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Chiusura scuola Santa Marta, i genitori cercano soluzioni. I dati in perdita nel conto economico del 2020

I dati dell'anno del Covid parlano di una perdita di circa 233mila euro tra la scuola dell'infanzia e la primaria

Sono in cerca di soluzioni, perché non vogliono rinunciare al percorso educativo e didattico che hanno intrapreso. I genitori dei bambini che frequentano la scuola dell'infanzia e la primaria Santa Marta di Viciomaggio stanno prendendo contatto con le istituzioni per scongiurare la chiusura della struttura. Da un lato il Comune di Civitella, dove la scuola ha il suo riferimento territoriale, dall'altro il Comune di Arezzo, da dove vengono alcuni bambini con disabilità che lì sono seguiti sia dal punto di vista sanitario che scolastico. 

"Mi preoccupa la chiusura di una struttura nel territorio, sto prendendo informazioni per fare chiarezza e capire le motivazioni e se ci possano essere soluzioni" spiega il sindaco di Civitella Andrea Tavarnesi. Gli fa eco la vicesindaca di Arezzo Lucia Tanti che ha anche la delega alla sanità e alla scuola: "Martedì incontrerò alcuni genitori e poi mi metterò in contatto con il sindaco di Civitella, dovremo capire come poter aiutare queste famiglie." Una lettera di appello affinché si interessi del caso è arrivata anche sul tavolo del nuovo vescovo di Arezzo Andrea Migliavacca che aveva scelto proprio la struttura di Viciomaggio come prima tappa nella giornata di ingresso nella Diocesi che gli è stata assegnata.

Intanto le notizie di partenza sono quelle contenute nella letttera con la quale la congregazione delle suore di Santa Marta, con sede a Roma, ha informato la preside, le suore, gli insegnanti e le famiglie della decisione di chiudere a giugno. Tra le motivazioni che avrebbero concorso allo stop definitivo alle attività della parte scolastica (andrebbe avanti invece la parte della struttura dedicata alla riabilitazione) ci sono la mancanza di personale religioso, la difficoltà a sostituire le suore per la carenza di vocazioni, il numero esiguo degli alunni e quindi le grosse difficoltà economiche che renderebbero adesso impossibile gestire la scuola. 

Dalla sezione trasparenza del sito della congregazione si evince solo il conto economico del 2020 (anno di Covid) riferito sia alla scuola dell'infanzia che alla primaria che insieme maturano 233 mila euro di perdita solo per questo anno. Il bilancio ha come data di pubblicazione quella del 31 maggio 2021. 

Il conto economico 2020 della scuola dell'infanzia

Tra i dati messi in evidenza ci sono 18.208 euro di contributi pubblici, del Ministero e del Comune e 28.461 euro di contributi privati costituiti dalle rette pagate dagli iscritti per un totale di 46.669 mila euro di entrate. Tra i costi invece ci sono soprattutto quelli del vitto per oltre 6mila euro, 12mila per l'acquisto di combustibile e 63.900 euro per i costi del personale, tra salari e stipendi e i contributi versati. Pesano anche le utenze per 13.700 euro, poi costi di manutenzione, onorari a professionisti e prestazioni per servizi vari. I componenti negativi arrivano quindi a 172mila euro e di conseguenza la perdita d'esercizio per il solo anno 2020 è stata pari a 125.447 euro.

Il conto economico 2020 della scuola primaria

La parte della scuola primaria nel 2020 ha ricevuto 169.650 euro di contributi pubblici, tra quelli del Ministero dell'istruzione e quelli del Comune. Le rette invece hanno portato 67.287 euro per un totale di 236.943,71 euro di componenti positivi. Di contro ci sono 252mila euro di costi del personale, 8.600 euro di vitto e 14mila euro di combustibile, quasi 12mila euro di utenze e poi costi di manutenzione, onorari a professionisti e prestazioni per servizi vari. Il totale dei componenti negativi arriva quindi a 384.655 euro e questo ha comportanto di conseguenza una perdita di 147.711 euro. 

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