Sud Wave, Barbetti risponde a Valenti: "Reprimenda ingenerosa, nessun problema con gli altri partner"

Barbetti, direttore della Fondazione Guido Monaco, spiega i dettagli dell'accordo (in particolare su quanto fornito per impianti audio e di illuminazione) e sottolinea il rammarico per le parole del patron di Arezzo Wave

Roberto Barbetti

Dopo le dure parole pronunciate questa mattina da Mauro Valenti, che ha annunciato l'annullamento di due date di Sud Wave, Roberto Barbetti, direttore della Fondazione Guido d’Arezzo risponde con una lunga nota nella quale non nasconde il suo rammarico e definisce "ingenerosa" la reprimenda del patron di Arezzo Wave. 

Le date azzerate di Sud Wave sono quelle del 10 e dell'11 settembre previste in orario pomeridiano all'Anfiteatro, mentre resta in piedi quella organizzata in onore di Jovanotti insieme al Calcit per motivi organizzativi e di solidarietà.

Saltano due date di Sud Wave. Valenti furioso: "Impegni non rispettati"

Secondo Valenti ci sarebbero stati  "impegni non rispettati" da parte della Fondazione Guido Monaco. Ecco come risponde Barbetti.

Cosa prevede l'accordo

Mi rammarico sinceramente per l'incomprensione sorta con Mauro Valenti, patron della Fondazione Arezzo Wave Italia, circa gli impegni presi dalla Fondazione Guido d’Arezzo con gli organizzatori dei vari spettacoli che compongono il cartellone di “Anfiteatro sotto le stelle”, e per questo mi preme chiarire nella massima trasparenza, l'evoluzione di tutta la vicenda.

La Fondazione Guido d’Arezzo, organizzatrice della rassegna, ha proposto a tutti i soggetti interessati, tra cui i soci sostenitori della medesima Fondazione, di allestire un contenitore culturale all’interno del quale ognuno dei soggetti che potevano avere interesse, avrebbe potuto proporre un proprio spettacolo.

L’impianto gestionale del progetto prevede che tutte le autorizzazioni amministrative, le agibilità tecniche e gli accordi con la Direzione Regionale dei Musei, sotto cui ricade la tutela dell’area archeologica, fossero a carico della Fondazione, alla quale compete anche la fornitura del palco, delle sedie e di tutte le attrezzature e dei servizi inderogabili funzionali all’ottenimento della agibilità di pubblico spettacolo.

Compete al singolo soggetto proponente, il cachet degli artisti coinvolti e la implementazione delle attrezzature tecniche che ognuno vorrà rendere utili alle finalità dello spettacolo da realizzare anche sulla base del programma artistico di riferimento.

Sulla questione, siamo assolutamente certi di aver comunicato a tutti gli intervenuti in assemblea dei soci, gli argomenti sopra riportati. Ho detto in quella sede che si comprendevano, tra le altre, le dotazioni minime di audio e luci, intendendo per questo due casse da 700 kw, un impianto microfonico, un set base di regia, un piazzato bianco direzionato e le luci di emergenza.

La "reprimenda" di Valenti ritenuta ingenerosa 

Ritengo pertanto ingenerosa la reprimenda di Valenti: è evidente infatti che la eterogeneità stessa degli spettacoli proposti, che vanno dalla lirica alla musica pop, alla prosa e balletto, avrebbe reso impossibile provvedere alla implementazione di impianti i più disparati, a carico della Fondazione.

A conferma di questo, nessuno dei soggetti lì presenti ha formulato una richiesta analoga a quella di Mauro Valenti, segno evidente che il messaggio era arrivato nel modo giusto. Paco Mengozzi e Pupo, per fare due nomi, dopo aver fatto il sopralluogo ci hanno chiesto le caratteristiche tecniche del palco per poter dimensionare il proprio impianto audio e luci, ma nessuno ha preteso che lo istallassimo noi per loro conto.

L’8 luglio in conferenza stampa non ho fatto altro che ripetere quanto era stato già detto precedentemente in altre sedi. Voglio ricordare invece, che la Dott.ssa Gatto, direttrice del Museo Archeologico Gaio Cilnio Mecenate, in quella sede aveva annunciato che il percorso della convenzione da stipulare tra Fondazione Guido d’Arezzo e  Direzione Regionale Musei della Toscana era ancora in itinere e che nonostante tutti i loro possibili sforzi per sostenere il programma in proposta, potevano verificarsi esigenze di modifica in ordine agli orari, per la difficoltà di reperire personale del Ministero da impegnare nelle attività di presidio dell’area, attività, quest’ultima, di loro esclusiva competenza.

Proprio su quest’ultimo tema mi è stato proposto nella giornata di giovedi, 16 luglio  dalla ottoressa Gatto di annullare gli eventi del pomeriggio, perchè la loro struttura poteva garantire soltanto la presenza di un loro addetto e non di due come richiederebbe invece la presenza del pubblico quando vi sono spettacoli.

Abbiamo dovuto annullare tutti gli spettacoli di pomeriggio, inseriti inizialmente nel programma, tra cui: Arezzo Crowd Festival previsto in data 27 Agosto; Briciole di Fiabe previsto in data 28 agosto; Arezzo Sud Wave previsto nelle date del 10 e 11 Settembre.

Abbiamo avvertito tutti i partners coinvolti della necessità di rivedere gli orari di queste date e con Valenti l'ho fatto nella giornata di Sabato 18 luglio.

In quella sede non ho mai parlato di costi aggiuntivi che la Fondazione non poteva sostenere per il conto terzi imposto da Ministero. Ho detto che non mi veniva consentito dagli accordi che ci venivano proposti dalla Direzione Regionale dei Musei della Toscana.

Le associazioni Nata e Arezzo Crowd Festival hanno spostato gli eventi nella fascia serale, la Fondazione Arezzo Wave Italia, apprendo oggi, ha deciso di annullare due delle date fissate in programma.

La "trasparenza" e la mano tesa a Valenti

Un'ultima annotazione. La Fondazione Guido d’Arezzo è una Onlus e non può erogare contributi ai propri soci. Ci viene impedito per legge (D. Lgs 460/1997 – art10, comma6).

Non sono preconcettualmente avverso alle attività di Valenti, tutt’altro. Ne è la dimostrazione il concerto di Petra Magoni a San Domenico nella giornata del 19 giugno scorso dove vi è stata una coorganizzazione fra Fawi, Calcit Arezzo e Fondazione Guido Monaco.

Questo per dire che con le modalità formalmente rispondenti alle procedure che la Fondazione insieme al Comune di Arezzo sta mettendo in campo in modo trasparente per poter sostenere gli operatori culturali della città, sarà possibile considerare anche l’esigenza di Mauro Valenti.

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