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Il polittico di Pietro Lorenzetti torna ad Arezzo: la cerimonia in Pieve

Oggi l'opera, dopo un restauro durato circa sei anni, è stata ricollocata all'interno della Pieve di Santa Maria

È stato svelato alla città questa mattina durante la messa delle 11. Il polittico di Pietro Lorenzetti torna di nuovo all'interno della Pieve di Santa Maria di Arezzo. Il "saluto" ufficiale all'opera è stato dato dall'arcivescovo Riccardo Fontana che ha celebrato la funzione religiosa insieme al parroco don Alvaro Bardelli. Presente anche il vicesindaco del Comune di Arezzo Lucia Tanti. "Un'opera meravigliosa torna a casa - ha sottolineato il vicesindaco - il polittico di Pietro Lorenzetti, un capolavoro indiscusso dell'arte trecentesca a metà via tra la narrazione teologica e il manifesto politico della libera città di Arezzo, ritrova posto nella Pieve di Santa Maria. Grazie all'opera sapiente di chi ha restaurato e alla generosità di chi lo ha reso possibile".

Rinviati invece gli eventi programmati, a causa dell'emergenza covid.

L'opera, una tempera su tavola fondo oro che è pietra miliare nel percorso artistico e biografico del Lorenzetti, venne realizzata tra il 1320-24. Lo documenta il contratto stipulato il 17 aprile 1320, con il quale il vescovo Guido Tarlati impegnava il maestro senese, richiedendogli espressamente di dipingere figure bellissime con colori pregiati, in campi dorati con oro da cento fogli a fiorino. Il documento, oltre a richiedere elevati requisiti di qualità, impone al pittore di impegnarsi senza interruzioni e senza assumere altre committenze fino ad aver raggiunto la "perfezione" dell'opera. Nel 1976 l'opera subì l'attacco di uno squilibrato che tentò di dargli fuoco. Durante il restauro si è verificata la funzionalità del supporto, quindi è stata operata una pulitura della superficie pittorica che ha provveduto alla rimozione degli strati di restauro apposti nell'ultimo intervento (vernici e integrazione pittorica, alterate nel tempo). L'operazione ha rivelato estesissime aree di pittura e di fondi oro in cui persistevano strati evidenti di sporco e di patinature antiche di difficile datazione. Si è quindi imposta una seconda fase di pulitura delicatissima, interamente condotta al microscopio, che ha permesso di recuperare i colori cangianti e le straordinarie decorazioni condotte a mano libera dal pittore.

Il restauro è stato autofinanziato fin dall'inizio (2014) a cura di Ricerca e, dal 2017, con il sostegno di Art Angels onlus (www.artangelsarezzo.org), associazione che si prefigge di sostenere la conservazione, il restauro e la valorizzazione del patrimonio artistico del territorio aretino, che ha adottato il Lorenzetti come suo primo progetto. Restano da finanziare somme per un totale di 77.980 euro per interventi indispensabili per la corretta ricollocazione dell'opera in chiesa.

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