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"Ho registrato Ghinelli di nascosto per tutelarlo". La versione di Sergio Staderini

L'ex amministratore unico di Coingas rompe il silenzio degli ultimi sette mesi e replica alle parole che il sindaco gli ha riservato nelle ultime settimane

Sergio Staderini, ex amministratore unico di Coingas

"L'ho fatto per tutelarlo, perché in quella riunione c'erano persone che io non conoscevo per niente". E' così che Sergio Staderini, ex amministratore unico di Coingas nonché indagato nell'inchiesta avviata dalla procura della Repubblica di Arezzo lo scorso luglio, rompe il silenzio. In una lunga intervista rilasciata ad Arezzo24, e firmata dal giornalista Massimo Gianni, racconta la sua verità non sull'inchiesta, "di questo non posso parlare", ma sulle considerazioni che Alessandro Ghinelli ha reso pubbliche e che chiamano in causa proprio Staderini.

Una replica alle affermazioni che il primo cittadino ha fatto all'indomani del secondo scandalo giudiziario, quello legato a Multiservizi e scoppiato in seguito al rinvenimento da parte della Digos di alcune registrazioni audio che Sergio Staderini avrebbe catturato di nascosto durante alcuni colloqui tra Ghinelli, Roberto Bardelli e Lorenzo Roggi i quali, rendevano conto al sindaco dei presunti favori non mantenuti da parte di Luca Amendola, amministratore unico di Multiservizi. "Chiacchierate informali" come ha più volte ribadito il sindaco ma che hanno acceso l'interesse della magistratura e fatto ipotizzare l'accusa di corruzione, con Amendola, Bardelli e Roggi indagati. 

Ma torniamo alle dichiarazioni. Lo scorso venerdì, 31 gennaio, il sindaco Ghinelli in un'intervista ai microfoni di RadioFly, ha dichiarato in merito a Staderini: "E' una persona che ha dei problemi. Era senza ombra di dubbio un mio uomo di fiducia. Quello che è accaduto successivamente, quello che è venuto fuori, mi ha fatto dedurre che lui abbia dei problemi personali". E poi ancora "una persona che registra di nascosto delle conversazioni alle quali assiste ha dei problemi e io sono dispiaciuto per lui".

A distanza di qualche giorno da quelle dichiarazioni, nonché sette mesi l'avvio dell'inchiesta Coingas, ecco che anche Staderini prende pubblicamente la parola. "Il motivo delle registrazioni è presto spiegato, non c’è nessun disegno machiavellico: l’ho fatto per tutelarlo, perché erano presenti a quella riunione, avvenuta nel 2016, persone nuove che io non conoscevo per niente. Quindi il motivo della registrazione è presto spiegato: tutelare lui e anche per promemoria nostra. Nessun intento da parte mia di carpire furtivamente o strumentalizzare alcunché".

Insomma, a detta dell'ex manager di Coingas, dietro la scelta di registrare le conversazioni non ci sarebbe alcuna volontà oscura. "Non ci vedo niente di strano o anomalo" ha sottolineano Staderini ribadendo la propria buona fede. Sulla vicenda giudiziaria che lo riguarda invece rivela che "dal giorno della perquisizione della Digos nella mia abitazione, nonostante lo avessi cercato più volte (Ghinelli, nda), non mi ha più risposto al telefono. Da quando è scoppiato il caso Coingas mi si è creato il vuoto intorno, mi hanno lasciato solo". E da ultimo sottolinea come: "Ghinelli è in difficoltà e per restare ancorato alla sua poltrona sta cercando di scaricare infamia su di me. Non trova niente di meglio che offendermi pubblicamente, alludendo al fatto che non 'starei bene' e facendo intravedere complotti politici che non stanno in piedi da nessun punto di vista".

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