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Sestino: iniziative d’avanguardia per le  attività antisismiche

Al convegno per il centenario  del terremoto a Monterchi, che ha  raccolto in Valtiberina tecnici, amministratori e rappresentanti delle istituzioni per tre giorni  di lavori,  Sestino è stato presente  con un progetto  d’avanguardia, prodotto...

Al convegno per il centenario del terremoto a Monterchi, che ha raccolto in Valtiberina tecnici, amministratori e rappresentanti delle istituzioni per tre giorni di lavori, Sestino è stato presente con un progetto d'avanguardia, prodotto dalla Università di Firenze :"Valutazione del rischio sismico degli aggregati di Sestino e Monterone", con una azione particolare rivolta all'edificio del teatro "Pilade Cavallini".

Ad illustrarlo, dopo il lavoro di una nutrita equipe di docenti e laureandi, il prof. Silvio Van Riel, anche a nome del team dei docenti composto da M.De Stefano, F.Farneti, G.Anzani, M.Lusoli, F.Pisani e dalle laureande G.Lazzerini, V.Pannella, L. Parmigiani. Il relatore ha messo in luce le procedure e le tecniche, per giungere alle finalità del progetto. Il lavoro è stato facilitato anche da una buona documentazione conservata nell'archivio storico di Sestino, dove è descritto il tremendo risultato del terremoto del 1781, che distrusse, tra gli altri edifici, la medievale chiesa plebana di S.Pancrazio, salvando di essa solo l'abside e la cripta altomedievale.

Partendo, quindi, dalle ricerche degli eventi sismici della zona, lo studio è proseguito con una campagna di rilevamenti a scala urbana e architettonica con l'uso del "laser-scan": una tecnologia che consente di passare ai "raggi X" l'evoluzione degli edifici e scoprire in tal modo - ha illustrato Silvio Van Riel - gli interventi effettuati nel tempo, rilevarne le criticità e gli snodi fondamentali. Ciò - ha proseguito - consente meglio di individuare gli interventi di consolidamento atti a ridurre il rischio sismico e i danneggiamenti conseguenti alle strutture.

In questo contesto gli studi sul borgo murato di Monterone, già oggetto di attenzione nei lavori di Di Pietro-Fanelli del 1973, hanno riscontrato una locazione fondamentale per un simile studio, per le caratteristiche urbane e architettoniche e per aver conservato- quasi un unicum nella zona appenninica - una edilizia di alto valore culturale.

"Gli esiti di questi studi sulla nostra edilizia urbana, che proseguiranno ancora nei prossimi mesi, è quanto ci ripromettevamo - ha spiegato il sindaco di Sestino Marco Renzi- e per questo siamo stati il primo comune della Valtiberina a raccogliere le proposte del LAB-SI- il Laboratorio Sismico Alta Valtiberina, portandole poi all'attenzione della Unione dei Comuni e seguendo il complesso iter sia in Regione che al competente Ministero".

L'attualità di simili programmi di lavoro è specchiata non solo dalla sismicità storica dell'Appennino ma dagli eventi catastrofici che hanno interessato - e ancora interessano - Regioni dell'Italia centrale, portati in esame anche nel convegno internazionale valtiberino e, insieme ai finanziamenti per gli interventi anche a favore dei privati, gli aspetti tecnici per la messa in sicurezza degli edifici, alla luce delle nuove tecniche e dei nuovi studi, che sono strumenti anche per una sensibilizzazione di tutte le popolazioni interessate.

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