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Mille studenti stranieri under 14, "molti alla IV Novembre e alla Vasari". Il modello Arezzo per l'integrazione: "No a scuole ghetto"

Dal caso della IV novembre e dalla sua esperienza di sostegno agli stranieri alla diffusione più equilibrata in tutto il territorio

 

Un convegno su scuola e integrazione e l'occasione per parlare di un "modello Arezzo" per affrontare un tema delicato, fondamentale per lo sviluppo coeso della comunità. Il tema è quello dell'integrazione vera dei bambini e dei ragazzi delle elementari e medie di Arezzo, nelle loro classi, nelle scuole e attraverso di loro il coinvolgimento delle famiglie di origine.

"Nella nostra città, da 100mila abitanti, il 12% circa della popolazione è di origine straniera, vorremmo dialogare con i cittadini, fare proposte e studiare modalità tecniche per dare una risposta a quello che può rappresentare un problema, lo squilibrio di presenze di alunni aretini e non che non favorisce l'integrazione" ha spiegato il dirigente scolastico Roberto Curtolo

Le azioni da mettere in campo?

Ancora non è tutto chiaro, si parla di formazione, di scambio di buone prassi. Le stesse che ha messo in campo la IV Novembre, dove nel corso degli anni si è strutturata una presenza forte di studenti stranieri sia residenti a Saione, ma anche di coloro che vengono da altre zone della città o da fuori comune. 

"Qui ci sono classi dove gli stranieri superano il 50% delle presenze e noi pensiamo che questo non serva a nessuno, ne ai 'vecchi' ne ai 'nuovi' cittadini, questa non è integrazione, anzi è disintegrazione. Qui probabilmente la concentrazione è dovuta al fatto che è stata presa come riferimento dalle famiglie originarie di altri paesi" ha commentato l'assessore Lucia Tanti.

"Forse si può spiegare anche con il fatto che la IV Novembre è una scuola di eccellenza per tutti, lo è sempre stata - ha spiegato Curtolo - e qui si sono sviluppate buone prassi di accoglienza, sostegno, integrazione tra coloro che la frequentano. Questa scuola potrà essere presa come modello per portare queste conoscenze nelle altre scuole.

"E' una questione politica che dobbiamo affrontare e dopo aver messo in campo ognuno le nostre azioni abbiamo deciso di condividerle e rafforzarle, consapevoli del fatto che potrebbe essere necessario prendere anche decisioni difficili" ha aggiunto l'assessore Tanti. Sarà deciso di bloccare il numero di studenti di origine straniera nelle classi? "Di certo non vogliamo, scuole o classi ghetto, ma costruire un percorso fatto di buone prassi, di formazione, di azioni con le associazioni che si occupano di integrazione, come la Fraternita dei Laici e Migrantes."

La fotografia

Nelle scuole aretine ci sono circa 1.000 studenti di origine straniera, considerando le elementari e le medie. Di questi 700 sono nati in Italia e 300 sono invece arrivati da altri Paesi. Il 50% di loro ha una buona conoscenza dell'italiano parlato, ma solo il 20% di quello scritto. Sono i dati che sono scaturiti da un questionario che è stato somministrato e che fotografa la realtà familiare e sociale degli studenti che hanno origine straniera fino a un'età di circa 14 anni. La questione principale da affrontare è quella della conoscenza della lingua, il primo fondamentale passo per facilitare il dialogo e la comprensione reciproca. Un altro fattore da considerare è che ci sono circa 30 bambini che si aggiungono in corso d'anno. La maggiore concentrazione si registra negli istituti comprensivi della IV Novembre e della Vasari.

Tra i bambini di origine straniera presenti, il numero più alto è quello che ha raggiunto i 13 anni di età, nato nel 2006, poi ci sono molti nella fascia dei 10 e degli 8 anni. La maggior parte risiede nel Comune di Arezzo, ma le sucole aretine sono frequentate anche da alunni che risiedono a Civitella e a Capolona. Provengono da paesi dell'Unione Europea come la Romania, ma anche dal Maghreb e dal Bangladesh.

Il convegno

L'incontro "scuola e integrazione, il modello Arezzo" si terrà venerdì 18 ottobre alle 16 nel palazzo di Fraternita in Piazza Grande.

"Sarà un'iniziativa che farà incontrare tutti gli attori che operano con i ragazzi di origine straniera a scuola - ha spiegato Curtolo - Per gli insegnanti degli istituti di istruzione primaria e secondaria di primo e secondo grado, sarà un importante appuntamento durante il quale la scuola racconterà il futuro della società, i dirigenti narreranno le loro esperienze. Per docenti e dirigenti sarà un momento di confronto e aggiornamento in relazione alla nuova struttura del sistema di istruzione per una diversa distribuzione degli stranieri nelle scuole."

Al termine dell'incontro sarà presentato il progetto amministrativo dell'ufficio scolastico provinciale che sarà pilota e sperimentale anche per altre realtà della Toscana.

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