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"Si avverte l'assenza di una politica culturale ad Arezzo"

Riceviamo e pubblichiamo l'intervento di Giuseppe Giorgi, Convenzione Democratica. Ora più che mai siamo convinti che il turismo è lavoro e cultura è sviluppo. Gli ultimi dati sull’affluenza turistica sono disastrosi collocando Arezzo in fondo...

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Riceviamo e pubblichiamo l'intervento di Giuseppe Giorgi, Convenzione Democratica.

Ora più che mai siamo convinti che il turismo è lavoro e cultura è sviluppo. Gli ultimi dati sull'affluenza turistica sono disastrosi collocando Arezzo in fondo alla classifica regionale, tra le cenerentole in Toscana e la giunta è silente. Non ci arrendiamo, pensiamo ancora per Arezzo ad un ruolo di " capitale " della Toscana orientale, investendo sul brand della Città dei Grandi, non più back in time ma avanti per Arezzo.

L'assenza di una politica culturale si avverte, non solo per la inesistenza dell'assessorato alla cultura ma anche per non presenza di una politica turistica che sappia coniugare vera identità, progetto, sistema, promozione. L'abborracciata iniziativa turistica spende 97.000 euro per una operazione, " back in time ", che è già generoso definire " copia e incolla " e fa concorrenza alla periferia aretina, a Castelluccio, alla festa medievale di Laterina. Si avverte una drammatica assenza di coordinamento turistico che pone lo stato di crisi del turismo aretino.

Una via di fuga che addirittura giustifica la crisi coltivando la deleteria opposizione tra turisti e commercianti come ha recentemente declamato l'amministrazione senza neanche riflettere sui dati in declino di back in time, senza una politica di coordinamento tra privato, privato sociale e pubblico.

Partiamo da qui per proporre una grande campagna d'ascolto che chiami in campo la agenzie turistiche, la guide aretine, gli esperti di settore, i rappresentanti delle categorie economiche, da impegnare nella Convenzione comunale permanente del turismo secondo uno schema che unisca identità culturale e modernità, cultura e novità.

Il turismo abbandonato alla politica del " copia e incolla " ci chiama in campo e non se ne esce opponendo negozi e turisti ma ricollocando Arezzo al centro di politiche regionali e nazionali, investendo nella promozione, ad esempio, del progetto " Città dei Grandi " con rassegne annuali a un Grande aretino che ruotino attorno a tutto il sistema economico di Arezzo, dalle mostre alla Fiera antiquaria, dall'enogastronomia alla concorrenzialità turistica con una intelligente politica dei prezzi, dalla promozione museale alla programmazione degli eventi promuovendo la collaborazione e la sinergia con le altre città d'arte dell'aretino a iniziare da Cortona, San Sepolcro, Anghiari, Lucignano, San Giovanni. Arezzo e la sua novità, proposta di coordinamento dinamico.

Dove è finita Icastica ? Verrebbe voglia di dire " ridateci Pasquale ". Eppure Icastica aveva fatto parlare di Arezzo in tanti mass media nazionali, aveva mosso dibattiti anche polemiche ma aveva messo Arezzo alla ribalta. Non fummo tra i promotori della rassegna, ne elogiammo però lo spirito innovativo e l'indubbio richiamo non certo da back in time, il " copia e in colla " mutuato dai paesi aretini.

Oggi Arezzo turistica ha bisogno di un soprassalto di orgoglio, dal baratro di fanalino di coda toscano possiamo ripartire per costruire un concertazione della promozione tra tutti gli attori pubblici e privati del settore valorizzando lo strumento Centro Affari, la digitalizzazione, la politica dell'accoglienza. I dati turistici sono impressionanti eppure Arezzo, come ha recentemente sanzionato la ricerca Symbola, brilla per economia prodotta dalle iniziative culturali dei territori. Come spiegare la contraddizione?

La questione è l'intelligenza del coordinamento. Dopo il venir meno dell'Azienda di Promozione Turistica, dopo la scellerata scelta di abolire il ruolo della Provincia, l'amministrazione della città capoluogo mostra tutta la sua inadeguatezza nella politica turistico culturale.

Tutto ciò ci chiama in campo aperto per una impresa comune: Arezzo & la Bellezza, un altro brand che si può coniugare con la Città dei Grandi. Ora più che mai Bellezza, qualità, arte, storia, decoro urbano vanno intrecciati per una politica turistica di rinascita aretina che non demandarsi alla sola amministrazione comunale, peraltro parziale, foriera d'iniziative posticce, con le risorse spese male, priva d'immaginazione culturale, assente nel coordinamento.

Nella giornata del divo Donato, chiamiamo gli aretini, gli enti, le categorie, l'associazionismo, a una grande prova di " ? civismo nel ridare decoro a una città che la sua storia, i suoi Grandi, i suoi artisti, i suoi luoghi, avevano resa famosa nel mondo ".

" Basterebbe Arezzo a far la gloria d'Italia ".

Più turismo più lavoro, più cultura più sviluppo per Arezzo.

Foto: una turista ad Arezzo

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