Tassa rifiuti evasa, cittadini in fila da Federconsumatori. Ferrari: "Serve moratoria di 3 mesi"

Quattromilacinquecento cartelle spedite ad altrettanti aretini in quanto proprietari di immobili che dopo una revisione da parte del Comune di Arezzo devono pagare in più per i rifiuti. Fin qui nulla di strano, quello che è dovuto giustamente va...

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Quattromilacinquecento cartelle spedite ad altrettanti aretini in quanto proprietari di immobili che dopo una revisione da parte del Comune di Arezzo devono pagare in più per i rifiuti. Fin qui nulla di strano, quello che è dovuto giustamente va pagato. Decine e decine di aretini però si sono messi in fila agli sportelli della Federconsumatori nel palazzo della Cgil di Arezzo per capire il motivo degli importi da pagare, centinaia di euro da sborsare nel giro di pochi giorni dal momento della ricezione del bollettino, a volte arrivato anche a ridosso della scadenza. Importi che sono gravati di pesanti sanzioni.

"Contestiamo il metodo e non il merito della questione - afferma Pietro Ferrari di Federconsumatori Arezzo - non accettiamo che alla contestazione stessa sia abbinata la messa a ruolo, mai diremo che quanto dovuto non deve essere pagato, ma da un ente pubblico di aspettiamo maggiore equità e metodi diversi di accertamento nei confronti dei suoi cittadini, che devono essere messi in grado di poter verificare quanto gli viene contestato."

Proprio mentre Ferrari spiega ai giornalisti i termini della questione in ufficio arriva l'ennesimo cittadino arrabbiato:

"Non ho mai avuto una cartella esattoriale in vita mia e adesso? Mi hanno mandato da pagare 500 e passa euro di cui 330 di adeguamento e 166 di sanzione per delle capanne agricole, ma io ci tengo solo 8 galline".

E' uno dei tanti sfoghi che la Federconsumatori ha raccolto nelle ultime settimane:

"Proprio così, le circa 80 persone che sono per adesso venute a reclamare da noi non sono i soliti morosi o evasori, sono pensionati, lavoratori, precari o disoccupati che sono abituati a pagare le tasse regolarmente e non si spiegano quanto gli è stato recapitato. In pochi giorni devono pagare oppure decidere di fare ricorso. Noi adesso stiamo raccogliendo tutte le casistiche e abbiamo già individuato alcune incongruenze, nei prossimi giorni convocheremo tutti in un'assemblea pubblica per comunicare i passi che intendiamo fare. Per adesso abbiamo avuto un incontro informale con Aisa, alla quale chiediamo una moratoria di tre mesi per mettersi in regola, mentre la lettera che abbiamo scritto al Comune di Arezzo non ha ricevuto nessuna risposta. Non è così che si deve comportare un ente pubblico."

Da via Monte Cervino partono una serie di richieste: due incontri urgenti, il primo con il Sindaco di Arezzo, il secondo con Aisa e poi tempi più morbidi perché i cittadini possano fare le loro verifiche e mettersi in regola, per questo l'associazione di tutela dei consumatori chede 3 mesi di moratoria.

A sostenere l'attività di Federconsumatori c'è il segretario generale della Cgil di Arezzo Alessandro Mugnai:

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"Il giusto tributo va pagato, in questo modo però si è attuata un'ingiustizia con il metodo adottato, sembra che ci sia solo interesse a fare cassa - afferma il segretario Mugnai - L'ingiustizia pesa due volte se si considera l'inchiesta che la magistratura sta portando avanti sugli amministratori degli enti coinvolti nel ciclo dei rifiuti. Noi come Cgil e Federcosumantori cerchiamo di stare dalla parte dei più deboli, di chi non è nelle condizioni di permettersi un avvocato per andare in commissione tributaria."

E' stato il Comune di Arezzo stesso ad annunciare l'invio delle cartelle esattoriali, 4500 su un totale di 45.000 utenti per un ammontare di 1 milione e 400 mila euro di somme evase dagli aretini. L'invio è frutto di un ricalcolo effettuato incrociando le denunce fatte per la Tari e gli immobili presenti al catasto. Delle 4500 cartelle spedite ci sono 900 omesse denunce, 3500 revisioni e circa 90 posizioni di rifiuti speciali.

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