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"Sono qui e sono omosessuale", il grido dei 10mila del Toscana Pride. Il video racconto della marcia

Dal balcone che affaccia su piazza Sant'Agostino ha salutato la folla accorsa fin lì soltanto per ammirare la sua bellezza. Ha sorriso. Con la mano distratta si è tolta da viso una ciocca di capelli. Ed ha di nuovo salutato la folla. Miss Trans...

Dal balcone che affaccia su piazza Sant'Agostino ha salutato la folla accorsa fin lì soltanto per ammirare la sua bellezza. Ha sorriso. Con la mano distratta si è tolta da viso una ciocca di capelli. Ed ha di nuovo salutato la folla. Miss Trans 2016. E' lei la regina che ha incantato il Toscana Pride.

Per la prima volta ad Arezzo, la carovana arcobaleno è arrivata carica di una gioia incontenibile. Di una voglia matta di far sentire la propria voce ed urlare a tutti: "Sono qui e sono omosessuale". Dalla Fortezza in diecimila hanno marciato lungo Corso Italia per poi invadere via Roma, Guido Monaco e finire in piazza Sant'Agostino. Una marea di persone. Omo, bi, trans, eterosessuali e famiglie (arcobaleno e non). Ognuno ha scelto di indossare per un giorno i colori dell'arcobaleno e mettersi in marcia per un mondo diverso dove non c'è bisogno di alcuna manifestazione per reclamare i propri diritti civili. Nel corteo anche i gonfaloni di Regione Toscana e di diversi comuni, tra gli altri, di Sesto Fiorentino, Calenzano e Campi Bisanzio. Tra le storie emerse durante la manifestazione, curiose quella di Luciano, 14 ore di viaggio da Bari e tre treni cambiati per non mancare il Toscana Pride Una giornata intensa, unica ma ordinaria nel suo svolgimento. Già perché i tanto temuti eccessi, comportamenti disinibiti e accessori al limite della decenza non sono stati avvistati. Gente comune. Uomini, donne, bambini. Giovani e meno giovani. Bianchi, neri, gialli. Aretini e non.

Una moltitudine in festa.

Il nostro video racconto.

Secondo quanto riporta l'Ansa, "Il servizio d'ordine è stato imponente, ma tutto si è svolto nella più assoluta regolarità. Tra i temi contenuti nel documento politico presentato in piazza, parità dei diritti, legittimazione dei legami affettivi e genitoriali e laicità delle istituzioni. Temi che, anche dopo l'approvazione della legge sulle unioni civili, si legge nel documento, necessitano di ulteriori rivendicazioni. Le istanze del Pride toscano infine si inseriscono nella cornice più ampie delle politiche di welfare e del lavoro con un'attenzione particolare alle politiche di diversity management e alla formazione specifica del personale sanitario, sindacale, educativo".
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