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Sergio Casi (Immagine tratta da Facebook)

Sergio Casi (Immagine tratta da Facebook)

Sergio, 86 anni, fa il pieno di like coi ricordi d'Arezzo: "A Livorno dal '73, ma posto nei vostri gruppi. E dimentico il lockdown"

In tempo di pandemia i social possono essere una risorsa importante per le persone anziane, la testimonianza di Sergio Casi, che, pur costretto in casa, si è riconnesso con la sua comunità di origine frequentando gruppi Facebook aretini

"Ho raggiunto e superato gli 80 anni e, costretto a rimanere in casa, per lockdown e altri acciacchi, sto sperimentando un nuovo modo di avere una vita sociale: i gruppi su Facebook". Sergio Casi ha 86 anni, è originario di Arezzo e ma da ormai quasi 50 anni (era il 1973 quando si è trasferito) vive sulla costa tirrenica, a Livorno. Oggi, attraverso un post, semplice eppure molto suggestivo, rende merito a una delle possibilità offerte dai social, quella di tenere unite le comunità locali, abbattendo le barriere dello spazio. Certo, le interazioni sono virtuali, non in grado di riprodurre le complessità degli scambi faccia a faccia, ma è importante registrare la soddisfazione da parte di una persona in grado di sfruttare - in un periodo di chiusure - le potenzialità di connessione del mezzo. "Sono una persona anziana che quando può si distrae scrivendo su Facebook i suoi ricordi", dice di lui. E lo fa con un certo successo, riscuotendo da qualche tempo consensi per i suoi post, spesso corredati da foto d'epoca, che rievocano tempi che furono. Soprattutto su "Sei di Arezzo se", ma non solo. E proprio su questo gruppo, oggi, Sergio ha saputo spiegare con precisione la gratificazione che, impossibilitato a muoversi dalla sua casa di Livorno, ottiene nel mantenere i contatti con persone della sua terra d'origine. Il post si intitola "Nuove esperienze a 86 anni".

"Nuove esperienze a 86 anni"

"Mio nonno Dedo anche dopo gli 80 anni usciva la sera dopo cena per andare al circolo del paese a fare due chiacchiere con gli amici. Tra una partita a carte e qualche bicchiere di vino non mancavano le storie del passato, tipo Guerrin Meschino, Pia dei Tolomei, incontri con fate o diavoli...Era un modo di socializzare...per continuare a vivere in mezzo alla gente Ho raggiunto e superato quell'età e, costretto a rimanere in casa, per lockdown e altri acciacchi, sto sperimentando un nuovo modo di avere una vita sociale: i gruppi su Facebook. Come tutte gli anziani mi piace parlare dei tempi di gioventù e quindi sono andato a cercare nelle zone dove sono cresciuto.Ne ho trovato diversi interessanti, dove vado a "navigare" ogni giorno. Ognuno ha le sue regole, in tutti però traspira un ambiente sereno, amichevole, educato. Abbondano le fotografie, attuali e del passato, i ricordi storici e quelli personali, i saluti, i commenti. È come un nuovo tipo di circolo paesano dove, con la pubblicazione dei miei ricordi e i relativi commenti ho conosciuto figli e nipoti di miei amici di un tempo, scambiando con loro qualche parola! Ho trovato anche un amico coetaneo che mi ha scritto un saluto usando l'account della nuora! Chissà perché infatti sono davvero molto pochi i coetanei amici miei che si adattano ad usare Facebook. È così, discorrendo di ricordi, fotografie, paesaggi, monumenti ecc.( mai di politica, non è ammesso!) sto trovando nuove amicizie! Peccato che non si possa andare a prendere un caffè insieme al bar; ieri però, essendo zona rossa ho mandato la foto di un "caffè d'asporto" appoggiato su un muretto! Un grazie a tutti gli "amministratori" dei gruppi .Venendo in visita da voi, dimentico le brutte e tristi notizie della televisione!"

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