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Il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani, in visita sul Sasso di Simone

Come promesso nel 2017, Gabriele Giani, presidente del Consiglio della Regione Toscana, è tornato in questo angolo tra Toscana , Marche ed Emilia- Romagna per salire sul Sasso di Simone

Come aveva promesso nella visita del 2017, che gli aveva consentito di prendere contatto con Sestino, le sue strutture industriali e culturali, la sua economia, Gabriele Giani, presidente del Consiglio della Regione Toscana, è tornato in questo angolo tra Toscana , Marche ed Emilia- Romagna per salire sul Sasso di Simone.

Accompagnato dal sindaco Franco Dori e dal suo predecessore Marco Renzi, dal nuovo presidente del Parco interregionale “Sasso Simone-Simoncello-Carpegna” Lino Gobbi, da amministratori della Valmarecchia come Marco Guerra, Simona Andreani, l’Unione dei Comuni valtiberina ha messo a disposizione un fuoristrada e l’Associazione “Amo Sestino” il personale necessario. La visita, infatti, aveva una rilevanza notevole, per la partecipazione del presidente Giani e perchè, oltre a prendere visione della situazione ambientale, i mutamenti politici avvenuti consigliano di mantenere contatti per una visione della situazione amministrativa che non può sfuggire ad un confronto aperto, leale e operativo su un’area così rilevante per più motivi.

Stupito dalla bellezza del paesaggio, il presidente Giani ha ammirato i gruppi di Chianine al pascolo, sottolineando l’importanza di un siffatto alpeggio, ma dal Sasso di Simone ha ammirato un panorama mozzafiato, che - complice la stupenda giornata - andava dall’Adriatico, al Catria, al Subasio, al Cetona, all’Amiata: una visuale che alla lettera corrispondeva alle descrizioni dei naturalisti del Settecento e in modo particolare agli scritti del sestinate Vincenzo Loppi.

Particolare attenzione è stata dedicata ai ruderi della citta-fortezza voluta da Cosimo I nel 1565. “Siamo nei Cinquecento anni dalla nascita di Cosimo e questa struttura- ha commentato il presidente Giani – è il frutto della intelligenza e della visione politica di Cosimo I, che guardava non solo alle frontiere della Toscana ma anche ad una visione politica che giungeva all’Adriatico. La ricorrenza rende attuale una progettazione per questo sito che giunga almeno a ridefinire i confini della struttura del Palazzo del Capitano, della cisterna centrale ed eventualmente di qualche altro edificio”.

Parole che hanno suonato gradevoli a tutti e il presidente Gobbi ha sottolineato l’interesse di tutte le amministrazioni del Montefeltro per programmi comuni tra le parti, perché il Sasso di Simone e l’area che lo circonda sono un volano per l’economia di una montagna che si spopola ma conserva tesori naturali, storici e architettonici straordinari”. “Dobbiamo sposare- è stato un po’la conclusione- le nostre terre, la loro storia e la loro cultura con la praticità delle esigenze moderne: percorsi sentieristici, ma anche piste ciclabili, valorizzazione dei prodotti locali e della cucina tradizionale”.

La prospettiva non è del tutto condivisa da Sestino - come risulta dai programmi- perchè intende ridurre l’area della Riserva Naturale toscana a causa della presenza dei cinghiali e dei lupi e per avere una diversa normativa per il taglio dei boschi.

L’immensa pianura sommitale, è già di per sè uno spettacolo e attira anche l’attenzione degli archeologi, per essere stata frequentata dalle tribù dell’età del bronzo, per l’insediamento di una importante abbazia benedettina, per cui è stato ragionato anche di campagne di indagini archeologiche con università italiane. Ancora la grande Croce eretta sul sito della abbazia è a terra , stroncata da una tempesta di acqua e vento, ma”faremo ogni sforzo- ha detto il sindaco Dori – per innalzarla quanto prima, perché già da alcuni mesi la regione Toscana ha stanziato un consistente contributo e altri sono stati stanziati dal Parco Interregionale e da altri Enti, toscani e romagnoli”.

Tutti hanno ringraziato il presidente Giani e il clima di collaborazione registrato è la premessa per buoni risultati futuri.

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