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La campagna "Oro alla Patria" e la storia delle fedi di ferro dell'Unoaerre in cambio

Le lavorazioni della storica azienda aretina divennero celebri negli anni Trenta. Ma non per l'oro

Non tutti sanno che uno dei primi grandi successi nazionali di Unoarre, fondata nel 1926, non fu per un gioiello in oro, ma grazie ad uno in ferro. Erano gli anni Trenta e le fedi in ferro e platinite dell'azienda orafa di Arezzo fecero conoscere agli italiani la peculiarità della fusione unica, che permetteva di realizzare un anello senza saldature. Ma perché non era in oro?

L'antefatto: la Guerra in Etiopia

Nel 1935 Belpaese si trovava sotto il regime fascista. Il 3 ottobre il Regno d'Italia attaccò e invase l'Etiopia. La Società delle Nazioni, ovvero l'organismo dell'epoca che può essere considerato il progenitore delle attuali Nazioni Unite, condannò l'attacco e decise di adottare sanzioni contro il Paese invasore. Il 3 novembre le sanzioni furono deliberate ed entrarono in vigore il 18 dello stesso mese: esattamente 83 anni fa.

Le sanzioni e la reazione italiana

In cosa consistevano le sanzioni? Erano simili a quelle internazionali moderne. Gli Stati membri della Sociatà non potevano importare prodotti italiani, né esportare in Italia materiali utili per uso bellico. Le misure si rivelarono deboli, tuttavia furono un'ottima arma in mano alla propaganda interna. Fecero infatti esplodere il risentimento degli italiani contro la Società delle Nazioni e iniziò la raccolta dei metalli utili alla causa bellica.

Oro alla Patria

Cominciò così la campagna "Oro alla Patria". Un mese dopo l'annuncio delle sanzioni, il 18 dicembre, fu addirittura proclamata la "Giornata della fede": ci fu una grande mobilitazione, per donare le fedi di nozze e sostenere così i costi della guerra. La prima a consegnare il proprio anello di matrimonio fu la regina Elena. Poi Rachele Mussolini. Le donazioni si svolsero in varie città d'Italia. A Roma furono raccolti 250mila anelli, a Milano 180mila. L'iniziativa portò al regime fascista 37 tonnellate d'oro e 115 d'argento.

Le fedi in ferro

Tutti coloro che donarono la propria fede in oro ne ricevettero in cambio una in ferro. Incisa, c'era la dicitura: ORO ALLA PATRIA - 18 NOV.XIV. E fu proprio la Gori&Zucchi, la Unoaerre, tra i principali fornitori delle fedi in ferro e platinite che venivano date alle coppie italiane in cambio di quelle in oro. Quegli anelli erano senza saldature. Ognuno nasceva da un’unica fusione, senza impurità. Alcuni esemplari di questi anelli sono conservati all'interno del museo della Unoaerre di Arezzo (foto), nello stabilimento di San Zeno.

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