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La Toscana non cambia colore, resta arancione. Le reazioni del vice sindaco Tanti e Marinoni (Ascom)

Il ministro della salute Speranza ha firmato la nuova ordinanza. Marinoni (Confcommercio): "Istituzioni inadeguate, l'ennesimo schiaffo". Il vice sindaco Tanti: "Si poteva evitare la saturazione delle terapie intensive"

La Toscana resta in zona arancione. E' quanto stabilito dalla nuova ordinanza firmata dal ministro della salute Roberto Speranza sulla base dei dati della Cabina di Regia riunitasi nella giornata di ieri.

Basilicata, Calabria, Lombardia e Piemonte tornano in zona gialla, mentre l'Abruzzo dovrà tornare per un giorno in area rossa prima di passare nuovamente a quella arancione. Rimangono invariate le posizioni di Toscana e Campania che restano in zona arancione, quella considerata con il rischio moderato. Il ritorno alla fascia gialla, quella considerata a rischio più basso, avverrà probabilmente la prossima settimana, il 20 dicembre, alla vigilia delle nuove restrizioni del  Dpcm "Natale".

Secondo quanto si apprende i dati che hanno inciso a mantenere la Toscana in zona arancione sono quelli relativi al tasso d'occupazione delle terapie intensive e dei focolai nelle Rsa. Mentre l'indice Rt era inferiore a 1 e quindi in linea con una regione in area gialla. 

Non si è fatto attendere il commento del presidente regionale di Confcommercio, Franco Marinoni, che aveva già lanciato l'allarme sulle "conseguenze disastrose per l'economia" di restare in zona arancione per un'altra settimana: "Lombardia e Veneto, con situazioni oggettivamente peggiori delle nostre, da tempo in “zona gialla”. Noi toscani ancora arancioni. Qualcuno me la deve spiegare...Non ci sentiamo rappresentati da queste istituzioni. Quelle nazionali, che non tengono conto delle nostre ragioni, e quelle locali, incapaci di farle valere. Quando si mischia incompetenza, incapacità ed inadeguatezza al ruolo tutto è possibile, anche questo schiaffo. Non a noi ma alla Toscana nel suo complesso...".

Anche il vice sindaco Lucia Tanti ha commentato la decisione del governo: "La Toscana rimane arancione e infatti non è citata tra le Regioni che migliorano. E così siamo ancora una volta "bocciati". E non dipende dai toscani, proprio no. Dipende dal fatto che siamo ben oltre il 30% di saturazione delle terapie intensive. E come si poteva fare per stare sotto il 30%? Bastava attivare strutture sanitarie straordinarie per aumentare posti e non "scombinare" tutti gli ospedali, che poi era la richiesta del sindaco e mia di inizio novembre. C'è ancora qualcuno nel Pd aretino che ha voglia di dire che avevamo torto? No, aveva torto chi diceva che non serviva. Serviva. Invece".

Le regole della zona arancione

Negozi, bar e ristoranti

  • I negozi e gli esercizi commerciali potranno restare aperti.
  • I ristoranti e le altre attività di ristorazione, compresi bar, pasticcerie e gelaterie, restano aperti esclusivamente per la vendita da asporto, consentita dalle 5 alle 22, e per la consegna a domicilio, consentita senza limiti di orario. L’ingresso e la permanenza nei locali da parte dei clienti sono consentiti esclusivamente per il tempo strettamente necessario ad acquistare i prodotti per asporto e sempre nel rispetto delle misure di prevenzione del contagio. Non sono comunque consentiti gli assembramenti né il consumo in prossimità dei locali. Possono restare aperti oltre le ore 18 solo gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro.

Spostamenti

  • E' consentito spostarsi esclusivamente all’interno del proprio Comune, dalle 5 alle 22, senza necessità di motivare lo spostamento.
  • Dalle 22 alle 5 sono vietati tutti gli spostamenti, ad eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. Inoltre sono vietati, 24 ore su 24, gli spostamenti verso altri Comuni e verso altre Regioni, ad eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità, motivi di studio o di salute o per svolgere attività o usufruire di servizi non disponibili nel proprio Comune (per esempio andare all’ufficio postale o a fare la spesa, se non ci sono tali uffici o punti vendita nel proprio Comune). Sono comunque consentiti gli spostamenti, verso qualsiasi area, che siano strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza, se prevista. È sempre consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Con riguardo alle abitazioni private, è fortemente raccomandato non ricevere persone diverse dai conviventi, salvo che per esigenze lavorative o situazioni di necessità e urgenza. Gli spostamenti per raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore o comunque presso l’affidatario, oppure per condurli presso di sé, sono consentiti anche tra Comuni di aree differenti. 

Scuola e università

  • Prosegue la didattica a distanza per gli studenti delle scuole superiori. Didattica in presenza per scuole dell'infanzia, scuole elementari e scuole medie. Chiuse le università, salvo alcune attività per le matricole e per i laboratori.

La mappa delle regioni 

Emilia Romagna, Friuli, Marche, Puglia, Lazio, Umbria, Liguria, Molise, Provincia di Trento, Sardegna, Sicilia, Veneto insieme alle ultime arrivate: Basilicata, Calabria, Lombardia e Piemonte sono in zona gialla. Mentre ancora per sette giorni saranno classificate nella zona arancione la Campania, la Toscana, la Val d’Aosta e la Provincia di Bolzano. L'Abruzzo invece passerà per un giorno in fascia rossa prima di tornare in quella arancione.

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