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Roberto Curtolo, dirigente Ufficio scuola

Roberto Curtolo, dirigente Ufficio scuola

Per 6mila adolescenti slitta il ritorno in classe. Curtolo: "La scuola è un deterrente al contagio, non un rischio"

Il provveditore: "Solo il 2 per cento dei focolai, a livello nazionale, si sono avuti tra i banchi. E tra solo il 40 per cento di questo 2 per cento, si è avuto nelle scuole secondarie di secondo grado"

Slitta di tre giorni il rientro in classe per gli studenti delle scuole superiori. Sono oltre 6mila i ragazzi aretini che domani sarebbero dovuti tornare in aula. Per loro però - zona rossa permettendo - domani squillerà solo la campanella "a distanza". E' stato lo stesso Ministero dell'istruzione a dare l'annuncio ieri con un comunicato che spiegava: "Il Consiglio dei Ministri di ieri ha dato il via libera al rientro in presenza al 50% per le scuole secondarie di secondo grado dal prossimo lunedì, 11 gennaio. Dal 7 al 9 gennaio le lezioni si svolgeranno, invece, a distanza, con la didattica digitale. Per le studentesse e gli studenti della scuola dell'infanzia e del primo ciclo (primarie e secondarie di primo grado) la ripresa avverrà, dal 7 gennaio, in presenza. ???????Fin qui le disposizioni nazionali. Restano ferme le eventuali disposizioni adottate, con ordinanze territoriali, dalle singole Regioni".

Decisione comunicata in tempo reale dal provveditorato ai dirigenti degli istituti aretini. "La decisione è stata presa in attesa che il comitato scientifico si pronunci domani sull'andamento dell'epidemia - spiega Roberto Curtolo, dirigente dell'Ufficio scuola  - . Tutto è legato al numero dei contagi e, conseguentemente, all'indice Rt".

Scuola, per le superiori apertura rinviata all'11 gennaio

Ma è davvero così pericoloso il ritorno tra i banchi?

"Le scuole - spiega Curtolo -  sulla base di quello che ha dichiarato l'Istituto Superiore di Sanità sono luoghi sicuri. Solo il 2 per cento dei focolai, a livello nazionale, si sono avuti tra i banchi. E tra solo il 40 per cento di questo 2 per cento, si è avuto nelle scuole secondarie di secondo grado quando erano aperte. Questo significa che il lavoro fatto nei mesi estivi da parte delle istituzioni è stato sicuramente ottimo".

In Toscana la situazione epidemiologica appare migliore rispetto ad altre zona e la Regione era già pronta per riaprire le scuole già domani. 

"Si, inoltre fin dall'inizio dell'anno scolastico gli oprgani di controllo delle Asl avevano rilevato l'estrema cura e attenzione da parte delle istutuzioni scolastiche per mettere in sicurezza studenti, docenti e personale. A fronte a questo sforzo, è mortificante vedere la scuola in una posizione ancillare rispetto ad un sistema che invece dovrebbe metterla al centro. La scuola dovrebbe essere protagonista della ripartenza e non essere considerata un rischio. Mi auguro quindi che il 2021 possa procedere secondo questa linea: La scuola può essere un deterrente al contagio, non un rischio in più". 

In che senso?
"Nel senso che gli adolescenti che stanno facendo lezioni a distanza, se non ci troveremo in zona rossa, comunque durante il giorno potranno uscire, incontrarsi. E in quel caso non saranno in un ambiente protetto come invece lo sarebbero a scuola. Il tempo che trascorreranno a scuola saranno al sicuro.  Le istituzioni scolastiche stanno facendo grandi sforzi nel cercare di dare risposte all'utenza: sono costantemente in trincea e spinte al limite, con tutte le problematiche che ci sono dietro. In questi momenti dobbiamo ricordare che la scuola non è un semplice contenitore ma un luogo di apprendimento, di crescita dell'individuo. E dobbiamo dare ai giovani dei segnali significativi e univoci". 

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