Andare a scuola in bicicletta o a piedi? Si può fare!

Successo per l’iniziativa “Bicibus” e “Pedibus”, promossa dalla Fiab – Amici della Bici di Arezzo, che ha visto la partecipazione degli alunni della scuola “Pio Borri” di Arezzo

Il 21 marzo scorso l’associazione “Fiab – Amici della Bici di Arezzo” e i genitori della Scuola Primaria “Pio Borri” hanno promosso un’iniziativa di sensibilizzazione rivolta alle famiglie e alle scuole, con l’obiettivo di stimolare l’accompagnamento dei bambini a scuola con mezzi sostenibili: in bicicletta o a piedi.

È stata una mattina di sole con l’aria ancora fresca e il cielo terso che invitava anche i più pigri a uscire per strada con le proprie gambe. Una mattina in cui ha prevalso l’entusiasmo di quei bambini della Scuola Elementare che hanno chiesto ai propri genitori di accompagnarli lasciando l’auto a casa. E così, zaino in spalla, si sono uniti ai gruppi Bicibus e Pedibus, rispettivamente in bicicletta o a piedi, con l’aiuto dei volontari della Fiab.

I benefici di questa buona pratica sono evidenti:

- attività motoria dei bambini (e dei genitori)

- momento di socializzazione e condivisione

- meno auto impiegate negli spostamenti casa-scuola, quindi meno traffico e, di conseguenza, meno   smog nelle strade.

“Il Bicibus e il Pedibus sono la dimostrazione che lo spostamento casa-scuola si può fare con una mobilità intelligente, salutare, una mobilità che fa bene non solo a grandi e piccini ma a tutta la collettività – ha affermato Fabrizio Montaini, Presidente della Fiab – Amici della Bici di Arezzo. Il piacere più grande è vedere bambini sorridenti, socializzare e fare attività motoria prima dell’ingresso a scuola. Dall’altro lato, invece, ci dispiace notare altri bambini, rinchiusi in auto, che dal finestrino osservavano i propri compagni spostarsi in bicicletta o a piedi. Questa città può e deve crescere ancora molto culturalmente, a partire da questi semplici gesti quotidiani e tutelando, allo stesso tempo, chi decide di spostarsi in modo sostenibile. Mi riferisco sia a quegli automobilisti che si credono padroni della strada e magari parcheggiano dove non dovrebbero, sul marciapiede o in seconda fila, sia a chi gestisce gli spazi urbani. Non è tollerabile che i bambini e le loro famiglie debbano affrontare una giungla di auto davanti all’ingresso della scuola. Gli spazi davanti alle scuole devono essere messi in sicurezza, quindi devono essere liberi dalle automobili.”

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