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La Toscana rischia di restare arancione, Ascom: "E la motivazione è assurda". La paura di bar e ristoranti

Il direttore della Confcommercio regionale Franco Marinoni: "Inaccettabile la motivazione che da noi si fanno pochi tamponi. Ci sono pochi sintomi e poca richiesta, cosa bisogna fare? Test a caso per dimostrare la bassa incidenza tra tamponi e soggetti positivi?”

La Toscana potrebbe restare arancione. Un timore prende corpo alla vigilia della riunione del comitato tecnico scientifico del Governo che, domani, deciderà sull'eventuale passaggio da un colore all'altro di alcune regioni d'Italia, le quali potrebbero beneficiare, a partire da domenica 13 dicembre, di misure anti Covid meno restrittive. Nel lotto delle candidate al passaggio da zona arancione a zona gialla, oltre alla Lombardia (la chiarezza dei cui dati ha spinto il presidente Attilio Fontana a dare già l'annuncio) ci potrebbero essere Piemonte, Campania e, appunto, Toscana. Ma da quanto filtrato in giornata, non regna ottimismo sulla possibilità. Un passaggio al giallo garantirebbe, tra gli altri allentamenti, l'opzione di uscire dai confini regionali (per andare nelle altre zone gialle) senza autocertificazioni, la possibilità per bar, pub, ristoranti di riaprire al pubblico, almeno fino alle 18. 

E proprio l'associazione di categoria Confcommercio interviene in merito alla possibilità di restare un altro intero fine settimana in arancione. “Da mesi ci troviamo ad affrontare due drammatiche emergenze, una sanitaria prima di tutto, ma anche una economica. Della quale chi ci governa non si occupa abbastanza”.Dice il direttore di Confcommercio Toscana Franco Marinoni.

“È indispensabile non perdere un altro fine settimana prenatalizio. C’è grande attesa, il passaggio a zona gialla, al pari di quasi tutte le altre regioni, è un atto dovuto che il governo si ostina a non prendere. Nonostante sia assolutamente compatibile coi dati registrati a livello sanitario". Marinoni poi parla di "tecnicismi incomprensibili che mettono in ginocchio cittadini e imprese. La Regione Toscana si sta impegnando al nostro fianco ma, è evidente, non riesce ad ottenere i risultati sperati”

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Franco Marinoni

Marinoni poi entra nel merito della possibilità della permanenza in zona arancione, che sarebbe da addebitare al rapporto tamponi/positivi.

“È davvero inspiegabile che regioni messe molto peggio di noi, come la Lombardia o il Veneto, siano gialle mentre noi restiamo in fascia arancione. Inaccettabile la motivazione che da noi si fanno pochi tamponi. Ma cosa dobbiamo fare, se ci sono pochi sintomi e poca richiesta, rincorrere la gente per costringerla fare tamponi non necessari, solo per dimostrare una bassa incidenza tra tamponi e soggetti positivi?”. 

Ascom, per bocca di Marinoni, poi aggiunge: “Ulteriori ritardi oltre questo fine settimana sono inaccettabili, perché affosserebbero le nostre imprese impedendo loro, per esempio, di organizzare le prenotazioni del pranzo di Natale. Una chiusura d’anno che la ristorazione davvero non merita, per quanto ha dato e sta dando al nostro territorio in termini di professionalità, servizi, accoglienza, e che si ripercuoterà sull’intero sistema commerciale: meno occasioni per i pubblici esercizi significano meno opportunità per l’intera rete distributiva".

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