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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
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Stati generali dell'istruzione, la presidente Chiassai: "Necessarie strutture moderne e sicure al passo con i tempi"

L'intervento di Ceccarelli, consigliere regionale e capogruppo Pd: "Garantire presidi scolastici nelle aree periferiche"

Questa mattina la presidente della Provincia di Arezzo Silvia Chiassai Martini è intervenuta al convegno degli Stati Generali dell’istruzione che si è svolto presso il salone d’onore della Prefettura alla presenza del ministro della pubblica istruzione Patrizio Bianchi.

La presidente sarà impegnata anche come rappresentante nazionale dell’Upi, nella cabina di regia sempre alla presenza del ministro, che partirà mercoledì proprio sui fondi PNRR legati all'edilizia scolastica.

“L’incontro di questa mattina è stato un momento importante per fare il punto sulla situazione e una riflessione strategica ed approfondita sulla scuola. Sin dal mio insediamento come presidente della Provincia ho avuto subito chiaro che erano necessari interventi forti per riqualificare e dare dignità agli studenti garantendo strutture moderne e sicure al passo con i tempi. Ho ereditato una situazione incancrenita, una carenza cronica di spazi, che è diventata non più rimandabile anche per la pandemia.

Per questo non possiamo permetterci di perdere il treno delle risorse messe a disposizione del PNRR, che ad oggi ammontano ad oltre 3,4 miliardi. Una cifra importante espressamente destinata alla messa in sicurezza e modernizzazione delle oltre 7.100 scuole secondarie superiori presenti in tutto il territorio italiano, e l’incontro di stamani con il ministro Bianchi va in questa prospettiva, in vista della prima riunione di mercoledì 3 novembre, che mi vede nella cabina di regia proprio con il ministro per il piano Rigenerazione scuola, dove si prevedono 800 milioni di euro per la costruzione di nuove scuole ecologiche, digitali e innovative.

La digitalizzazione è un'altra grossa scommessa, abbiamo affrontato una situazione nuova emergenziale dell’era Covid, una nuova dimensione didattica come la dad, che dobbiamo prendere come occasione per il grande salto che stiamo facendo nel segno dell'attività smart che ha visto impegnate tutte le famiglie. C’è ancora tanto da lavorare, sicuramente c'è un divario digitale da colmare tra le famiglie che stanno in centro ed in periferia, tra chi sta in campagna o nei piccoli paesi. In una congiuntura economica così fragile, siamo tutti sottoposti a questa grande transizione economica in veste digitale, la scuola deve avere un ruolo rinnovato di protagonismo.

E’ giunto il momento che il mondo della scuola sappia essere più aderente ai fabbisogni socio economici della nostra società; per orientare i ragazzi anche verso questa nuova frontiera dell'ITS, che sarà la risposta concreta al fabbisogno delle aziende, le principali protagoniste della ripresa economica. Tanti sono ancora i nodi essenziali da sciogliere, ma le Province saranno in prima fila ed io farò la mia parte.

Dobbiamo stare al passo con i tempi ed il nostro sistema economico ha bisogno di grandi competenze che si formano sempre di più e la scuola deve dare risposte e far di tutto per ridurre l'abbandono scolastico; formiamo i ragazzi a scuola per assicurargli un futuro professionale occupazionale di ottimo livello all'altezza di un grande paese come l'Italia".

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il consigliere regionale e capogruppo Pd Vincenzo Ceccarelli ha consegnato al ministro la mozione approvata dal Consiglio regionale della Toscana di cui è primo firmatario.

"Garantire i presidi scolastici nelle aree più periferiche con la revisione della normativa per la definizione dei plessi scolastici e delle classi. E’ una priorità che riguarda sia i territori montani e rurali che le periferie e le frazioni delle città. La scuola ha ovviamente un primario valore educativo ma ha anche una funzione di collante delle comunità.

E’ un luogo di socialità, un punto di riferimento per le famiglie, un servizio essenziale alla crescita dei nostri ragazzi. Già da diversi anni è in atto un drastico calo delle nascite che interessa tutto il nostro paese e che nelle aree periferiche è ancora più marcato a causa di un fenomeno di abbandono del territorio che riguarda soprattutto i giovani. La bassa natalità, in un circolo vizioso, rischia di indebolire ulteriormente la presenza dei presidi scolastici per mancanza di bambini ma non si può contrastare l’abbandono dei territori periferici indebolendo un servizio essenziale come quello scolastico.

Per questo è necessario cambiare le regole che sovraintendono alla formazione delle classi e degli istituti scolastici consentendo una più ampia facoltà di deroga che oggi riguarda le aree montane e che invece dovrà comprendere tutte le aree rurali, interne o semi-montane interessate da evidenti fenomeni di calo demografico».

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