Torna l’appuntamento con la "Notte dei Ricercatori": le iniziative ad Arezzo

Venerdì 30 settembre torna l'appuntamento con la Notte dei Ricercatori, iniziativa promossa dalla Commissione europea in 300 città di 24 paesi per diffondere la cultura scientifica. “Bright 2016”, questo il nome dell’evento, grazie a un progetto...

AREZZO UNIVERSITA

Venerdì 30 settembre torna l'appuntamento con la Notte dei Ricercatori, iniziativa promossa dalla Commissione europea in 300 città di 24 paesi per diffondere la cultura scientifica. “Bright 2016”, questo il nome dell’evento, grazie a un progetto europeo che riunisce tutte le Università e i centri di ricerca della Toscana, porterà ad Arezzo, nel campus del Pionta, conferenze , presentazioni di progetti, workshop e spettacoli organizzati dalDipartimento dellUniversità di Siena, con l’obiettivo di far conoscere la ricerca, i suoi metodi e i suoi risultati, essenziali per lo sviluppo della società e il miglioramento della qualità della vita di ognuno di noi. Sarà un’occasione speciale di intrattenimento e apprendimento pensata per coinvolgere tutti i cittadini.

L’inizio è alle ore 9,45 nella sala dei Grandi (palazzina della Biblioteca) con la direttrice del Dipartimento universitario Loretta Fabbri, che questa mattina ha presentato il programma delle iniziative rivolte alla città, e l’assessore comunale Lucia Tanti.

Gli appuntamenti della mattina vedranno protagonisti, accanto ai ricercatori, gli studenti universitari e gli studenti delle scuole superiori. Il tema sarà “dentro e fuori l’aula”, per raccontare anche le diverse esperienze di ricerca che li hanno visti protagonisti di attività didattiche innovative, per imparare non solo a studiare ma anche a produrre sapere. “Sarà presentato il progetto ‘Studente ricercatore’ – spiega la direttrice del Dipartimento universitario Loretta Fabbri – , che ha permesso agli studenti di organizzarsi come comunità di ricerca”. Su questo progetto gli universitari si confronteranno anche con gli studenti dei licei Classico musicale e Fossombroni. Seguirà l’incontroDialogare con la ricerca, ricercare con il dialogo”, sull’esperienza dell’Action Learning Conversation con gli studenti, che li ha visti protagonisti attivi dei processi di ricerca attraverso questa metodologia partecipativa. “Partendo dalle situazioni di incertezza e dalle problematiche che li riguardano più da vicino – aggiunge la professoressa Fabbri - gli studenti possono infatti affinare creativamente le capacità di problem-solving e di group-working sperimentandosi come ricercatori riflessivi e collaborativi”. Oltre alla professoressa, interverranno Claudio Melacarne, Mario Giampaolo e Alessandra Romano. Gli appuntamenti del pomeriggio sono dedicati al tema “Dentro e fuori le mura”, quelle del carcere e del manicomio, un argomento, quest’ultimo, sul quale i ricercatori universitari sono impegnati da tempo.

Alle ore 15.30, nella sala dei Grandi, verrà presentato il progetto “Filosofia in carcere”, coordinato da Simone Zacchini e già iniziato presso la Casa circondariale di Arezzo. Il progetto prevede fino a maggio un seminario al mese durante il quale i detenuti si confronteranno con studenti e cittadini su un tema (bellezza, solitudine, dolore, natura e altro), guidati dalla lettura di un classico della filosofia, oltre ad attività di scrittura filosofica. Saranno presenti anche il direttore del carcere Paolo Basco e i detenuti che partecipano al progetto.

Seguirà l’incontro “Una volta li chiamavano matti…”, in programma alle ore 17 nella palazzina dell’Orologio con i professori Massimo Baioni, Massimo Bucciantini e Carlo Orefice per la presentazione del progetto multidisciplinare su follia, malattia mentale, manicomi, che vede impegnati storici, filosofi, pedagogisti, psicologi e sociologi del Dipartimento universitario di Arezzo. Il progetto parte dalla valorizzazione dell’archivio storico dell’Ospedale psichiatrico di Arezzo, conservato presso la palazzina dell’Orologio nel campus universitario del Pionta, dove originariamente aveva sede il manicomio aretino. La documentazione, dopo la chiusura dell’ospedale, è stata recuperata e riordinata dall’Università di Siena. Il progetto prevede nei prossimi mesi varie iniziative, in collaborazione con enti e associazioni locali ma anche con un network nazionale e internazionale. Verrà ripercorsa in questo modo una delle esperienze di punta della psichiatria radicale, che ebbe ad Arezzo un riferimento decisivo in Agostino Pirella.

Come prima tappa di questo percorso verrà proposto, alle ore 18, lo spettacolo “Il sacro male” (ingresso libero), frutto del laboratorio permanente di teatro sociale della compagnia Diesis Teatrango. Si tratta di uno studio scenico tratto da “Le libere donne di Magliano” di Mario Tobino, che offre agli spettatori la possibilità di accostarsi con leggerezza al mondo della follia, sul confine fra bellezza, male, fragilità in cui tutti possono in qualche modo riconoscersi. L’ideazione e la elaborazione scenica sono di Piero Cherici e Barbara Petrucci, con la collaborazione artistica di Giovanni Zito. Con Graziella Bettini, Massimo Currò, Daniele Gonnelli, Alessandro Grassi, Chiara Melani, Irina Mirzoeva, Filippo Mugnai, Sandra Piomboni, Lucia Romoli, Andrea Roselletti.

Il programma della Notte dei Ricercatori ad Arezzo è pubblicato nel sito del Dipartimento universitario www.dsfuci.unisi.it. Tutti gli eventi, anche nelle sedi dell’Ateneo e in Toscana, sono pubblicati nel sito www.bright-toscana.it.

In Toscana l’evento prende il nome di “Bright”

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La Notte dei Ricercatori, in Toscana-“Bright2016”, animerà con centinaia di eventi tutto il territorio regionale. Mille i ricercatori che hanno lavorato all'evento per offrire ai cittadini l'opportunità di conoscere da vicino le loro attività, aprendo i laboratori a visite guidate, organizzando mostre, conferenze, seminari divulgativi. Spettacoli e concerti all'aperto e nei teatri (ad Arezzo nel teatro dell’Università al Pionta, vedi articolo sotto) saranno proposti per celebrare questa festa dedicata alle professioni di tutti gli ambiti della ricerca.

In Toscana, l'Università di Siena, con la partecipazione della Regione Toscana e del progetto GiovaniSì, ha coordinato il progetto insieme a tutte le università e gli enti della ricerca.

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