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Soprintendenze: Mibact pronto ad aumentarle. Chiassai: "Arezzo deve tornare sede autonoma"

Di fatto, proprio in queste ultime giornate, il ministero dei beni culturali ha presentato la riforma "targata" Bonisoli.

La necessità di riportare la Soprintendenza ad Arezzo è uno degli impegni che, da tempo, si sono presi in molti.
Il sindaco Alessandro Ghinelli, in prima persona, non ha mai fatto mistero di aver più e più volte sollecitato il ministro pentastellato Alberto Bonisoli durante sia le visite in città che gli incontri a Roma.
Poi c'è il mondo sindacale. Prima tra tutti la Cisl che, anche recentemente, ha preso posizione rispetto alla necessità di riportare in città l'ente.
E poi il supporto è arrivato anche dalla presidente della Provincia Silvia Chiassai Martini che ha fatto sua la battaglia sostenendo a gran voce la necessità di una sede autonoma e territoriale anche per l'Aretino.

Gli architetti: "Arezzo deve riavere una sua Soprintendenza"

Un coro unanime che adesso continua a ribadire l'augurio sostenendo con favore la riforma attualmente in studio al Mibac. 

“Nella proposta di riforma attualmente allo studio presso il Mibac - sottolinea la presidente Silvia Chiassai Martini - ho appreso con piacere che il Ministro ha dimostrato un’apertura per aumentare il numero delle Soprintendenze.  La passata  riorganizzazione che ha accorpato la Soprintendenza della Provincia di Arezzo a quella di Siena e Grosseto, ha creato  difficoltà logistiche e lavorative, non potendo  garantire l’adeguata tutela al ricco  patrimonio artistico presente nei territori, vista  l’estensione dell'ambito di riferimento. E’ necessario riportare ad Arezzo la sede della Soprintendenza in modo autonomo,  come presidio,  controllo, riferimento costante per la tutela e la valorizzazione dell’intera provincia. Dalle dichiarazioni del Ministro, è in corso una valutazione sul ruolo delle Soprintendenze, con un’attenta  ricognizione di  sedi e funzioni. Sono in stretto contatto con il Ministero,  dove mi sono più volte recata  personalmente per  trovare soluzioni alle varie problematiche del territorio che necessitano da tempo di  essere risolte, a testimonianza del bisogno costante dell’interfaccia con una Soprintendenza in loco.  Mi auguro che la nuova proposta di riforma in atto, porti ad una riorganizzazione intesa come  valorizzazione del  patrimonio in  stretta connessione con il sistema del territorio".

Di fatto, proprio in queste ultime giornate, il ministero dei beni culturali ha presentato la riforma "targata" Bonisoli.
Tra le linee guida principali c'è l'aumento delle Soprintendenze, il potenziamento del ruolo del segretariato generale e quello della direzione archeologia, Belle arti e Paesaggio, il mantenimento dei musei autonomi e la nascita di 11 reti museali interregionali con un riequilibrio delle risorse dei poli museali. Ridotti numericamente e accorpati i segretariati regionali. Spazio inoltre nell’organico del ministero a informatici e amministrativi. In arrivo infine una struttura dirigenziale per digitalizzazione e innovazione.

Il dettaglio della riforma

Le principali aree di intervento riguardano il rafforzamento del ruolo del segretariato generale, la razionalizzazione e l’efficientamento delle strutture di primo riporto al segretariato generale, introduzione di una struttura dirigenziale per la digitalizzazione e l’innovazione, istituzione di un’unità per l’anticorruzione e la trasparenza, rafforzamento della direzione archeologia, Belle arti e paesaggio, aumento del benessere organizzativo, riduzione del ricorso all’interim per le posizioni dirigenziali non generali, miglioramento di processi e strumenti per la gestione degli appalti, sponsorizzazioni, concessioni e partenariati pubblico-privati. 

Il Segretariato Generale sarà potenziato con nuovi servizi e unità aumentando il ruolo di autorità di vertice cui è rimesso il coordinamento di tutti i livelli dirigenziali generali del ministero. Ipotizzata una nuova configurazione che prevede un nucleo ispettivo, un nucleo anticorruzione e trasparenza e 5 servizi di livello dirigenziale non generale. Prevista un’unità per la programmazione, l’innovazione e la digitalizzazione dei processi e un’unità per la sicurezza del patrimonio culturale e la gestione delle emergenze.

Si ipotizza la creazione di 7/8 Segretariati interregionali senza compiti di tutela ma amministrativi, organizzativi e ispettivi. I nuovi segretariati non ricadranno più sotto la Direzione Bilancio, ma direttamente sotto la responsabilità del Segretario generale. 

Nella proposta di riorganizzazione del Mibac, la Direzione Archeologia, Belle arti e Paesaggio sarà rafforzata sia a livello centrale sia territoriale. A livello centrale si prevede l’istituzione di una struttura focalizzata sulla corretta applicazione del dettato giuridico-normativo e delle procedure amministrative, nonché il potenziamento della struttura dedicata all’autorizzazione dell’esportazione delle opere. Prevista anche la valorizzazione delle professionalità tecniche interne.

Restano le Soprintendenze uniche sul territorio per assicurare un sistema caratterizzato da un approccio integrato ai temi della tutela e della valorizzazione che ponga al centro il cittadino. Saranno rafforzati i responsabili delle aree tematiche. Cresceranno di numero per offrire una maggiore vicinanza dell’amministrazione alle esigenze locali.

Nella riorganizzazione viene ipotizzata anche l’istituzione di una nuova direzione generale specializzata nelle diverse fattispecie in cui si articola la contrattualistica pubblica nell’ambito dei beni culturali. A questa nuova Dg sarà affidata la gestione diretta di tutte le gare dell’amministrazione centrale per lavori, servizi e forniture. Prevista la gestione diretta, per gli appalti di lavori, delle gare strategiche per il sistema nazionale dei beni culturali. Gestione diretta anche per la gare di maggiore rilevanza che riguardano i servizi aggiuntivi per il sistema museale nazionale. Supporto alle stazioni appaltanti periferiche per tutte le altre gare di lavori e concessioni di servizi aggiuntivi anche riguardo alla fase di dell’esecuzione del rapporto negoziale. Supporto agli istituti periferici per accordi di valorizzazione, concessione di beni, sponsorizzazioni e forme di mecenatismo.

Inalterato l’assetto dei musei autonomi e della direzione generale musei. Rimodulati i Poli museali con riequilibrio delle risorse a favore dei siti meno conosciuti. I parchi e le aree archeologiche dei Poli saranno attribuite alle Soprintendenze. Nascono poi 11 Reti museali, ipotizzate su scala interregionale, concepite come punto di snodo per l’effettiva costituzione e funzionamento del sistema museale nazionale coordinato dalla Dg Musei. Il direttore di rete museale territoriale non potrà contestualmente assumere la funzione di direzione di Musei ad autonomia speciale di livello dirigenziale non generale. Le biblioteche interne ai musei saranno scorporate e collocate sotto la Direzione Biblioteche e Istituti cutlurali del Ministero. 

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