Flash mob contro la didattica a distanza. Bambolotti in piazza con le mascherine

"I nostri figli sono come imbambolati davanti agli schermi dei computer (per chi ce l'ha), vogliamo una scuola in presenza"

Tanti bambolotti depositati a terra, seduti, con lo sguardo fisso nel vuoto. Questa l'immagine che si produrrà sabato 6 giugno alle 10,00 in piazza Sant'Agostino dove si terrà il flash mob contro la didattica a distanza, considerata come la risposta d'emergenza, nel momento dello scoppio del contagio da coronavirus, ma che non potrà protrarsi oltre.

"I nostri figli sono come imbambolati davanti a quegli schermi" dichiara una mamma attiva nel gruppo dei Cittadini dimenticati, nato nel corso di questa epidemia proprio per portare all'attenzione delle autorità le condizioni dei bambini e dei ragazzi dimenticati dalla politica.

Il flah mob e le motivazioni 

"Ci troveremo in Piazza S. Agostino alle 10.00 di sabato 6 giugno per posizionare i bambolotti, potranno essere lasciarli per poi tornare a prenderli dopo, oppure rimanere sempre rispettando le norme sul distanziamento fisico."

Sono tante le domande che le famiglie con bambini in età scolare si pongono, così come gli organizzatori del flash mob, nonostante stiano uscendo le prime indiscrezioni  sulle linee guida per le scuole.

"Probabilmente riapriranno le scuole, dalle materne alle medie, in presenza, mentre la didattica a distanza sarà riproposta solo per le scuole superiori.. e perché? Proprio i più grandi che dovrebbero essere in grado di capire e rispettare il distanziamento sociale li teniamo di nuovo a casa o magari con lezioni alternate? Proprio chi è in una fascia di età (14-19) così delicata?  E dei professori ormai stremati davanti ai pc ne vogliamo parlare?"

Altro aspetto quello dell'orario di arrivo a scuola: "Orari di ingresso scaglionati dopo le otto, senza pensare ai genitori che già facevano le corse prima per accompagnare i figli a scuola e poi entrare puntuali al lavoro, come faranno? E per chi va con lo scuolabus? E poi si prevedono meno ore per tutti e temiamo quindi di dover dire addio anche ai tempi pieni."

Ancora più grandi i dubbi per la fascia 0-3 anni che rientra nei nidi: "Sembra inesistente per loro."

"Non staremo a guardare mentre mettono in secondo piano l’istruzione e quindi il futuro del paese, non  permetteremo che diventi un paese di bambini imbambolati."

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