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Movida, col patto d'onore è "guerra" allo shottino selvaggio. Tanti: "Ora precedenza all'etica"

L'accordo tra Comune e categorie è pronto: manca solo la firma. "Isolare chi promuove bevute e non rispetta le regole"

L'accordo è fatto. Manca la firma, ma nella sostanza Comune di Arezzo e categorie economiche hanno trovato un punto d'incontro per gestire insieme la movida "sfrenata". Sarà un fronte unico, almeno sulla carta. Nel quale istituzioni e addetti ai lavori si muoveranno sulla stessa lunghezza d'onda, facendo perno sul rispetto delle leggi esistenti ma anche sull'etica di un'intera categoria. Quei commercianti cioè che hanno deciso di gettare il cuore oltre l'ostacolo e pensare alla città. 

"Dal punto di vista formale - spiega la vice sindaca Lucia Tanti - stiamo elaborando il logo e preparando il materiale informativo. Si tratta di dare una veste a quanto già deciso nei giorni scorsi".

Il patto d'onore - come già anticipato da Arezzo Notizie - prevede tre punti salienti.

"Innanzitutto la promozione di una politica tesa a incentivare l'uso responsabile degli alcolici. C'è un impegno da parte dei commercianti a non sottovale la situazione, a non servire alcolici a chi ha già bevuto e mostra segnali di ebbrezza, a fare attenzione ad ogni sfumatura per evitare che certe situazioni precipitino", spiega Tanti. 

Poi viene ribadita la "stretta osservanza del divieto di servire alcolici ai minori di 18 anni e - di conseguenza - l'impegno a verificare l'età chiedendo il documento". 
Infine l'impegno a non praticare politiche commerciali che possano incentivare l'abuso di alcol. Una richiesta questa che sarebbe condivisa in pieno dalla categorie. Tutti pronti dunque a schierarsi nella guerra allo shottino selvaggio, alle promozione del "bevi 3 e paghi 2" o simili. 

Nell'accordo è venuto meno uno degli obiettivi: quello di abbassare i prezzi delle bibite analcoliche. "E' il mercato che fa il prezzo, il Comune in questo caso non può imporre nulla", sottolinea Tanti.

"Siamo tutti chiamati a fare la nostra parte - commenta la vice sindaco - anche in una dinamica di tipo etico. E stavolta Arezzo può contare su una rete di protagonisti (le categorie e i loro associati) che da un lato guardano con responsabie alla movida, dall'altro vogliono prendre le distanze da chi si comporta in modo diverso". 

I locali che fino ad oggi hanno promosso vendite spregiudicate di alcolici sarebbero pochi e conosciuti e sarebbero gli stessi colleghi del settore a voler una regolamentazione. 

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