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Mercoledì, 28 Settembre 2022
Attualità Civitella in Val di Chiana

L'incontro con le scuole e poi l'inaugurazione del parco della Liberazione

Settimana della Memoria a Civitella: le iniziative dell’amministrazione comunale

Civitella non dimentica. In occasione della Giornata della Memoria si sono appena concluse a Civitella in Valdichiana le celebrazioni organizzate dall'amministrazione comunale per rendere omaggio alle vittime della Shoah e della resistenza. Sabato 30 gennaio scorso a Tegoleto si è tenuta l’intitolazione dell'area verde di via Molinara che è diventata Parco della Liberazione. Qui sorge il monumento ai partigiani donato da Reno Alviero Del Tongo, figlio del partigiano “Foffo”, e realizzato dall'artigiano locale Rossano Fabiani. Alla cerimonia hanno preso parte il sindaco Ginetta Menchetti e il presidente dell’Anpi di Civitella Nico Laurini. Presente anche una rappresentanza degli  studenti delle classi terze dell’istituto comprensivo Martiri di Civitella con letture, parole e poesie. La cerimonia è stata accompagnata dalla tromba di Edo Bonucci.

“Il Segnalibro della Memoria”, racconti, affabulazione, immagini, video, discussioni per tutta la giornata del 27 gennaio, con l’intervento dell’attrice Silvia Martini, è l’iniziativa che si è tenuta presso l’istituto comprensivo Martiri di Civitella con il contributo del Comune. Data l'emergenza Covid-19 gli interventi non si sono tenuti in auditorium ma nelle singole classi.

“Due momenti storici che ci impongono appunto di non dimenticare ma – commenta il sindaco Menchetti – anzi di promuovere consapevolezza, conoscenza di quello che è stata la pazzia e l’atrocità del nazifascismo negli uomini, donne e giovani di oggi nella speranza che l’umanità non si stanchi mai più di difendere i valori fondanti della nostra Costituzione: democrazia e libertà. Oggi più che mai in questo periodo così preoccupante, non solo a livello politico, ma anche sociale, con una caduta di valori evidente, rifarsi a quella parte di  storia che ha restituito dignità all’essere umano, sia con l’abbattimento dei cancelli di Auschwitz sia con la Resistenza diventa un fatto simbolicamente molto forte. Ricordare è un dovere morale prima ancora che istituzionale, affinché gli errori del passato siano un monito per il presente ed il futuro”.

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