"Pochi agenti penitenziari: a rischio la sicurezza al San Benedetto". L'allarme della Cisl

Appello alle autorità locali e regionali per la grave carenza di organico alla casa circondariale San Benedetto di Arezzo

Personale di sorveglianza è sempre più esiguo rispetto alle reali esigenze: è questa la situazione della polizia penitenziaria presso il carcere aretino. A denuncuarla a vari livelli e da tempo, è stata la Cisl ma che non ha trovato al momento nessun accoglimento e questo fa presagire un futuro incerto che potrebbe portare addirittura alla chiusura.

“Questa grave carenza di personale, dicono i rappresentanti sindacali Cisl Fns, è iniziata circa 4 anni, a seguito di pensionamenti, distacchi e trasferimenti fuori sede ai quali si aggiungono i casi di fuori servizio da anni per gravi motivi di salute. E, nonostante questa continua emorragia, il turnover continua ad essere bloccato. Inevitabilmente la situazione costringe il poco personale in servizio a svolgere turni in deroga al contratto e questo ‘è l’aspetto meno grave’ perché, ciò che preoccupa, è che gli agenti sono costretti a prestare servizio sotto la soglia minima di sicurezza concordata tra le rappresentanze del personale e l’Amministrazione".

Cisl ricorda di aver segnalato la situazione per tempo all’ufficio distrettuale di Firenze che, pur avendo riconosciuto la carenza di personale, "ha ritenuto di procedere a nessuna integrazione a favore del San Benedetto perché in linea con le carenze dell’intera Regione. Anzi, lo stesso Ufficio, poco prima del lockdown, con ordine formale ha imposto che il personale di Arezzo fosse trasferito per rinforzi al reparto di Polizia penitenziaria di Siena. Trattamento questo iniquo e al quanto inadeguato come posizione super partes da parte di un’Amministrazione dello Stato".

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Sta di fatto, proseguono i rappresentanti sindacali, che queste disposizioni stanno facendo morire un reparto che negli anni ha sempre dimostrato di avere la dovuta professionalità. Questo silenzio ci lascia intendere che la volontà è proprio quella di rendere il reparto del tutto inefficiente e pertanto poco importante per continuare a tenerlo aperto fino a che termineranno del tutto i lavori di adeguamento previsti entro il 2021. 
La Toscana, con 19 istituti di pena ha una carenza di circa 700 agenti, a quando, è lecito chiedersi, vorranno fare un piano di assunzioni considerevole e assegnare il personale nei reparti per la sicurezza dell’Intera Regione che ad oggi risulta essere quella con maggiori Istituti nell’Intera Repubblica? E’ evidente che non si può continuare ad andare avanti con questi numeri: lo sanno bene sia la direzione di Arezzo sia il P.R.A.P. (provveditorato Amministrazione penitenziaria della Toscana). Noi non vogliamo che accada l’irreparabile per agire!
La nostra denuncia, come operatori della sicurezza, è obbligata. Lo dobbiamo ai colleghi che quotidianamente lavorano per garantirla, lo dobbiamo alla città, ma con quali mezzi e con quali risorse? L’Amministrazione abbia il coraggio di prendere atto che, se pur avendo ricettività ridotta, la casa circondariale San Benedetto ha bisogno di qualche unità che sopperisca alle notevoli carenze.
Ci appelliamo, quindi, al Prefetto della città di Arezzo e a tutte le autorità Istituzionali e politiche di questo territorio affinché prendano in considerazione la nostra denuncia e intervengano presso l’Ufficio Regionale. Con la sicurezza non si scherza e né la si può abdicare".

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