Senza stipendio da tre mesi. La denuncia di Nursind: "100 dipendenti sanitari in forte difficoltà"

Cento dipendenti sanitari, da dicembre dello scorso anno, non ricevono un euro di stipendio. L'accusa è quella mossa dal Nursind, sindacato autonomo degli infermieri, e che riguarda il panorama aretino. A detta dei portavoce della categoria, ben...

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Cento dipendenti sanitari, da dicembre dello scorso anno, non ricevono un euro di stipendio. L'accusa è quella mossa dal Nursind, sindacato autonomo degli infermieri, e che riguarda il panorama aretino.

A detta dei portavoce della categoria, ben quattro strutture private del territorio avrebbero da saldare i salari a decine e decine di professionisti. “I dipendenti di quattro strutture sanitarie tra Arezzo e la Valdichiana non ricevono la busta paga da dicembre dell’anno scorso - affermano Claudio Cullurà e da Claudia Betti, rispettivamente responsabile territoriale e responsabile sanità privata del Nursind - a breve saremo costretti a dichiarare lo stato di agitazione”. Claudio_Cullurà Claudio Cullurà Nell’occhio del ciclone è finita la cooperativa Agorà che da tempo si occupa di gestire alcune strutture sanitarie nel territorio aretino.

"Questa situazione - prosegue Cullurà - sta mettendo seriamente in difficoltà oltre un centinaio di lavoratori, tra infermieri e operatori sanitari, tra cui alcune coppie sposate in cui marito e moglie lavorano entrambi per la stessa coop”.

Nessuna rassicurazione sul futuro, spiega il segretario provinciale Nursind Cullurà: “La Coop prende tempo dicendo che a fine aprile presenterà i bilanci e in base a quelli le banche faranno credito. Ma non siamo disposti ad aspettare oltre, la pazienza dei lavori è giunta al termine: a breve daremo avvio all’iter dello stato di agitazione. Auspichiamo l’interessamento delle istituzioni pubbliche”.

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Ma non è tutto. Sarebbero quattro le strutture coinvolte e una di queste sarebbe di proprietà della Asl, "si tratta di Villa Mimosa, Podere Modello in Valdichiana, Santa Rita a Terontola e la Rsa Maestrini di Arezzo. Quest'ultima è pure di proprietà della Asl il che rende la situazione ai limiti del paradossale - spiega Claudia Betti - la cooperativa continua a incassare i soldi pubblici per la gestione, ma i dipendenti non vedono un centesimo”.

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