le due facce della Toscana che, sul finire dell'estate, guarda all’inizio dell’autunno con qualche timore. Sebbene al momento non vi siano fortunatamente le condizioni, lo spettro di un ritorno in zona gialla si nasconde sempre dietro l'angolo. A distanza di 16 mesi dall'avvio dell'emergenza sanitaria Covid, sono molte le azioni messe in atto per arginare il dilagare dei contagi e scongiurare nuove chiusure. Ma ancora, dati alla mano, le incertezze sul futuro rimangono. Quest'oggi, 20 agosto, dalla cabina di regia dell'Iss dovrebbero essere prese decisioni sul futuro delle regioni italiane, attualmente tutte in zona bianca. La Sicilia potrebbe retrocedere alla zona gialla. Tra le altre sorvegliate speciali del ministero della Salute ci sono sempre Sardegna e Calabria dove il rapporto tra nuove infezioni e ricoveri desta più di una attenzione. Differente lo scenario in Toscana dove i nuovi contagi tornano a correre ma il numero di posti letto nelle strutture ospedaliere è abbondantemente sotto la soglia di allerta.

Sebbene i dati sui nuovi casi Covid nelle province toscane continuino a salire, le cifre relative alle ospedalizzazioni rimangono contenute. Un aspetto cruciale perché, come stabilito da governo, i cambi di colore delle regioni avvengono soprattutto in relazione al tasso di occupazione dei posti letto. Per tanto oltre all’incidenza dei 50 casi ogni 100mila abitanti, per entrare in zona gialla occorre oltrepassare il 10% dei posti letto occupati nelle terapie intensive e il 15% negli altri reparti. Percentuali che al momento in Toscana risultano ancora distanti visto che, così come riportato dal presidente Eugenio Giani, il tasso di saturazione delle terapie intensive è 6,67% e al 6,40% nei reparti ordinari. Dunque rischio zona gialla scongiurato anche se, stando così le cifre, la situazione potrebbe cambiare già a settembre. Secondo i dati forniti dal governo toscano in due settimane, i ricoveri nelle terapie intensive causa Covid sono aumentati del 77 per cento. Attualmente i ricoveri negli ospedali a causa delle infezioni da Sars Cov 2 sono 360 di cui 38 in terapia intensiva (-1 rispetto al 18 agosto) e 322 (+7 rispetto al 18 agosto) nei reparti ordinari.

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Vaccini in arrivo

Ma se il contagio ha ripreso a correre, a frenarne l’ascesa ci sono i risultati della campagna vaccinale. In totale sono 4.578.184  i cittadini che hanno ricevuto almeno una dose di vaccino in Toscana. Tra questi spiccano gli oltre 11mila giovani, fascia 12-18, che si sono recati senza prenotazione negli hub per richiedere la prima dose di farmaco. Inoltre, secondo quanto si apprende, nelle prossime settimane è stato confermato l'arrivo di 200mila dosi di Pfizer, contro le 120mila delle passate settimane. I giovani tra i 12 e i 18 anni di età possono recarsi senza preventiva prenotazione negli hub di riferimento territoriale con documento di identità e tessera sanitaria, accompagnati da entrambi i genitori oppure da uno solo con delega o autocertificazione dell'impossibilità per il secondo genitore di essere presente come da nuovo modulo regionale disponibile sul portale di prenotazione della vaccinazione anti-Covid19 https://prenotavaccino.sanita.toscana.it.

Le differenze tra zona bianca e gialla

Il passaggio in zona gialla rappresenterebbe un danno soprattutto per l’immagine della regione e per le sue ricadute sul turismo perché non implicherebbe nuove chiusure. In zona gialla infatti non ci sono molte restrizioni in più rispetto alla bianca. Le principali sono l'obbligo di mascherina anche all’aperto e una minore capienza per spettacoli all'aperto e impianti sportivi.

Con le ultime misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da Covid-19, l'esecutivo ha elaborato nuovi criteri per la "colorazione" delle regioni. L'incidenza dei contagi resta in vigore, ma non sarà più il criterio guida per la scelta delle colorazioni (bianca, gialla, arancione, rossa) che fanno scattare le restrizioni. Dall'entrata in vigore del decreto (venerdì 6 agosto 2021), i due parametri principali saranno:

  • il tasso di occupazione dei posti letto in area medica per pazienti affetti da Covid-19;
  • il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva per pazienti affetti da Covid-19.

Le regioni restano in zona bianca se: 

  • a. l'incidenza settimanale dei contagi è inferiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti per tre settimane consecutive;
  • b. qualora si verifichi un'incidenza superiore a 50 casi per 100.000 abitanti, la regione resta in zona bianca se si verifica una delle due condizioni successive: il tasso di occupazione dei posti letto in area medica per pazienti affetti da Covid-19 è uguale o inferiore al 15 per cento oppure il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva per pazienti affetti da Covid-19 è uguale o inferiore al 10 per cento.

1. Da zona bianca a gialla: è necessario che si verifichino alcune condizioni perché una regione passi alla colorazione gialla:

  • a. l'incidenza settimanale dei contagi deve essere pari o superiore a 50 ogni 100.000 abitanti a condizione che il tasso di occupazione dei posti letto in area medica sia superiore al 15 per cento e il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva per pazienti affetti da Covid-19 sia superiore al 10 per cento;
  • b. qualora si verifichi un'incidenza pari o superiore a 150 casi per 100.000 abitanti, la regione resta in zona gialla (e non slitta in arancione) se si verificano una delle due condizioni successive: il tasso di occupazione dei posti letto in area medica per pazienti affetti da Covid-19 è uguale o inferiore al 30 per cento; oppure il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva per pazienti affetti da Covid-19 è uguale o inferiore al 20 per cento.

Green pass è obbligatorio: quando

In entrambe le zone non ci sono limiti orari agli spostamenti. Le attività sono tutte aperte (a parte le discoteche). Serve il green pass per partecipare a feste di nozze, entrare nelle residenze per anziani e accedere alle sale d’attesa dei pronto soccorso e nei reparti ospedalieri. Ma anche per eventi sportivi, fiere, congressi, musei, parchi tematici e di divertimento, centri termali, sale bingo e casinò, teatri, cinema, concerti, concorsi pubblici. Oltre che per sedersi ai tavoli al chiuso di bar e ristoranti e per entrare in piscine, palestre e centri benessere.

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