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Giovedì, 19 Maggio 2022
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E' allarme siccità: Nuove Acque mette in campo i "cacciatori di sorgenti"

Se per il territorio aretino e per la Valdichiana non ci sono problemi grazie a Montedoglio, criticità potrebbero verificarsi, paradossalmente, per un terra ricchissima d'acqua come il Casentino. Così tecnici specializzati stanno lavorando sulle falde acquifere

Se da un lato Nuove Acque si preoccupa di mettere in sicurezza le zone che più di frequente finiscono allagate quando le sempre più frequenti bombe d'acqua flagellano il territorio, dall'altro si sta muovendo per evitare che la grave siccità che sta colpendo il paese, possa avere ripercussioni sugli utenti del servizio idrico della provincia durante il periodo estivo.

Le criticità nell'Aretino

Sono state messe finalmente da parte le criticità storiche, come quella di Monte San Savino ad esempio, grazie all'allacciamento con Montedoglio. La risorsa che arriva dall'invaso valtiberino, infatti, è in grado di garantire tranquillità a quasi tutte le utenze servite dal gestore, che si occupa di buona parte della provincia di Arezzo, esclusa parte del Valdarno, e della Valdichiana senese. Resta però tagliato fuori il Casentino, che avrebbe una grande ricchezza idrica. Ma il cambiamento climatico si sta riflettendo sull'approvvigionamento di acqua per le utenze di montagna.

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Francesca Menabuoni e Paolo Nannini

I cicli siccitosi e i cacciatori di sorgenti

"Da un lato c'è il periodo siccitoso - spiega l'amministratrice delegata di Nuove Acque Francesca Menabuoni -. Dall'altro c'entrano anche le bombe d'acqua: fenomeni piovosi intensi, in così breve tempo, non permettono all'acqua di essere raccolta adeguatamente. Capita così che le vene d'acqua si intasino e poi si perda la sorgente. In questo periodo, con i nostri tecnici, stiamo andando a ricercare sorgenti perdute: vanno ritrovate e disostruite, favorendo così il nuovo immagazzinamento dell'acqua". C'è il rischio che alcune utenze restino senz'acqua durante l'estate? "Al momento no, ci stiamo adeperando per evitarlo. Ciclicamente i periodi siccitosi di manifestano, come nel 2012 o nel 2017. Ed ecco che dopo altri cinque anni, c'è un nuovo potenziale rischio nelle zone montuose. Ma siamo all'opera per riabilitare le sorgenti in quota".

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