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Lunedì, 24 Giugno 2024
Attualità Saione / Via Fabio Filzi

Sopralluogo Asl in via Filzi dopo l'esposto dei cittadini

I funzionari hanno verificato lo stato dei luoghi e scritto al Comune perché il privato intervenga

I residenti esasperati nei giorni scorsi avevano scritto un esposto al Comune di Arezzo e all'Asl per la situazione in continuo peggioramento del cantiere abbandonato di Via Filzi, dove doveva sorgere la caserma della polizia municipale e dove invece il leasing in costruendo si è gravemente inceppato provocando il fermo dei lavori da lunghi mesi e l'ammaloramento della struttura che stava subendo una profonda trasformazione.

Alcuni giorni fa, proprio in conseguenza della segnalazione, con tanto di fotografie, da parte dei cittadini, i tecnici Asl del servizio Igiene Pubblica sono intervenuti. Si è trattato di un sopralluogo per prendere visione diretta dello stato dei luoghi. In particolare l'esposto dei cittadini poneva attenzione sulle fondamenta della nuova costruzione che si trova tra via Filzi e la scuola media IV Novembre. Qui i lavori lasciati incustoditi e non portati avanti hanno creato delle vasche piene di acqua dove prolificano larve e insetti e con la calda stagione questa condizione potrà solo che peggiorare.

Il sopralluogo dell'Asl si è svolto il 27 marzo scorso e di conseguenza l'azienda sanitaria ha scritto al Comune di Arezzo proponendo il ripristino dei luoghi. In sostanza il sindaco dovrà firmare un'ordinanza con la quale il soggetto titolare dovrà provvedere a ristabilire i requisiti igienico sanitari e di decoro dell'area.

Di questo tipo di azione si era parlato anche in consiglio comunale quando dai banchi dell'opposizione si erano tenute delle interrogazioni rivolte al sindaco stesso e all'assessore alle opere strategiche Marco Sacchetti. L'ordinanza richiesta anche dall'opposizione era stata a suo tempo messa in stand by perché con la proprietà privata dell'area c'era una interlocuzione per trovare una soluzione che doveva essere quella del subentro di una nuova azienda costruttrice, che potesse subentrare nel contratto e terminare i lavori. 

Era il 24 gennaio scorso quando Sacchetti in consiglio comunale spiegò: "Per vicissitudini varie siamo giunti alcuni mesi fa alla risoluzione del contratto di esecuzione per inadempienza contrattuale del soggetto costruttore. Questo non comporta gioco forza la risoluzione del contratto di concessione che è ancora in vita. Abbiamo un contratto con Iccrea dal quale abbiamo ricevuto assicurazioni che si sarebbe adoperato per trovare un nuovo esecutore. Entro i primi giorni di febbraio, attendiamo una risposta da parte del potenziale nuovo esecutore che subentrerebbe a quello che è stato allontanato. Da qui valgono le parole del sindaco con la speranza che i lavori possano riprendere e concludersi in un orizzonte temporale previsto per i lavori da concludere. Se questa condizione non si verificasse, se Iccrea non trovasse un nuovo esecutore la situazione si complicherebbe, perché l'immobile è di proprietà della banca e allora l'unica cosa che si potrebbe fare sarebbe un'ordinanza del sindaco perché venga ripristinata una condizione di sicurezza. Alla banca resterebbe il possesso dell'immobile che ha una destinazione d'uso chiara - ha infine aggiunto Sacchetti - noi non siamo disponibili a varianti urbanistiche e nessuno finora l'ha chiesto e allora rimarrebbe un relitto della città."

Adesso siamo in pieno aprile, il cantiere è fermo e ulteriori notizie non sono arrivate. Resterà un relitto in città?

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