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Streetfood: i 15 anni dell’associazione. Massimiliano Ricciarini: "C’è ancora molto da fare, soprattutto sugli operatori"

Streetfood, selezione e consolidamento di date storiche del Tour. nuovi progetti oltre gli eventi. Arezzo, Novara, Belluno, Prato e tante altre città da anni ospitano gli eventi “con la tendina”

Era il 2004 quando il giornalista enogastronomo Massimiliano Ricciarini cominciava a studiare il fenomeno del cibo di strada in Italia e nel mondo. Quindici anni fa quindi, in tempi non sospetti.

Nel 2008 poi un gruppo di appassionati, cuochi, operatori, giornalisti, residenti e operanti in Puglia, Lazio, Marche, Toscana, Emilia e Piemonte, si è riunito a un tavolo per dare vita a una associazione, riconosciuta poi dallo Stato Italiano, che tutelasse e promuovesse il cibo di strada italiano, quello vero e della tradizione. Nasceva così, nelle campagne di Arezzo, in Toscana, l’Associazione Nazionale Streetfood che dopo undici anni con il marchio della “tendina” rappresenta una garanzia per la storia e la qualità dei cibi di strada.

"Ancora prima del 2008 era presto per parlare di cibo di strada e lo abbiamo fatto per primi - spiega il fondatore e presidente dell’associazione, Massimiliano Ricciarini – all’inizio con una ricerca di master per l’ateneo  senese sul turismo Enogastronomico nel 2004 attraverso la quale posi le basi di un progetto iniziando da una mappatura e un sito di informazione www.streetfood.it che oggi vanta la massima indicizzazione in rete e una pagina Facebook “streetfood Italia” che registra oltre 80mila contatti, poi creando un’associazione che partiva proprio dalle necessità degli operatori che questo mestiere lo facevano ancora prima delle mode di oggi con pochi soci, ma già con l’idea di rivoluzionare un settore della cucina fino ad allora tenuto in bassa considerazione, ma che rappresentava una delle culture più veraci della tradizione italiana".

Prova ne sia il fatto che città importanti abbiano riconfermato da anni gli Streetfood Village e 4Wheels come eventi di cartello: ad Arezzo si svolgerà la decima edizione a settembre, a Novara e Belluno da oltre cinque anni i banchi con la tendina sono i protagonisti di alcuni degli eventi più importanti e ormai anche l’Oltralpe ha scelto Streetfood per il cibo di strada.

“Non ci importa più tanto gongolare per il numero di eventi all’anno - conclude Ricciarini - ma scremiamo volentieri per abbiamo altri progetti in cantiere".

Il decalogo del cibo di strada e la prima certificazione italiana. Tra le attività dell’associazione all’inizio quella di dare un marchio a chi il cibo di strada lo faceva seguendo dei principi di salubrità e di rispetto della tradizione. Ecco allora la nascita del decalogo del buon artigiano del gusto, una sorta di disciplinare di professione che rilascia a chi lo segue un marchio, la tendina che contraddistingue qualità, serietà e salubrità del cibo. Il decalogo (vedi allegato) comprende punti salienti che devono essere rispettati dall’operatore di strada, a partire dalla tradizione, che deve essere rispettata insieme alla storia di un prodotto, poi dalla scelta di ingredienti tipici del territorio d’appartenenza preparati con attrezzi artigianali e originali. L’igiene naturalmente, oltre i limiti previsti dalla legge e naturalmente il rispetto e la promozione della propria storia d’origine.

I food truck. Dal 2016 l’associazione ha deciso di inserire nel proprio organico anche i cosiddetti food truck distinguendo anche questi con la “tendina” e sotto il marchio “4Wheels”. Si tratta di un modo di interpretare in chiave moderna il cibo di strada, pur non perdendone i valori essenziali che sono poi quelli raccolti dal decalogo del cibo di strada che l’associazione porta avanti e con il quale seleziona i propri partner.

Le principali attività dell’associazione. Streetfood nasce con l'intento di fare sistema con i territori italiani ed esteri coinvolgendo nei propri progetti tanto gli enti che le istituzioni e le associazioni che ne condividano la  "mission". In questi anni si è messa a disposizione per numerosi progetti di ricerca di tradizioni culturali enogastronomiche e artigianali italiane, ha contribuito a comunicare l'educazione alimentare attraverso seminari e iniziative riservate a grandi e piccoli. Il  marchio Streetfood®  rappresenta oggi un distintivo di qualità e genuinità sempre più riconoscibile e riconosciuto. Come detto è stato sviluppato anche il concetto di guida turistica enogastronomica. L’artigianato - Oltre a promuovere Cibi e Cucine di Strada L’Associazione non può dimenticare i “ferri del mestiere”, ovvero quegli utensili, testi in ferro o argilla o refrattari, fornelli e quant’altro che da sempre hanno dato forma e senso alla cultura e tradizione dello “Streetfood”.

Il tour del 2019. Dopo le oltre 30 tappe dello scorso anno, anche il 2019 si presenta con un ricco programma di eventi in giro per tutta l’Italia e non solo, visto che ancora una volta le attività dell’associazione prevedono tappe all’estero. In particolare fanno eco la 10ª edizione del primo grande evento di riferimento nella storia dello Street Food in Italia, ovvero lo Streetfood Village Arezzo 13-14-15 settembre al Parco il Prato di Arezzo. Ma come sempre il tour inizierà da Novara in concomitanza con evento DEGUSTO NOVARA in  collaborazione con Confcommercio Alto Piemonte e Ascom Novara 29-30-31 marzo tornando nella location storica, in piazza Puccini in pieno centro storico (7ª edizione). Poi la 4ª edizione di Streetfood 4Wheels Arezzo 5-6-7 aprile al Parco Pertini (zona Giotto) dove Street Food mette le ruote e chiamando a se i migliori Truck italiani. In via di definizione le tappe d’Oltralpe in Costa Azzurra già iniziate lo scorso anno e ancora in aumento con sostegno e patrocinio del Consolato italiano a Nizza e Ambasciata italiana a Montecarlo, i vari comuni della Costa Azzurra in collaborazione con importanti istituzioni.

Il tour e attività collaterali possono essere seguiti tramite pagina Facebook “Streetfood Italia” che conta oggi oltre 80mila click e l’omonima pagina Instagram.

Gli ineguagliabili numeri di Streetfood. Oggi, dopo undici anni di attività, l’Associazione può vantare numeri importanti per il settore. A partire dagli eventi che negli anni hanno toccato oltre 120 città italiane, portando in degustazione centinaia di cibi di strada italiani e non solo, raggiungendo, si stimano, circa 6,5 milioni di appassionati negli oltre 430 eventi messi in piedi. A questi eventi vanno aggiunti, oltre alla somministrazione di cibi “certificati”, anche attività culturali collaterali, come le visite guidate ai centri storici delle città che hanno ospitato i cosiddetti “Streetfood Village”, ma anche convegni, seminari e master di approfondimento. Oltre a questo sono decine le tesi di laurea alla quali l’associazione ha contribuito, centinaia i professionisti aiutati a entrare in questo settore partendo da zero.

In allegato il “decalogo” degli Artigiani del Gusto

Cibo di Strada, 08 marzo 2019 C.s. 01

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