Sabato, 31 Luglio 2021
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Securpol: verso la cessione ad un nuovo acquirente. Dai sindacati: "Crisi dovuta a concorrenza sleale, ma adesso guardiamo al futuro"

Sono 80 i dipendenti della sede aretina che si occupano della gestione e fornitura di servizi per ben quattromila clienti. Le cifre sono quelle che raccontano la Securpol Group, azienda di vigilanza che da metà del 2017 si trova in...

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Sono 80 i dipendenti della sede aretina che si occupano della gestione e fornitura di servizi per ben quattromila clienti.

Le cifre sono quelle che raccontano la Securpol Group, azienda di vigilanza che da metà del 2017 si trova in amministrazione straordinaria.

Le ragioni che hanno portato il gruppo, che in tutta Italia conta oltre 700 dipendenti e più di 50mila clienti, a vivere questo momento di difficoltà sono state spiegate direttamente dal commissario straordinario Italo Soncini che ha voluto fare il punto sullo stato di salute di questa realtà.

"La sede aretina - spiega Soncini - è una di quelle più popolose dal punto di vista dei dipendenti. Abbiamo voluto mettere fine ad un continuo susseguirsi di voci, informazioni e notizie che nei mesi passati non hanno riportato la esattamente la realtà dei fatti. Grazie all'impegno di tutte le persone che lavorano in questa realtà e che credono fortemente in quello che fanno e nella ripresa. Al momento ci stiamo attivando con i sindacati anche per poter usufruire della cassa integrazione. Sarà una misura che non riguarderà tutti i dipendenti ma soltanto realtà specifiche. Contiamo inoltre, viste anche le manifestazioni di interesse che ci sono state in queste mesi passati, di riuscire a trovare un acquirente forte e solido che riesca a dare il giusto valore alla Securpol e ai suoi dipendenti".

Una visione condivisa anche dai rappresentanti sindacali dei lavoratori che, di concerto con il commissario, stanno portando avanti trattative e tavoli di confronto per salvaguardare creditori e occupazione.

"Gli stipendi e i contributi sono pagati regolarmente ogni mese - spiega Luigi Marciano, rappresentante dei lavoratori e portavoce Uil - la cassa integrazione, con ogni probabilità, non verrà richiesta per la sede di Arezzo ma sarà applicata soltanto in poche realtà dove ci sono alcuni esuberi. Ma quello che mi preme maggiormente evidenziare è il fatto che, se ci siamo trovati in questa situazione, è anche a causa della concorrenza sleale che abbiamo subito da parte di alcuni. Noi siamo pronti a fare la nostra parte ma in maniera corretta".
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