Martedì, 18 Maggio 2021
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"Spostamenti da un comando provinciale all'altro, che rischio per le sedi dei vigili del fuoco di Arezzo e Pistoia"

"Si moltiplica in modo esponenziale il rischio di contagio, per non dover ricorrere allo straordinario", l'appello della Fns-Cisl Toscana a tutti i prefetti, per chiedere rispetto e tutele sanitarie per i vigili del fuoco

Lettera della Fns-Cisl Toscana a tutti i prefetti, per chiedere rispetto e tutele sanitarie per i vigili del fuoco. "Per ridurre al minimo le occasioni di contagio nell'anno trascorso, di fronte a necessità straordinarie (emergenze, interventi in corso, personale in quarantena), si sono rimodulati orari e turni (con prolungamenti dei turni, straordinari, etc.) in ogni singola sede, piuttosto che decretare spostamenti di personale da una sede all'altra. Oggi invece in alcuni comandi provinciali (segnatamente proprio quelli in zona rossa, come Arezzo e Pistoia) si preferisce invece spostare da una sede all'altra il personale, moltiplicando in modo esponenziale il rischio di contagio, per non dover ricorrere allo straordinario", spiega una nota. "Dopo aver provato in ogni modo lecito a sollevare la questione con i comandi provinciali dei Vigili del Fuoco, la Fns (organizzazione maggioritaria nel corpo dei Vigili del fuoco) ha deciso di rivolgersi con questa lettera direttamente ai prefetti".

La lettera ai prefetti

Pregiatissimi Prefetti,

è ben noto a tutti Voi che in questo periodo di pandemia e di rischio per il  contagio e diffusione del Covid 19 si ricorre frequentemente, in molte attività lavorative, allo smart working.

Non sfugge a nessuno di Voi che questo non avviene per il personale operativo dei Vigili del Fuoco, che  soprattutto in questo periodo  mostra prova di professionalità, competenza e spirito di abnegazione, garantendo la propria presenza in tutte le sedi di servizio, non facendo mai mancare la pronta garanzia di assicurare i servizi di soccorso e la vicinanza ai cittadini,  a chiunque abbia necessità di qualsiasi genere.

Si è tentato in tutti modi di preservare la tutela della salute dei nostri colleghi e delle loro famiglie, provando quanto più possibile a non movimentare personale appartenente a sedi di servizio differenti, riorganizzando turnazioni che facessero evitare anche il pendolarismo quotidiano. Nonostante tutto se in qualche sede non si riusciva a garantire i numeri minimi di presenza per gestire le attività di  soccorso, si provvedeva con norme previste utilizzando lo strumento del “richiamo in servizio di personale in straordinario”.

Fino ad un certo punto questo è stato il modo di operare anche nella nostra regione, una modalità condivisa dalla scrivente organizzazione sindacale (la più rappresentativa nei Vigili del Fuoco)  e che ha consentito di limitare i rischi di contagio.

Oggi invece – nonostante  l’aumento della diffusione del virus e  l’incremento dell’indice RT - che ha determinato zone rosse anche in Toscana, questo modello operativo viene accantonato.

Zone rosse come Arezzo e Pistoia sono Comandi nei quali si continua con ostinazione a disporre sostituzioni di personale tra sedi diverse. E questo nonostante che tale problematica si sia paventata ai Comandanti provinciali dei VF e al Direttore regionale dei Vigili del Fuoco della Toscana, tramite i nostri Coordinamenti provinciali la Segreteria regionale della FNS CISL.

Ad oggi nelle provincie di Arezzo e Pistoia i nostri colleghi e le loro famiglie sono costretti a subire rischi maggiori, sia di contrarre il virus che di essere loro stessi vettori dello stesso, un rischio assolutamente evitabile usando un minimo di buon senso.

La questione delle risorse economiche, necessarie per garantire i richiami del personale in straordinario, è del tutto inesistente dal punto di vista sostanziale. Immaginate soltanto cosa potrebbe accadere nel caso in cui – per effetto delle continue sostituzioni di personale tra sedi diverse - un intero distaccamento veda contagiarsi tutti i colleghi addetti  e si debba chiudere temporaneamente lo stesso. Quale sarebbe il costo, anche sociale, in termini di soccorso per gli abitanti di quel territorio ?  Quanto costerebbe intervenire in queste zone con squadre operative  di altre competenze territoriali, arrivando con tempi necessariamente più lunghi?

Ci rivolgiamo a Voi in quanto tutte le altre richieste - a nostro avviso di grande responsabilità- sono rimaste inevase e confidiamo in un Vostro celere intervento per non dover rincorrere situazioni emergenziali assolutamente evitabili.

Cordiali saluti

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