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Giovedì, 13 Giugno 2024
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“La violenza sulle donne non è un problema delle donne”, lo striscione di Confcommercio

Marinoni: "Il fenomeno della violenza sulle donne, anche alla luce dei recenti fatti di cronaca, ha assunto il carattere di un’emergenza che oggi diventa prioritaria e che va gestita insieme"

"La violenza sulle donne non è un problema delle donne". Questo è il testo riportato in un lungo striscione con il quale la sede aretina di Confcommercio sostituisce il motto "Salute e lavoro possono convivere", nato in tempo di Covid ed esposto sulla facciata del “Palazzo d’oro” in via XXV Aprile.

"La salute sul lavoro resta una delle nostre priorità, ma il fenomeno della violenza sulle donne, anche alla luce dei recenti fatti di cronaca, ha assunto il carattere di un’emergenza che oggi diventa prioritaria e che va gestita insieme”, spiega il direttore di Confcommercio Toscana Franco Marinoni. "Istituzioni, politica, mondo economico e sociale, privati cittadini: tutti siamo chiamati, ciascuno nel proprio ruolo e nel proprio ambiente, a fare qualcosa per dire basta. E ci vuole prima di tutto un cambiamento culturale che va costruito giorno dopo giorno, per 365 giorni l’anno, anche quando si spengono i riflettori su tragedie come quella di Giulia e di tutte le altre donne che hanno perso la vita a causa di un uomo. Perché oltre alla violenza fisica, che arriva a togliere la vita, ci sono da combattere altri tipi di violenza - a partire da quella psicologica e quella economica - forse meno visibili, ma non meno gravi e invalidanti per l’universo femminile".

"Non ne facciamo una battagli dei sessi, tutt’altro, anche perché la violenza sulle donne nasce a volte da un atteggiamento culturale che le donne stesse si trovano, volenti o nolenti, a perpetuare in famiglia e sul lavoro - aggiunge la presidente interprovinciale di Terziario Donna Confcommercio Sonia Dalla Ragione– vogliamo però richiamare l’attenzione al fatto che non ci potrà essere vera democrazia fino a che le donne saranno svalutate, anche con comportamenti che paiono innocui come una battuta sessista o un commento inopportuno, più oneri e meno onori, un piccolo privilegio in meno rispetto ai colleghi maschi. E ci perderemo tutti qualcosa, anche a livello economico, perché continueremo a rinunciare alle migliori energie femminili. Le donne vogliono un posto paritario accanto all’uomo in tutte le decisioni che riguardano la società e la vita".

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