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Lunedì, 30 Gennaio 2023
Il caso / Civitella in Val di Chiana

La scuola delle suore di Santa Marta a Viciomaggio chiuderà a giugno. Le famiglie sconvolte lanciano un appello

L'istituto riunisce nella stessa struttura le funzioni sanitarie riabilitative e quelle didattiche: alcuni bambini che la frequentano hanno disturbi dell'apprendimento o patologie invalidanti

Nel corso del suo 105esimo anno di attività, la scuola Medaglia Miracolosa delle suore di Santa Marta di Viciomaggio chiuderà. La notizia che sta destando incredulità e anche preoccupazione tra le famiglie, è stata comunicata ai genitori degli alunni dalle suore stesse, salite da Roma ad Arezzo, mercoledì scorso 30 novembre. Le lezioni andranno avanti solo fino a giugno 2023.

I motivi

La decisione presa a livello centrale dalla congregazione delle Suore di Santa Marta a Roma risale al consiglio del 27 agosto ma è trapelata solo in questa settimana. La lettera dalla capitale è datata 30 novembre ed è indirizzata alla preside della scuola, al collegio dei docenti sia dell'infanzia che della primaria, a tutti i genitori dei bambini che la frequentano, oltre che alla Madre superiora e alla comunità di sorelle di Viciomaggio. Alla base della decisione definita "molto sofferta, ponderata a lungo nel tempo" ci sarebbe la mancanza di personale religioso, la difficoltà a sostituire le suore, il numero esiguo degli alunni e quindi le grosse difficoltà economiche che renderebbero adesso impossibile gestire la scuola. 

"Abbiamo cercato nel corso degli anni di fare tutto quello che potevamo per mantenere questo servizio a Viciomaggio, basti pensare agli ingenti lavori realizzati recentemente per mettere l'ambiente della scuola in sicurezza, ma ora la situazione è diventata particolarmente pesante e insostenibile per cui è stata necessaria questa decisione" si legge nella lettera.

I tempi

La congregazione ha spiegato che "non verranno aperte le iscrizioni per il prossimo anno scolastico 2023/2024 sia per l'infanzia che per la primaria. Gli alunni che già frequentano la scuola dell'infanzia e la prima, la seconda, la terza e la quarta elementare, dovranno provvedere all'iscrizione in un'altra scuola per l'anno prossimo". Le porte quindi si chiuderanno a giugno, senza la possibilità per chi frequenta di poter portare a compimento il percorso di studi fino alla quinta.

L'appello dei genitori alle istituzioni e al nuovo Vescovo

I genitori degli oltre 50 bambini della primaria e dei quasi 30 dell'infanzia, hanno ricevuto un'email di convocazione domenica pomeriggio, il 27 novembre e mercoledì 30 hanno ricevuto la notizia che ha fatto passare loro notti insonni. Di punto in bianco la scuola scelta per i loro bambini non ci sarà più. C'è chi l'ha scelta perché è la scuola del paese, vicina a casa e ci hanno studiato tutti in famiglia, ma ci sono anche famiglie che l'hanno scelta per il servizio offerto, visto che la struttura unisce nello stesso luogo le funzioni sanitarie della riabilitazione a quelle didattiche. Come spiega Chiara Sisi: "Mio figlio frequenta questo posto da quando ha 8 mesi, ora fa il primo anno di materna, la considera casa sua, oltre all'asilo qui ha persone che lo seguono nelle attività di quattro ore di fisioterapia alla settimana, un modello integrato che per noi è impossibile ritrovare altrove e come noi ci sono tante famiglie con queste necessità. Qui stanno dalle 8,30 alle 16, hanno la parte educativa e didattica, tanti progetti e logopediste, fisioterapiste che completano quello di cui hanno bisogno. Una struttura così integrata permette una qualità della vita migliore alle famiglie che si sentono rassicurate e sostenute in questo percorso. Lui è sempre seguito in modo molto personalizzato e flessibile. Non vogliamo rinunciare e siamo disposti a tutto per mantenere aperta questa scuola".

"Facciamo appello alle istituzioni tutte, dalla Regione ai comuni di Arezzo e di Civitella e abbiamo scritto e già mandato una lettera al vescovo Andrea Migliavacca - spiega Chiara insieme ad un altro genitore, Manuele Donnini che sta seguendo la vicenda - insieme cercheremo una soluzione e la vogliamo trovare, non ci arrendiamo a dover cercare un'altra scuola".

"L’istituto Medaglia Miracolosa di Viciomaggio - hanno scritto i genitori al Vescovo - ha avuto un ruolo importante nella nostra comunità sin da quando è stato fondato come centro di accoglienza per i bambini orfani. La scuola è un gioiello anche dal punto di vista didattico, con insegnanti preparate, strutture tecnologiche, all’avanguardia e con eccellenti risultati nell’istruzione dei bambini. Quanto detto finora è importante per tutti noi, ma ci teniamo a sottolineare che l’Istituto è fondamentale soprattutto per l’educazione e per la socializzazione dei bambini affetti da disturbi di apprendimento. Molti alunni si sono creati il loro ambiente familiare fatto di compagni, amici, di maestre sempre attente alle loro esigenze e di Madri sempre pronte ad ascoltarli. Le chiediamo di aiutarci; noi non ci arrendiamo a una chiusura senza aver prima tentato ogni strada percorribile: abbiamo già contattato aziende che sono pronte a sostenere economicamente nel medio-lungo periodo l’Istituto e tutte hanno dato la loro disponibilità. Le chiediamo di accogliere la nostra richiesta per condurre quanto meno i bambini attualmente presenti alla fine del loro ciclo di studi."

Qui la prima tappa di ingresso ad Arezzo del nuovo vescovo

L'istituto Medaglia Miracolosa delle Suore di Santa Marta di Viciomaggio una decina di giorni fa è salito alla ribalta delle cronache aretine e regionali perché è stata proprio la prima tappa del percorso di ingresso che il nuovo vescovo di Arezzo Andrea Migliavacca ha compiuto nel giorno in cui ha preso possesso della Diocesi. Domenica 27 intorno alle 10 di mattina c'è stato il suo arrivo, la visita alla parte sanitaria e alla scuola ed è stato accolto con festa dai bambini e dalle famiglie.

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