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Sicurezza sul lavoro. Assemblea sindacale davanti all'Archivio di Stato: "Questo luogo è il simbolo della nostra battaglia"

Sono oltre 3.500 le denunce per infortuni sul lavoro registrate nell'Aretino durante il 2020. Cgil, Cisl e Uil si sono incontrati davanti al luogo dove nel 2018 persero la vita Filippo Bagni e Piero Bruni per affrontare i temi della sicurezza nei luoghi di lavoro

"Siamo qui perché, purtroppo, questo luogo è diventato un simbolo della battaglia per garantire a tutti il diritto a lavorare in sicurezza". È davanti all'Archivio di Stato, dove il 20 settembre del 2018 morirono Filippo Bagni e Piero Bruni a causa di un malfunzionamento dell'impianto antincendio della struttura, che i segretari della funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil si sono trovati per dare vita ad un momento di riflessione e condivisione sui temi riguardanti la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro.

Al centro della manifestazione-assemblea (l'evento è stato seguito in remoto dai membri delle rispettive segreterie) "l'urgenza di redigere un patto per la salute e la sicurezza - spiegano i rappresentanti sindacali - che coinvolga tutti i soggetti preposti alla ricerca, alle verifiche ai controlli e che riconosca la salute e la sicurezza sul lavoro come un'emergenza nazionale. Le nostre richieste si inseriscono nell'ambito di ciò che è urgente e necessario ormai da un numero infinito di anni, e cioè l'elaborazione di una strategia nazionale su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Strategia che deve essere finanziata anche coi i fondi per la coesione europei e nazionali e condizionata alle piene garanzie di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, alla regolarità contrattuale e alla legalità".

Un tema quanto mai attuale che trova forza nel numero di denunce per infortuni sul lavoro registrate nel territorio provinciale aretino. Secondo i dati eleborati dalla Asl Toscana sud est, nel 2020 sono state 3.577 le segnalazioni e 4 i decessi. Cifre significative che, sebbene siano in riduzione rispetto all'anno precedente, rimangono ancora troppo alte.

"La strategia che chiediamo di adottare - spiegano ancora Cgil, Cisl e Uil - si deve incardinare su sette punti. In primo luogo non deve essere permesso l'impiego di personale senza una preparazione e addestramento adeguati. Necessario è anche inserire nei programmi scolastici delle superiori l'insegnamento della materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. Migliorare le ispezioni in quantità, qualità e frequenza è un aspetto indispensabile per il quale è necessario assumere nuovo personale. Inoltre chiediamo di investire tramite l'Inail risorse sulla ricerca e rafforzare la rappresentanza sindacale all'interno di ogni singola azienda. Fondamentale valorizzare la contrattazione come misura di prevenzione visto che, tornare a contrattare gli orari, i turni e l'organizzazione del lavoro può migliorarne anche la sicurezza. Da ultimo la qualificazione delle imprese diventa un aspetto di primaria importanza per disboscare la giungla degli appalti che si vincono comprimendo i costi della sicurezza". 

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