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Sciopero in corso all'Unico, la Rsu: "L'assessore Magi e il sindaco Ghinelli ne sono responsabili". Rigettata la proposta Carlettini

La domanda è una sola: Perché ci si è barricati sulla quantità, peraltro compensata integralmente dalle maggiori risposte possibili nei pomeriggi, senza badare alla qualità del lavoro svolto per i cittadini di Arezzo?

Possibili disagi oggi allo Sportello Unico di Arezzo che è sostanzialmente chiuso per tutte le sei ore di turno a causa di uno sciopero indetto dalla rsu del Comune e da tutte le sigle sindacali.  Sarà comunque garantita, nella fascia oraria 10:00 - 12:00, l'erogazione dei servizi pubblici essenziali come la registrazione delle nascite e le denunce di morte.

Lo scontro con l'amministrazione a questo punto sembra insanabilie, soprattutto dopo che l'ultima proposta arrivata direttamente dai banchi dei consiglieri comunali che appoggiano la maggioranza non è stata presa in considerazione. 

La responsabilità dei disagi ai cittadini, secondo i sindacati è dell'assessore Magi e del sindaco Ghinelli che hanno manifestato intransigenza rispetto ad una rimodulazione dell'organizzazione del personale, dei giorni e degli orari di apertura.

E nel giorno dello sciopero hanno diramato un'altra dura nota:

Non sappiamo se è la prima volta al Comune di Arezzo, ma sappiamo con certezza che lo sciopero dei lavoratori dello Sportello Unico di oggi lunedì 10 dicembre sta privando i cittadini di Arezzo del luogo in cui quotidianamente ricevono risposte precise e spesso risolutive ai più vari problemi della vita quotidiana (residenza, nascita, morte, permessi per la circolazione, sostegno al reddito, problemi di ogni natura e genere).

Tutto ciò è stato, di fatto, voluto dall'assessora al personale Barbara Magi con il supporto decisivo dello stesso sindaco Alessandro Ghinelli, in netto contrasto con la loro stessa maggioranza consiliare, che mercoledì aveva avanzato una proposta di buon senso che le organizzazioni sindacali avevano giudicato essere una buona base per un accordo complessivo.

Ma cosa è accaduto? La nota ripercorre in sostanza anche il passaggio in commissione:

La presidente della commissione Giovanna Carlettini il giorno successivo non ha potuto che registrare l'indisponibilità a prendere in considerazione la proposta, che sostanzialmente cercava di riequilibrare le presenze del personale (notoriamente insufficiente) tra il sabato mattina e i martedì e giovedì pomeriggio, migliorando la capacità di risposta e garantendo comunque l'attuale capacità di accoglienza del sabato mattina (circa 90 contro i circa 100 attuali).

Una caparbietà incomprensibile a tutti, perfino agli stessi consiglieri di maggioranza che, pur presenti con un numero preponderante (5 contro 2), hanno permesso l'approvazione della proposta (votata dalla presidente e dai consiglieri di minoranza) astenendosi per una forma di rispetto per il “loro” sindaco.

I lavoratori di fronte a questo atteggiamento di chiusura dovevano scegliere tra: da una parte la coerenza e la dignità, dall’altra la retribuzione che avrebbero perso non presentandosi al lavoro. Ebbene hanno scelto la prima opzione con una profonda amarezza per un comportamento ingiustificato da parte dell’Amministrazione.

Cosa propongono i rappresentanti sindacali dei lavoratori dello sportello unico?

Le organizzazioni sindacali (RSU, CGIL, CISL, UIL, CSA, DICCAP) continuano a ritenere che sia necessario spostare un po' di forza lavoro verso i martedì e i giovedì pomeriggio, giorni in cui gli uffici di back-office, che stanno dietro agli addetti allo sportello, sono aperti e disponibili per dare una risposta risolutiva e completa ai cittadini, cosa che non può avvenire il sabato, quando tutti gli uffici di riferimento nelle varie materie sono chiusi.

Le stesse organizzazioni sindacali ritengono inoltre che anche le altre istanze dei lavoratori meritino risposte immediate e positive: una presenza costante di servizi di sicurezza in locali sempre molto affollati, l'impegno a tenere conto anche per il 2019 del lavoro svolto allo Sportello Unico in sede di definizione del salario accessorio così come avvenuto nel 2018 per esclusivo merito della RSU e delle Organizzazioni sindacali, l'assunzione del personale necessario nel corso del 2019 anche oltre quanto l'Amministrazione si è già impegnata a fare (6 le carenze, 4 le assunzioni, il tutto senza conoscere gli effetti della riforma pensionistica in arrivo), e soprattutto impegno a formare i nuovi arrivati per non distogliere troppi lavoratori nel lavoro di inserimento che pur sarà necessario.

Tutte questioni che si potevano facilmente risolvere. Non si è voluto farlo.

La domanda è una sola: Perché ci si è barricati sulla quantità, peraltro compensata integralmente dalle maggiori risposte possibili nei pomeriggi, senza badare alla qualità del lavoro svolto per i cittadini di Arezzo?

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