Venerdì, 30 Luglio 2021
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Tanti: “Il 118 da Arezzo non si muove. I servizi sanitari che funzionano non vanno smantellati”

Un botta e risposta a suon di comunicati stampa, dichiarazioni pubbliche e prese di posizione nette. Sulla questione riguardante le centrali del 118, argomento di particolare attenzione dal 2014 ad oggi ma ciclicamente pronto a balzare agli onori...

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Un botta e risposta a suon di comunicati stampa, dichiarazioni pubbliche e prese di posizione nette.

Sulla questione riguardante le centrali del 118, argomento di particolare attenzione dal 2014 ad oggi ma ciclicamente pronto a balzare agli onori delle cronache, soprattutto dopo la creazione della Asl di area vasta Toscana Sud Est.

Recentemente la sede di Grosseto è stata smantellata mentre quella di Arezzo, così come affermato anche dallo stesso direttore generale Enrico Desideri, resterà al suo posto.

Un dettaglio che ha suscitato la reazione di Giacomo Termine, presidente della conferenza zonale dei sindaci in ambito sanitario della Toscana sud-est che ha affermato:

"Non mi meraviglia che sia tornata alla ribalta la discussione sulla centrale unica del 118. La scelta di andare verso un sistema centralizzato per la gestione delle emergenze è un progetto nato sulla base di una delibera regionale del 2014. Oggi, però, dobbiamo constatare che se da una parte sono stati compiuti passi in avanti raggiungendo ottimi risultati nella gestione delle ambulanze, grazie all'impegno dei volontari che hanno fatto diminuire i tempi di intervento di un minuto e 20, dall'altra si delinea una posizione di conservazione della centrale di Arezzo che inficia e smentisce tutte le scelte e i buoni propositi fatti dalla ASL. Il risultato della riduzione dei tempi di intervento, infatti, non deve essere assunto come un risultato della riorganizzazione, poteva, infatti, essere raggiunto anche mantenendo la centrale 118 a Grosseto. La strada intrapresa e condivisa prevede per l'ASL sud est un'unica centrale del 118 collocata a Siena, ma se, oggi, si dichiara di mantenere Arezzo chiudendo solo Grosseto il dato oggettivo è che all'interno di un'area esistono disparità organizzative e di trattamento e che l'interesse generale viene piegato a volontà e interessi locali. Ed è proprio partendo dal fatto che ad Arezzo resta la sua centrale per rivendicazione dello stesso direttore generale, che appare legittimo porsi queste domande: il progetto di centrale unica è fallito? Arezzo è intoccabile? Se le risposte ai nostri interrogativi saranno positive o se non ci saranno, appare legittimo chiedere da Grosseto equilibrio e giustizia e un passo indietro: si dichiari il fallimento del progetto di centrale unica e torni la centrale del 118 anche a Grosseto invece di fare figli e figliastri. Come ebbi modo di dire all'inaugurazione della centrale unica di Siena Grosseto: l'unica unificazione possibile è quella che migliora il servizio, con 12 ambulanze in più sul territorio ed un grande potenziamento delle risorse umane. Questo lavoro dovrà essere propedeutico anche all'unificazione con Arezzo."

Una presa di posizione che ha trovato immediata risposta nelle parole di Lucia Tanti, assessore comunale alla sanità.

"Leggiamo con stupore la polemica di Giacomo Termine, presidente della conferenza zonale dei sindaci in ambito sanitario della Toscana sud-est, che fa riferimento alla necessità di spostare a Siena la centrale unica del 118. Fermo restando che in virtù del suo ruolo Giacomo Termine dovrebbe rappresentare tutti i sindaci senza spingere i vari Comuni a mettersi l'un contro l'altro armati e che questa sua uscita può essere letta con un assist pre-elettorale in funzione degli interessi del Pd senese, sottolineiamo la totale indisponibilità anche solo a parlare di un ipotesi del genere che si tradurrebbe in un depotenziamento di Arezzo a vantaggio di Siena. Proprio in occasione di una delle ultime conferenze dei sindaci è stata ribadita la scelta di Arezzo come centrale unica ed è stato sottolineato come l'ipotesi di Siena sia ormai, giustamente, tramontata. Se poi vogliamo ripensare l'intero sistema dei servizi in ambito sanitario a partire dal superamento delle "aslone" che ogni giorno fruttano insoddisfazione, siamo assolutamente disponibili. Ma non possiamo pensare di smontare i servizi, specie quelli che funzionano alla grande, a poche settimane da una tornata elettorale che evidentemente preoccupa i sindaci riconducibili al Pd".

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