L'intervista

Primi giorni di scuola, criticità nella gestione di casi, tamponi e quarantene. De Sanctis: "Servono elevate coperture vaccinali"

La responsabile igiene pubblica della Asl: "La maggiore criticità che stiamo incontrando consiste nella difficoltà di individuare precocemente un caso positivo, difficoltà determinata dai numeri eccessivamente alti"

Uffici oberati di lavoro, sempre più complicato. Sono quelli che all'interno dell'Asl si occupano dei casi scolastici. Le segnalazioni di qualche disservizio non mancano, ritardi per lo più nell'attivazione delle procedure che in base all'ultimo decreto legge sono molto più articolate di prima. Ne parliamo con Elena De Sanctis responsabile unità funzionale di Igiene Pubblica e Nutrizione della Zona Aretina, Casentino e Valtiberina dell'Asl Toscana sud est. I dati quindi non comprendono la Valdichiana e il Valdarno.

Che numeri si sono verificati nei primi giorni di scuola?

Dal giorno di apertura quasi per tutti, il 10 gennaio e fino a lunedì 16 per la zona Arezzo, Casentino e Valtiberina abbiamo riscontrato 104 casi definiti scolastici, di questi 14 alla scuola dell'infanzia, 57 alla primaria, 19 alle medie e 14 alle superiori.

Vi aspettavate conseguenze diverse con la riapertura delle scuole rispetto a quanto avvenuto?

Come per la popolazione generale anche nelle scuole i numeri sono molto importanti considerando anche che si tratta di un dato sottostimato.

E’ possibile dire se i contagi siano di tipo familiare oppure avvengano in ambito scolastico?

I focolai all'interno delle scuole sono numerosi anche se resta difficile dire se il contagio è avvenuto a scuola o altrove.

Le nuove procedure di sorveglianza/quarantena e il diverso trattamento tra vaccinati e non vaccinati funzionano o sono molto complicate? Quali sono le criticità nella gestione dei casi tra Asl e scuola?

Le nuove procedure che distinguono i provvedimenti per i vaccinati e quelli per i non vaccinati sono senza dubbio efficaci ma richiedono un impegno notevole da parte del nostro personale dedicato al settore scuole che non sempre riesce ad adottare i provvedimenti nell'immediato.
La maggiore criticità che stiamo incontrando consiste nella difficoltà di individuare precocemente un caso positivo, difficoltà determinata dai numeri eccessivamente alti di persone contagiate che rendono impossibile il tracciamento immediato di tutte loro; in questo momento infatti è spesso la scuola che, in stretta e costante collaborazione con il nostro personale, ci segnala le positività di alunni ed insegnanti permettendoci di adottare i provvedimenti previsti dall'ultima circolare dell'8 gennaio.
La ASL e le scuole stanno compiendo notevoli sforzi per contenere la diffusione del virus e permettere ai ragazzi di continuare la didattica in presenza, ma per ottenere il successo sperato abbiamo bisogno anche e soprattutto di elevate coperture vaccinali.
Faccio quindi un appello ai genitori dei ragazzi non ancora vaccinati perchè provvedano quanto prima a vaccinare i loro figli contribuendo al buon esito della lotta al virus.

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