Sicurezza al Carnevale. A Foiano 25 steward, Orciolaia: "Lievitano i costi, siamo in difficoltà"

La circolare sulla sicurezza rende la vita difficile alle associazioni che organizzano il carnevale nel territorio aretino. Tra steward, barriere architettoniche, personale aggiuntivo, responsabili sicurezza, servizio antincendio e presidio...

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La circolare sulla sicurezza rende la vita difficile alle associazioni che organizzano il carnevale nel territorio aretino. Tra steward, barriere architettoniche, personale aggiuntivo, responsabili sicurezza, servizio antincendio e presidio medico/sanitario i costi stanno lievitando e in alcuni casi mettendo in grave crisi il bilancio delle manifestazioni. Dopo aver riportato fedelmente il contenuto della circolare, sono gli organizzatori a spiegare il loro punto di vista.

A partire dal più antico carnevale d'Italia, quello di Foiano della Chiana, da sempre il più attento e strutturato, con ingressi ben delineati per permettere il controllo dei visitatori paganti. Ma anche per loro ci sono le novità, c'è l'applicazione delle norme previste già nei mesi scorsi anche per altri eventi, come la Città del Natale, il mercato settimanale e altre manifestazioni che attirano una massa di visitatori. Tutti, anche i comuni si sono trovati di fronte a costi aggiuntivi, come per la Giostra del Saracino ad Arezzo.

"Sapevamo da giugno che ci sarebbero state modifiche al sistema della sicurezza richiesta nelle sfilate, dovute alle misure antiterrorismo e ai fatti di piazza San Carlo a Torino, ma non ci aspettavamo così tanto - spiega il responsabile comunicazione del Carnevale Marco Giramondi - Le riunioni che si sono susseguite hanno via via inasprito i vari aspetti e nonostante che noi da nove anni eravamo già oltre lo standard di sicurezza richiesto, con piani di sicurezza e steward impiegati. L'ultimo inasprimento è di pochi giorni fa, quando sono arrivati a chiederci la presenza di 25 steward per ogni domenica."

E così i costi volano:

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"Dobbiamo mettere le barriere alle porte di ingresso e di uscita, con personale pronto a rimuoverle che deve rimanere fermo lì per tutta la durata dell'evento. Poi abbiamo due unità del 118 con medico a bordo e 4 persone che si spostano lungo il percorso a piedi, due camionette dei vigili del fuoco, più cinque responsabili della sicurezza, uno per cantiere e uno generale. Alla fine i conti lievitano del 200% rispetto all'anno scorso quando avevamo entrate per 130 mila euro dagli ingressi e 120 mila euro di spese." "Questo ci pone in grande difficoltà, ma ci siamo e l'organizzazione sta rispondendo bene nonostante tutto. Ci sembra un po' surreale per una realtà come la nostra che era già altamente strutturata, ci hanno addirittura chiesto di predisporre altri varchi perché da dove si entra non si può uscire. L'elenco in questura non rappresenta un ostacolo, noi come organizzazione, ad uso interno lo avevamo già, ogni domenica mattina lo comunicheremo alla questura, anche se abbiamo dato indicazioni alle mascherate di 4 cantieri di preparare soggetti dove ogni partecipante sia più riconoscibile e quindi con il volto quasi del tutto scoperto, infine saranno ognuno di loro sarà dotato di cartellino identificativo."

Forse peggiore la condizione del Carnevale Aretino dell'Orciolaia, con un budget ben più piccolo e dove la componente dei costi incide maggiormente:

"Ogni volta ci mettono quasi nella condizione di dover smettere - spiega il patron Giuseppe Marconi - eppure le nostre sfilate si svolgono in una condizione migliore, in un luogo recintato come l'ex campo scuola. Come faccio io che non sono un ufficiale a frugare nelle borse della gente? Devo ricorrere agli steward, ce ne hanno chiesti 10, nonostante gli ingressi siano presidiati dall'associazione dei carabinieri in pensione. Già gli sponsor diminuiscono e il contributo che chiediamo è molto basso. La sicurezza è un fattore molto importante per tutti, ma non può essere scaricata sulle singole associazioni che non sono nate per gestire l'ordine pubblico. Abbiamo enormi difficoltà nel trovare gli addetti per l'antincendio con certificazione per l'alto rischio, al momento ne abbiamo tre, ma ce ne hanno chiesti 6. Abbiamo chiesto ai volontari della Racchetta, alla Croce Rossa, alle varie sezioni in provincia, ma non riusciamo a trovarli."

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